AirPods Max, un suono spaziale: la prova

Apple fa con l'audio quello che l'iPhone ha fatto per la fotografia, integrando hardware e software in maniera elevata. Le abbiamo provate: non sono paragonabili ad altre cuffie sul mercato (neanche per il prezzo).
AirPods Max, un suono spaziale: la prova
Credits: Rockol

Cosa sono le AirPods Max? Un paio di cuffie della Apple, chiaro. Ma anche un oggetto ibrido e per certi versi inedito. 
Sono state presentate lo scorso dicembre - quasi a sorpresa, anche se erano informalmente attese da tempo, da almeno da quando la Apple ha acquisito Beats nel 2015. Ma attenzione: hanno ben poco a che vedere con le “concorrenti” di categoria, le classiche cuffione blueetoth già presenti sul mercato: Beats, Sony, Bose, Jabra & co. 
La AirPods Max non sono né cuffie senza fili classiche, né cuffie per audiofili, come il prezzo (elevato) potrebbe portare a pensare.

Sono un prodotto che mira a creare un nuovo spazio di mercato, come capita spesso con le cose di Apple. .Le AirPods Max sono quello che è l’iPhone è per la fotografia: grazie all'integrazione di hardware e software sono in grado di migliorare il risultato fino a renderlo paragonabile ad un prodotto di fascia quasi professionale. L’iPhone grazie allo fotografia computazionale fa in automatico scatti che pongono l’utente normale a poco distanza da uno che usa fotocamere dedicate. Allo stesso modo le AirPods Max hanno un suono migliorato dall’audio computazionale, con un chip dedicato per ogni padiglione: il risultato, nella nostra, prova è impressionante, e non è lontano da ben più blasonati marchi storici dell’audiofilia. Un suono che diventa spaziale - metaforicamente e letteralmente - quando si usano con la funzione “spatial audio”, che orienta le fonti sonore in 3 dimensioni, a seconda di come si orienta la testa (ma purtroppo non è ancora sfruttato del tutto).  Ecco il risultato del test, pregi e difetti, diviso per categorie.

Design e materiali e uso

Il design è il primo livello su cui si vede la diversità dal resto delle cuffie. In generale, come per le AirPods auricolari, all’inizio la sensazione è parecchio diversa, per via delle scelte in questo campo. Superata questa fase, diventano molto comode.

Molte cuffione sono plasticose, mentre le AirPods Max sono imponenti e metalliche: il padiglione è grosso, in alluminio anodizzato - molto Apple, come tutto l'insieme.

 I padiglioni sono magnetici e in memory foam: ci si ritrova a staccarli e attaccarli per sentire il clic-clac. Sul padiglione si i notano i fori (i microfoni per la riduzione del rumore e la voce), la presa (lightning, non usb-c) e soprattutto i due tasti, simili a quelli di altri device: la digital crown è quella dell’Apple Watch, ma più grossa, l'altro ricorda quello di accensione di iPhone e iPad.  L’archetto è di acciaio, ma ricoperto di gomma colorata, con snodi iperprecisi e fluidi che permettono di trovare la giusta posizione e regolare la pressione sull’orecchio.
Il peso: 328g, ben oltre i 250g standard delle altre cuffie sul mercato. La scelta dei materiali ha questo contraltare, che però è ben bilanciato dall’appoggio sulla testa, costituito da una tela nell'archetto: è decisamente più comoda dei cuscinetti solitamente usati.  Sono disponibili in 5 colori, dal bianco/silver al nero, rosso, blu, verde. Sono ancora difficili da recuperare: alcuni modelli sono disponibili in meno di un mese, per altri ce ne vogliono quasi 3.

La (tanto criticata) custodia

La AirPods Max si appiattiscono ma non sono collassabili. Vengono fornite con una custodia di cui si è detto parecchio (male). Si riassumono così le critiche: “Ma come, con un prezzo così alto, manco una custodia rigida?”. 
Si tratta più di un astuccio dentro cui rientrano i padiglioni, che si ripiega e si chiude con una chiusura metallica, mentre l’archetto rimane fuori, come una maniglia di una borsa. La custodia attiva una modalità di ultra-risparmio batteria: nella nostra prova questa modalità però non ha risultati significativamente diversi dal risparmio in stand by senza custodia.
Uno dei motivi di questa scelta è probabilmente nel risparmio di peso: le Sony WH-1000XM4, collassate nella loro custodia rigida pesano circa 450g: la custodia da sola pesa quasi quanto le cuffie. Le AirPods Max nella cuffia pesano attorno ai 520 grammi, con la custodia che pesa poco più di 100g. Insomma, in fase di trasporto i pesi si equivalgono. Poi, certo: la protezione (soprattutto sulla tela dell'archetto) e l’estetica sono discutibili.

