Francesco Guccini, la storia di "Noi non ci saremo"

Usciva 54 anni fa "Folk Beat N.1", l'album di debutto del cantautore: lo ripercorriamo canzone per canzone
Francesco Guccini, la storia di "Noi non ci saremo"

Pronti, via: l’apocalisse. L’ha già annunciata un anno prima Augusto Daolio per conto dei Nomadi. Francesco Guccini, che va per i 27 anni, è ancora in fase imbarazzo della scelta, tipico dei creativi all’eccesso, fra attività didattica, accademica, giornalistica, letteraria, musicale, lungo un percorso esistenziale che tocca Modena, Pàvana, Bologna, Pesaro, oltre alle garitte di Lecce, Roma e Trieste e ai sogni americani presto infranti.

Non è iscritto alla Siae, non ancora, così come autori compaiono Pontiack-Verona, alias Mansueto Deponti, talent scout della Emi, e Toni Verona. "Noi non ci saremo è però" – soggetto, parole, musica – tutta di Guccini, che se la riporta a casa per aprire il suo primo 33 giri "Folk Beat N.1" ("Titolo bruttissimo, ma non l’ho certo scelto io") dove non compare nemmeno il cognome, solo Francesco tra virgolette. Toglie tutto il pop, recupera alcune strofe cassate dai Nomadi per non consumare troppo vinile e confeziona cinque minuti abbondanti di chitarra acustica e voce, anzi vociona da predicatore.

È tempo di guerra fredda, di incubi nucleari, di Vietnam, di Palestina in fiamme, e Guccini – che si svela sulla copertina sbarbato, fumante, ombroso alla De André – mette le mani avanti, in una sorta di scaramantica descrizione post-atomica, tornata di tragica attualità dentro il nostro quotidiano da coronavirus: “E solo il silenzio come un sudario si stenderà”. La morale è che, comunque vada, noi non ci saremo. Finché, in un imprecisato scenario futuro, come un disgelo annunciato da una pioggia torrenziale, magicamente la vita tornerà. Ma tanto… noi non ci saremo.

Lo stesso Guccini ammette di essersi ispirato a Dylan, che ha un anno (344 giorni) meno di lui, per il testo alla sconvolgente "A Hard Rain’s A-Gonna Fall" (“Ho sentito il fragore di un’onda che potrebbe sommergere il mondo intero”) e per l’armonia a "Mr. Tambourine Man". "Eravamo tutti dylaniani fino al midollo", confessa. È il fatalismo fatto canzone in una melodia ariosa, sorprendente per un artista al debutto folk: nel 2002 Giorgio Cordini la ripropone in versione solo chitarra classica mettendo a nudo la bellezza della sua armonia.

"Noi non ci saremo" torna di moda negli anni pseudo ecologisti del nuovo millennio con tante versioni, quasi tutte poco convincenti, comprese quella del "Live 2007" dei Nomadi e del 2019 dell’attrice-cantante Margherita Vicario che la riduce a un compitino rock, nonostante l’arrangiamento di Mauro Pagani, dedicandola alla baby ambientalista di tendenza Greta Thurnberg. Il vero miracolo lo fanno i C.S.I. che si inventano una lettura spaventosa, lugubre, splendida, restituendo a "Noi non ci saremo" nuova vita e insieme nuova morte.

Guccini ci spaventerà ancora con "L’atomica cinese" e con "Un vecchio e un bambino". Ma sempre con la rassegnata serenità del “noi non ci saremo”.

Federico Pistone

Questo testo è tratto da "TuttoGuccini" di Federico Pistone, pubblicato da Arcana, per gentile concessione dell'autore e dell'editore. (C) 2020 Lit edizioni s.a.s. 

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