È morto Phil Spector

Il produttore, una carriera leggendaria alle spalle, aveva 81 anni. Fu lui ad inventare la tecnica del “muro del suono”. Le cause sarebbero complicazioni legate al Covid-19.
È morto Phil Spector

Si è spento all'età di 81 anni Phil Spector, leggendario produttore e compositore, tra le più grandi personalità della musica pop rock degli ultimi sessant'anni. Spector sarebbe morto in seguito a complicanze legate al Covid-19, che aveva contratto un mese fa: si trovava in prigione, condannato nel 2009 a 19 anni per omicidio (quello dell'attrice Lana Clarkson), ed era stato portato in ospedale. A riferirlo è stato il sito statunitense di gossip e intrattenimento TMZ, lo stesso che per primo, nel 2009, scrisse della morte di Michael Jackson.

Il nome di Spector è indissolubilmente legato alla tecnica di produzione da lui inventata, il cosiddetto "Muro del Suono" (Wall of sound): consisteva nell'aggiunta, alla classica strumentazione basso-chitarra-batteria, di strumenti tipici della musica orchestrale quali archi, ottoni, triangoli, timpani e percussioni che mai utilizzati, in precedenza, nella musica pop, e che venivano registrati e poi sovrapposti (raddoppiandoli e triplicandoli) per ottenere un suono quasi unisono ed arrivare così ad un effetto di riverbero ed un suono più denso.

Nel corso della sua carriera collaborò con - tra gli altri - Tina Turner, Leonard Cohen, Ronettes e Ramones, contribuendo anche a "Let it be" dei Beatles. 

Tra le canzoni più esemplificatrici dell'utilizzo della tecnica del "Wall of sound" c'è sicuramente "Be my baby", scritta nel 1963 da Jeff Barry e Ellie Greenwich ed incisa dalle Ronettes (trio di cui faceva parte anche Veronica Bennett, che poi cambierà nome in Ronnie Spector, dopo aver sposato lo stesso produttore).

La caduta di Phil Spector fu anche raccontata in un film, intitolato semplicemente "Phil Spector". Venne realizzato nel 2013 dal regista David Mamet, nominato due volte agli Oscar (nell''83 per la sceneggiatura de "Il verdetto" e nell''88 per quella di "Sesso e potere") vincitore nell''84 del Premio Pulitzer per l'opera teatrale "Glengarry Glen Ross", poi adattata nel '92 per il film "Americani" (diretto da James Foley). Trasmesso negli Stati Uniti su HBO, il film raccontava proprio del processo che Phil Spector dovette affrontare per difendersi dalle accuse di omicidio, affiancato dal suo team di avvocati. Ad interpretare il protagonista fu nientemeno che Al Pacino.

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