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/HVdSoNiEE3OYh90fGNZPqd952gw=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/apple-airpods-max-smart-case-blue-12082020.jpg

I controlli

Pressoché perfetti, e diversi. Innanzitutto, niente on/off: si indossano e funzionano. È come per un iPhone o un iPad o un iPod: non si spengono mai, non ce n’è bisogno. L’impatto sulla batteria  è minimo sia dentro che fuori dalla custodia: qualche punto percentuale nel giro di un giorno.
Altra scelta vincente è l’uso dei tasti fisici: alla lunga, con i tasti a sfioramento usati da alcune cuffie si fatica a gestire le funzioni e ci si trova controllarle da telefono e computer.

 La digital crown permette invece di regolare il volume al millimetro, mentre premendola si controlla la riproduzione o la risposta ad una chiamata. L’altro tasto attiva la riduzione di rumore o la trasparenza.
Ho letto qualche recensione in cui ci si lamentava della mancanza di un’app dedicata, con EQ e controlli vari. Il fatto è che, nel sistema Apple, non ce n’è bisogno: vengono gestite  dal Control Center come le AirPods. Se si vuole ritoccare l’equalizzazione si va nelle impostazioni di sistema, ma le AirPods fanno tutto da sole, con il software, con una funzione chiamata Adaptive EQ.

Il suono

Ho testato le AirPods Max contro le mie cuffie di riferimento bluetooth, le Sony WH-1000XM4, e contro un paio di Grado a filo - le più aperte e classiche. Suonano meglio di entrambe, con un soundstage - la capacità di creare un ambiente sonoro aperto - che non ho mai trovato su cuffie senza fili, paragonabile a quello delle Grado.

  Le AirPods Max sono bilanciate, con una capacità notevole di separare gli strumenti pressoché in ogni genere, dal rock all’elettronica al jazz, con un notevole equilibrio tra alti, medi e bassi - che spesso nelle bluetooth vengono “pompati” per coprire altre mancanze.
Il merito è dell’audio computazionale: i chip decodificano il suono in entrata e lo ricostruiscono, ri-equalizzandolo in base a vari fattori, tra cui il modo in cui le cuffie aderiscono all’orecchio. Si chiama Adaptive EQ, e permette di far suonare bene anche registrazioni molto datate (purché ci sia una buona dinamica nella registrazione originale: gli album e le canzoni compresse secondo i dettami delle loudness wars sono comunque irrecuperabili).
Le AirPods Max, inoltre, suonano forte, molto forte, ma senza mai andare in distorsione. La tentazione è di tenerle ad alti livelli, ma è meglio evitare, ovviamente.  In breve: sono le cuffie senza fili con il miglior audio che abbia mai usato.

https://a6p8a2b3.stackpathcdn.com/a9GSMi8fNQK7-8GOI3tFcCLOzpc=/700x0/smart/rockol-img/img/foto/upload/apple-airpods-max-internals-12082020.jpg

Il suono “spaziale”

Non è solo un aggettivo: le AirPods Max hanno una funzione Spatial Audio. Tramite un giroscopio nelle cuffie, se la testa si muove, il suono si comporta di conseguenza e cambia il posizionamento della fonte - dando la sensazione di trovarsi in uno spazio reale. Per esempio, la voce di un cantante o di un attore si sposta a seconda di come ci muoviamo noi. È stata introdotta tramite software nelle più piccole AirPods Pro con l’ultimo aggiornamento. Ma qua siamo siamo ad un altro livello.
Purtroppo allo stato attuale funziona solo su iPhone e iPad, e solo con alcune app (Apple TV+ e Disney+), ma il risultato è davvero favoloso, soprattutto con titoli recenti come “The Mandalorian”, con un suono già pensato in questa ottica.

I titoli musicali che sfruttano questa opzione sono pochi: lo l'ho testato con il visual album dei Pearl Jam di “Gigaton” su Apple TV+ (buona resa, ma è un po’ compresso in origine) e soprattutto con il recente film “Letter to you” di Springsteen: la sensazione, in questo caso, è di essere nello studio con il Boss, e si sente nettamente meglio dell’album originale. Non è un’idea nuovissima (Sony ha un suo sistema proprietario, il .360 Reality Audio, che ha un catalogo ristretto e richiede abbonamenti specifici). Ma se Apple Music lanciasse un abbonamento Hi-Fi che sfrutta questo sistema, mi iscriverei al volo.

