Musica e listini: Live Nation ai massimi assoluti, Tencent è boom

L'industria musicale in borsa nella settimana dal 18 al 22 gennaio. Risalita delle big tech, tiene anche Spotify
Musica e listini: Live Nation ai massimi assoluti, Tencent è boom

Due i nomi e i movimenti di rilievo nella settimana borsistica per l'industria musicale che si è conlusa nella notte di venerdì: quelli di Live Nation e di Tencent.

Live Nation ha toccato i suoi massimi, grazie all'acquisizione di Veeps, la piattaforma sviluppata da Joel e Benji Madden dei Good Charlotte: martedì notte il prezzo, che è tornato quasi ai massimi degli ultimi 12 mesi anche dopo, ha toccato $ 76,54. Due i segnali: il ticketing è vivo a livello internazionale nonostante il covid (si veda anche la partnership VivaTicket / SeatAdvisor) e il livestream è qui per restare.

Clamoroso il balzo in alto di Tencent Music, che mette a segno quasi un + 30% complessivo, prima crescendo di oltre 20 punti e, dopo avere tirato il fiato, risalendo di oltre 3 venerdì. Due le notizie, qui: la prima il target price a 12 mesi rivisto al rialzo del 30% da Citi e da Oppenheimer, la seconda l'acquisizione per 416 milioni di dollari di Lazy Audio, una piattaforma di audiobook.

Per il resto, si segnalano la tranquilla risalita di Alphabet, Apple e Amazon e la tenuta di Spotify, che resta nei dintorni dei massimi della propria capitalizzazione.

Di seguito, il dettaglio dei titoli osservati in ordine alfabetico.

  • Alphabet: la holding proprietaria di Google (e quindi di YouTube), quotata al NASDAQ, risale a $ 1.902, ed è vicina ai suoi massimi assoluti.
  • Amazon: Jeff Bezos vede la sua creatura – che ha in pancia Amazon Music e Twitch – risalire la china fino a $ 3.292; l’azienda vale un triliardo e 652 miliardi di dollari.
  • Apple: anche a Cupertino fanno festa guardando al NASDAQ: Apple fa più 5%, attestandosi a $ 139,07, a un soffio dai massimi di sempre; la capitalizzazione dell’azienda è pari a due triliardi e 340 milioni di dollari.
  • Live Nation: i motivi dell'oscillazione verso l'alto li abbiamo spiegati sopra; l'effetto numerico per la conglomerata del live quotata al NYSE americano è un titolo salito a $ 72,48. Per capirne meglio il significato, basti considerare che il 17 marzo scorso era passato dai $77 ai $ 29...
  • Spotify: perdere oltre due punti venerdì non ha impedito alla piattaforma di Daniel Ek di chiudere in verde la settimana, qualcosa che accade ormai da mesi; con il titolo a $ 339, l’azienda vale oltre 64 miliardi di dollari.
  • Tencent Music: ii motivi del salto quasi quantico descritto sopra porta il titolo della piattaforma musicale cinese quotata al Nyse americano a $ 27; l’azienda controllata da Tencent Holdings vale ora 45 miliardi di dollari, praticamente il doppio di un anno fa.
  • Warner Music Group: la major guidata da Len Blavatnik torna in terreno positivo, con il titolo a $ 38,74, nei pressi dei massimi livelli della sua quotazione.
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