I migliori album dal vivo di Bruce Springsteen

Guida ragionata alla discografia live del Boss, che ha pubblicato oltre 100 tra dischi ufficiali, film-concerto, archivi ed EP
I migliori album dal vivo di Bruce Springsteen

Quasi 100 album dal vivo: la discografia “live” di Springsteen è pressoché sconfinata. Non male per un artista che che in 28 anni di carriera, dal ’73 al 2001, ne ha pubblicati solo 3, di cui due molto criticati: il box “Live 1975-85 e “Plugged”. Poi il Boss ha recuperato, diciamo.
Oltre 60 sono “bootleg ufficiali”, i concerti interi dagli archivi che Springsteen pubblica con regolarità dal 2014. Se poi aggiungiamo le “instant releases”, le registrazioni di gli show del tour del 2015 e 2016/2017, la quantità raddoppia e si arriva quasi a 200. Tanti, tantissimi, ma sempre meno dei Grateful Dead e dei Pearl Jam che pubblicano ogni concerto dal 2000....

Qua in mezzo ci sono alcune delle cose più belle del Boss: ecco una guida alle migliori pubblicazioni dal vivo del Boss, divise per categorie: album dal vivo ufficiali, film concerti, pubblicazioni d’archivio e “Live series”, Ep. 

Album live ufficiali

L’imperdibile: “Hammersmith Odeon London ’75”, pubblicato inizialmente nella ristampa per i 30 anni di “Born to Run” (2005), poi separatamente. Springsteen racconta nella sua autobiografia di avere inizoalmente odiato questo show, infastidito da come venne promosso ("Londra è pronta per Bruce Springsteen"), poi di essersi ricreduto dopo averlo riascoltato. Comunque, una fotografia della prima E Street Band, con versioni da brivido dei classici del periodo.
Il resto: dopo avere incentivato per anni la sua reputazione live tramite broadcast radiofonici (quasi tutti diventati bootleg), nell ’86 pubblica “Live 1975–85”, dopo il successo di “Born in the U.

S.A”. Ma il box (5 LP e £CD) è un pastrocchio, un collage di diverse ere, con alcune canzoni ritoccate in studio e/o tagliate: ci sono delle belle cose, ovviamente, e al tempo fu una manna: ma oggi è abbondantemente superato. Il secondo live arriva nel ’93: Bruce accetta di partecipare al format di MTV “Unplugged”, ma in versione elettrica. “In Concert/MTV Plugged “ è con “l’altra band” e questo dice tutto.  Decisamente meglio “Live in New York City” (2001, con la prima pubblicazione di "Land of hope and dreams": documenta il tour di reunion della E Street Band), così come “Live in Dublin” (2007  che invece documenta il tour della Seeger Sessions Band). Ma tutti album che un po' si perdono, nella grande quantità di materiale live. Il resto “Springsteen on Broadway” (2018) ha delle versioni acustiche notevoli ma rende meglio in film, come “Western Stars – Songs from the Film (2019)”. .

Film concerti

L’imperdibile: “Darkness on the Edge of Town (live at Paramount Theatre 2009)”. Contenuto nel box legato a “The promise”, vede la E Street Band suonare per intero l’album ad Asbury Park, senza pubblico. Versioni potentissime e asciutte, una delle cose migliori fatte da Springsteen negli ultimi 20 anni e, secondo me, la miglior registrazione dal vivo in assoluto della E Street Band.
Il resto: Quasi tutti sono stati pubblicati autonomamente su DVD o all’interno delle ristampe celebrative degli album. Alcuni hanno un corrispettivo audio/CD, e in versione video si trovano tutti su YouTube, dove sono stati caricati negli ultimi anni - su Apple Music si possono ascoltare anche in versione solo audio . Meritano una menzione VH1 Storytellers (2005), che ha anticipato “On Broadway” con una serie di racconti legato alle canzoni. Notevoli  i concerti d’archivio del ’75 e 78 e ’80 per le riedizioni di “Born to run”, “Darkness”, “The river”. La chicca: “Born in the U.S.A. Live: London 2013”, allegato alla versione deluxe di ”High Hopes” (2014).

I Bootleg ufficiali/Le “Live series”


L’imperdibile. Un qualsiasi concerto del ’78 (recentemente è stato annunciato un box che li raccoglie).
Il resto: A questa categoria ho dedicato un articolo specifico qualche mese fa, ma nel frattempo ne sono usciti altri tre che meritano. La seconda data di Londra ’75 (si veda sopra), un concerto del 2009 con l’esecuzione integrale di “The wild, the innocent & the street shuffle”, e un concerto del 2012 in Minnesota con una scaletta folle. Poi ci sono le "live series", otto raccolte tematiche di canzoni scelte dai bootleg, pubblicate anche sulle piattaforme streaming. Meritano i volumi “Songs Under Cover” (con interpretazioni di brani altrui) e “Stripped Down”, con versioni per lo più acustiche.

Gli EP

L’imperdibile: “Live in Dublin - Bonus tracks”: alcune delle canzoni più belle del repertorio del Boss rilette dalla Seeger Session Band, e inspiegabilmente lasciate fuori dall’uscita regolare, da “Bobby Jean” a “My city of ruin”.
Notevoli anche i “Magic Tour Higlights” (2008) con diversi duetti; “Chimes of Freedom” (1988) con una strepitosa versione acustica di “Born to run”, e “Live 1975-1985 EP”, con brani lasciati fuori del box ufficiale, tra cui una bella versione di “Incident on 57th street”.

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