Max Casacci spiega il Traffic: 'Un festival internazionale, ma anche torinese'

Max Casacci spiega il Traffic: 'Un festival internazionale, ma anche torinese'
Il budget (cortesia dello sponsor Telecom Italia e degli enti locali) è rimasto lo stesso, le ambizioni sono cresciute: a forza di esclusive e di spettacoli una tantum (unica esibizione in Europa Continentale dei riformati Throbbing Gristle, unica apparizione italiana dei New Order, Carmen Consoli impegnata in un inedito incontro con interpreti femminili provenienti dal “Sud del mondo”), il Traffic-Torino Free Festival 2005, in programma nel capoluogo piemontese dal 29 giugno al 2 luglio, alza decisamente il tiro. Al telefono con Rockol, Max Casacci dei Subsonica, condirettore artistico al fianco di Fabrizio Gargarone dell’Hiroshima Mon Amour, del giornalista musicale Alberto Campo e di Cosimo Ammendola di Suoneria e Radar/Metropoli, conferma: “La prima edizione, l’anno scorso, ebbe come obiettivo quello di dotare finalmente una città che tutti riconoscono tra le capitali della musica italiana di un festival degno di questo nome, capace di attirare attenzione oltre il perimetro delle tangenziali cittadine. Soprattutto grazie al concerto degli Stooges ci accorgemmo di come la gente non aveva avuto problemi ad accorrere in città per assistere all’evento, anche dall’estero: tra il pubblico c’era chi arrivava dalla Svizzera e dalla Francia, oltre che da tutta Italia. Abbiamo cominciato a pensare che il Traffic poteva assumere una dimensione internazionale, trovare piena cittadinanza nella mappa dei festival europei, e per farlo abbiamo puntato ancora su eventi unici e irripetibili: la reunion dei Throbbing Gristle, oltre che Torino, è un evento che riguarda solo Londra e New York, il connubio tra Aphex Twin e il video maker Chris Cunningham è un’anteprima mondiale da cui noi stessi non sappiamo bene cosa aspettarci se non un evento per cui il termine multimediale non verrà certamente utilizzato a sproposito”. E poi c’è la giornata tematica dedicata a Manchester (proiezione pomeridiana al Museo del Cinema del film “24 hour party people” di Michael Winterbottom, inedito in Italia, concerti e dj set alla sera): città nei cui confronti, secondo Casacci, Torino ha le credenziali giuste per un gemellaggio musicale e non solo. “Siamo partiti proprio da quella considerazione. Quello che nella città inglese è già successo, in chiave di riconversione postindustriale, lo prendiamo come un buon auspicio... Lì la musica e la cultura underground hanno aiutato a rendere più fluido il processo di trasformazione, fornendo una testimonianza importante della vitalità e del patrimonio di creatività che la musica si porta appresso. Peter Saville, il grafico di fiducia di Joy Division, dei New Order e dell’Hacienda, è oggi il responsabile dell’immagine della città di Manchester e questo la dice lunga sulle strade che si possono percorrere. Anche sul fronte più strettamente musicale la somiglianza tra Manchester e Torino è evidente: certi crossover fine anni ’80 tra dance e i suoni elettrici del rock, certo pop rivoluzionato dal night clubbing, sono fenomeni che si sono manifestati poco tempo dopo anche qui”.
Sembra di riconoscere l’impronta inconfondibile dei Subsonica, la loro storia e i loro gusti, nei nomi in cartellone. “Solo fino ad un certo punto”, precisa Casacci. “In realtà non c’è un filo comune se non la volontà mia e dei miei collaboratori di tagliar fuori una scena mainstream che avrebbe dato garanzie sicure in termini numerici ma non altrettanta qualità e unicità all’evento. In questo ci siamo trovati tutti perfettamente allineati, ma abbiamo anche voluto essere un po’ provocatori nei confronti di certe rigidità mentali della scena indie: quando abbiamo rivelato che ci sarebbero stati gli Eiffel 65, senza dire niente di più, si sono scatenate prevedibilmente le polemiche. Invece l’idea era completamente diversa da quella di un concerto tradizionale: far esibire uno dei più grandi fenomeni torinesi della musica di consumo in un luogo che al consumo è istituzionalmente adibito, un centro commerciale. Saranno i clienti del supermarket i veri protagonisti della performance, gli Eiffel (ridotti a un duo dopo la fuoriuscita di Gabry Ponte) resteranno in posizione defilata a curare un’installazione sonora che prende ispirazione dalle musiche per ambienti di Brian Eno. Anche la scelta di Carmen Consoli, come quella di Vinicio Capossela l’anno scorso, non ha a che fare con il mainstream, e per questo le abbiamo dato carta bianca nella sperimentazione di un progetto per lei inedito. Non volevamo artisti da retrospettiva, da santificare, ma gente che è ancora nel pieno della creatività”.
Festival con ambizioni internazionali ma anche intrinsecamente torinese, il Traffic. Un po’ come sono i Subsonica, e ancora una volta emerge nella sua costruzione qualcosa della personalità del direttore artistico: “Certo, l’idea è di svelare qualcosa della città attraverso i suoi tracciati sonori. Ecco perché c’è lo Spazio 211, una sorta di covo dell’underground cittadino, ed ecco perché ci sono i Murazzi, luogo imprescindibile per chi frequenta le notti torinesi anche se, come tutti i luoghi più vitali della cultura giovanile, continua a suscitare reazioni controverse nell’opinione pubblica e negli amministratori cittadini. L’anno scorso i Subsonica hanno fatto un po’ da padroni di casa, quest’anno ci sono i Perturbazione che saliranno sul palco con Emiliana Torrini”. Chiediamo a Casacci se gli resta qualche rammarico per occasioni sfumate all’ultimo momento: “Alberto Campo, in particolare, si è dato molto da fare per far riunire i CCCP. Ci siamo andati vicino, ma all’ultimo momento la cosa non si è concretizzata. Era un progetto molto ambizioso, ne coltiveremo altri nelle prossime edizioni del festival”.
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