Annullamento del rumore, trasparenza e voce

Anche qua siamo ai massimi livelli: sono dotate di 10 microfoni che filtrano il suono esterno e lo annullano. La riduzione del rumore è paragonabile a quella delle Sony. Ma dove svettano le AirPods max è nella funzione “trasparenza” e nella voce. Lasciano passare i rumori esterni quando serve, per consapevolezza dell'ambiente, come se non si avesse le cuffie in testa . Idem per la voce: pulita e chiara nelle telefonate. Le ho usate diverse volte e in una sola occasione mi è stato detto “Ti sento lontano”: in questo comparto sono pure meglio delle Jabra. Ottima la resa in videoconferenza, in entrata e in uscita.

La connettività e la batteria

Le AirPods Max sono solo wireless: un cavo fisico è venduto solo a parte.  Credo sia una scelta voluta non tanto per questioni economiche, ma filosofica: sono pensate per essere usate sempre senza fili, come degli auricolari. Richiedono l’ultimo aggiornamento di software Apple (11.1 su Mac, 14.3 su iOS) e si integrano alla perfezione in questo ecosistema: si avvicinano e si agganciano. Passano automaticamente da un device all’altro in maniera fluida - come le AirPods: è una caratteristica introdotta qualche mese fa.

 La portata è notevole (anche con i muri spessi della mia casa, che spesso fanno saltare wi-fi e simili). Un po’ di queste caratteristiche si perdono fuori dall’ambiente Apple: si collegano con un blueetooth 5.0 normale, ma non ci sono lo il pairing e lo switch automatico.
La batteria dichiarata è di 20 ore: sensibilmente meno di altre cuffie sul mercato, che dichiarano 30-35 ore. Nella mia esperienza, sono sufficienti per due giorni di uso intenso . Comoda la percentuale dettagliata sui contatori su iPhone, iPad e Mac. Con 5 minuti di ricarica si ha un’ora e mezza di ascolto.

Il verdetto: ne vale la pena?

Le impressioni d’uso sono ottime: comode - forse solo una pressione sulle orecchie leggermente maggiore da altre più leggere, ma dipende da persona a persona. Pesanti, sì, ma molto bilanciate e con l’archetto in rete che non si sente - a differenza di quello imbottito di altre cuffie. Non le ho - comprensibilmente - provate molto in giro e fuori casa, dove il peso rischia di farsi sentire un po’ di più, camminando.
Poi, il suono: che suono.
Ciò che impatta di più sulla risposta a questa domanda è il prezzo: 629€. Tanti: le Sony WH-1000XM4 si sentono molto bene e si trovano alla metà del prezzo. Le AirPods Max si sentono meglio, ma non così tanto da giustificare un prezzo quasi doppio. La differenza è giustificata, semmai, dall’insieme: i materiali, il design, l’estrema semplicità d’uso, l’integrazione perfetta con i prodotti Apple. Diverso, ovviamente, il discorso se si ha un device di altre marche.

Il dato di fatto è che le AirPods Max si collocano in una fascia in cui non hanno concorrenti diretti: sono impossibili da paragonare ad altre cuffie. Richiedono un investimento importante, hanno il miglior suono wireless in circolazione, e non sono difficili da usare come cuffie da audiofili che richiedono cavi (a cui non siamo più abituati) e/o amplificatori, DAC e fonti sonore di alto livello. Qua l’esperienza è estremamente semplice: un iPhone, e via. Quando - e se - Apple lancerà una versione Hi-Fi del suo servizio streaming ottimizzata per l’audio spaziale, sarà tutta un’altra musica, ma già così non si scherza.

VOTO: 4.5/5

PRO:  Suono di altissimo livello, design e materiali di qualità, integrazione perfetta nel sistema apple

CONTRO: Prezzo elevato. L'audio spaziale putroppo è sotto utilizzato. Custodia decisamente rivedibile. Meno comode per chi è su Android, dove perdono funzionalità.

PROVATE ASCOLTANDO:  "Letter to you" e "Gigaton Visual Experience" (film su Apple TV+), "The Mandalorian" (Disney Plus), "Parallel" (Four Tet), "Kind of Blue" (Miles Davis), 

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.