Lemmy Kilmister dei Motörhead ha ispirato una delle nuove canzoni dei Foo Fighters

Dave Grohl racconta come sono nati alcuni brani inclusi nel prossimo album della sua band, “Medicine at midnight”, in uscita il 5 febbraio
Lemmy Kilmister dei Motörhead ha ispirato una delle nuove canzoni dei Foo Fighters

Dopo essersi visti costretti, a causa dell’emergenza Coronavirus, a stravolgere i propri piani per celebrare i 25 anni di carriera dei Foo Fighters, ad annullare una serie di iniziative originariamente in programma per il 2020 e a rimandare al prossimo anno la tranche di concerti in Europa - compreso il concerto di Milano - oltre che l’uscita dell’ideale seguito di “Concrete and gold”, lo scorso 8 novembre Dave Grohl e soci hanno annunciato la pubblicazione del loro nuovo album, “Medicine at midnight”.

Raccontando il significato di alcune tracce incluse nella prossima prova sulla lunga distanza della band del già batterista dei Nirvana - in uscita il 5 febbraio e anticipata dai singoli “Shame shame”, "No son of mine” e “Waiting on a war” - Grohl, a margine di una recente intervista rilasciata all’edizione statunitense della rivista “OK!”, ha rivelato quali sono state le fonti che hanno ispirato la composizione di alcuni nuovi brani dei Foo Fighters.

Il leader del gruppo di “In your honor”, parlando di “Waiting on a war” - di cui aveva spiega il significato lo scorso 14 gennaio in occasione dell’uscita del pezzo - e svelando come la paura di una guerra nucleare ha ispirato il pezzo, ha narrato: “Quando ero giovane, negli anni '70 e ’80, avevo il terrore di morire in una guerra nucleare con la Russia”. Ha aggiunto: “Poi, quando [nel 2019] le cose stavano diventando tese con la Corea del Nord, un giorno mio figlio di 11 anni mi ha detto: 'Papà, andremo in guerra?' Mi ha ricordato come mi sentivo quando avevo la sua età”.

A proposito di "No son of mine” Dave Grohl, che ha descritto il secondo singolo estratto da “Medicine at midnight”, pubblicato lo scorso 1 gennaio, come un omaggio al compianto Lemmy Kilmister dei Motörhead, ha detto: “La canzone stava prendendo forma con questo swing country,  poi abbiamo optato per qualcosa di un po’ più aggressivo e si è trasformata in questi riff pesanti”. Sottolineando l’influenza che Kilmister ha avuto su di lui e di come ha ispirato il brano dei Foo Fighters, Grohl ha detto: “Vorrei che Lemmy fosse vivo per sentire il pezzo, perché avrebbe visto quanto mi ha influenzato”.

"Medicine at midnight”, prodotto dalla formazione di Seattle con Greg Kurstin, includerà 9 canzoni, tra cui i singoli già resi disponibili dalla band come - tra gli altri - “Shame shame". Questa canzone è stata presentata da Grohl a “OK!” così: “È ancora riconoscibile come qualcosa che farebbero i Foo Fighters, ma ha questi groove e ritmi che non si sono mai sentiti fare alla band prima”.

Svelando qualche dettaglio in più sul decimo album in studio del suo gruppo, che - come ha fatto sapere Dave Grohl a margine di un’intervista rilasciata alla rivista britannica New Musical Express - per i Foo Fighters rappresenterà per certi versi ciò che per David Bowie fu "Let's dance", il già addetto ai tamburi dei Nirvana ha parlato del brano “Cloudspotter”.

Sulla terza traccia di "Medicine at midnight” il frontman della band di “One by one” ha detto: “Sostanzialmente è un inno per i pessimisti”. Ha poi spiegato: “Sono il tipo di persona che, se mi viene presentato un problema, dice, ‘Ok, cerchiamo di risolvere la cosa'. Un ‘cloudspotter’ è qualcuno che trova conflitti e difficoltà in tutto e non ha speranza. È una sorta di canzone d'amore contorta per qualcuno con questa visione pessimistica e negativa di tutto”.

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