Come George Michael diventò il primo bianco in cima alla classifica dei neri

A ventitré anni George sente che è giunto il momento di fare da sé.
Come George Michael diventò il primo bianco in cima alla classifica dei neri

Quaranta anni fa, nel 1981, due inglesi diciottenni conosciutisi a scuola iniziano a fare musica con il nome di Wham!, i due ragazzi rispondono ai nomi di George Michael e Andrew Ridgeley, rivoluzioneranno il mondo del pop.

Il loro primo singolo, "Wham Rap! (Enjoy What You Do)", verrà pubblicato nel giugno del 1982. Non si fermeranno più, dopo quella prima canzone ne seguirono altre. Molte di grande successo. I loro titoli: "Club Tropicana", "Young Guns (Go for It)", "Freedom", "Wake Me Up Before You Go-Go", "Everything She Wants", "Last Christmas", "Careless Whisper", "I'm your man", "The Edge of Heaven". Parevano davvero inarrestabili, ma a un certo punto della loro avventura fecero un ultimo grande concerto allo stadio di Wembley a Londra, il 28 giugno 1986, e chiusero bottega.

Fu George Michael, il frontman, a voler scrivere la parola fine. Aveva ventitré anni, aveva un incalcolabile successo, era bello ricco e famoso, ma non voleva più solo essere un idolo per teenager, voleva crescere e voleva che crescesse la sua musica. In realtà, il suo viaggio in solitaria ebbe inizio prima di quell'ultimo concerto con Andrew. Nell'aprile del 1986, infatti, pubblicò da solista, "A Different Corner". Era un periodo in cui era in crisi – tempo dopo rivelò che stava soffrendo di depressione – lo riassunse con queste parole: "Il problema era che avevo sviluppato un personaggio per il mondo esterno che non ero io. Così ho deciso di non essere la persona che avevo creato e diventare più reale."

Un anno più tardi, sviluppò un'idea che sarebbe diventata il primo singolo del suo album d'esordio, "Faith", che venne pubblicato il 30 ottobre del 1987, quella canzone si chiamava "I Want Your Sex".

Di quella canzone disse: "Ho ballato su dischi come questo per anni e ne compro come questi sempre, ma non ho mai avuto il coraggio di farne uno". La canzone venne immediatamente bandita dalla BBC quindi non veniva trasmessa in radio, poi, venne aggiunto un disclaimer che raccomandava sesso sicuro all'inizio del video, immediatamente furoreggiò su MTV. Una clip incentrata quasi interamente sul viso di Michael che lo si vede anche scrivere 'explore monogamy' con un rossetto rosso sulla coscia e sulla schiena della sua fidanzata di allora, Kathy Jeung.

Nelle interviste rilasciate dall'ex Wham! su "I Want Your Sex" ed il suo video, ha sempre reindirizzato l'argomento verso la monogamia. Non voleva in alcun modo che la canzone venisse interpretata erroneamente come una celebrazione del sesso occasionale nel bel mezzo del proliferare dell'AIDS. A quell'epoca, la monogamia gli sembrava una buona risposta al problema. A Interview nel 1988 disse: "Volevo scrivere una canzone che suonasse sporca ma che fosse applicabile a qualcuno a cui tenevo veramente. Voglio dire, è la situazione perfetta per amare davvero qualcuno fino alla morte da volerne strappare i vestiti allo stesso tempo".

Nel video del secondo singolo, la title track di "Faith", un ago del jukebox sfuma la riproduzione di "I Want Your Sex" e si abbassa dolcemente sulla superficie di un nuovo disco. Il suono di un organo da chiesa introduce un George Michael con jeans, giubbotto di pelle, chitarrona, Rayban a specchio, che ondeggia su una sonorità rockabilly di decine di anni prima che, grazie al tocco del suo talento, si trasforma in un pop moderno.

L'esordio solista dell'ex frontman degli Wham! è musicalmente vario, ma al suo centro staziona ben piantata, sole attorno al quale ruotano i pianeti, la sua voce.

Oltre a "I Want Your Sex" e "Faith" sono indimenticabili anche altri due singoli, "One More Try" e "Father Figure" (questi quattro singoli conquistarono, la vetta della classifica di vendita statunitense). A quasi tre mesi dalla sua uscita, il 16 gennaio 1988, il disco di esordio di George Michael raggiunge il primo posto in classifica negli Stati Uniti. Nel 1987, del suo album, George Michael dichiarò a Spin: "Sento che questo non è un album pop". Il musicista inglese pensava che "Faith" fosse musicalmente più sofisticato, che somigliasse molto a quei dischi pop e dance di musica nera che ascoltava e amava in quel periodo. Non aveva torto, i brani erano così assimilabili alla musica nera che "Faith" divenne il primo album di un artista solista bianco a raggiungere la vetta della classifica R&B di Billboard.

George Michael, dopo l'uscita del disco, programmò un tour mondiale lungo nove mesi. Mentre vi era impegnato, contrasse una laringite in Australia e nel suo continuo la voce andò ulteriormente in sofferenza. Una ciste si stava formando sulle corde vocali che richiese un intervento chirurgico alla gola. George ebbe un esaurimento nervoso. Nel 1996 conversando con The Big Issue rivelò: "Ho davvero pensato, 'Questo è ciò che succede. Questo è il momento che la perdi'". Iniziò a sentirsi sempre più a disagio nel farsi fotografare. Già sulla immagine di copertina di "Faith" pare nascondersi alla vista. Anni dopo disse di avere trascorso quasi un anno indossando degli occhiali da sole: "Penso di esserci andato persino a letto. Semplicemente non riuscivo a stabilire un contatto visivo con gli estranei."

Il ragazzo di origini greco-cipriote a quel punto aveva venticinque anni, si era lasciato alle spalle un formidabile primo disco solista di grande successo, ma era depresso, intrappolato psicologicamente dal cattivo rapporto con la sua immagine, lui che voleva essere ricordato come grande interprete e grande autore di canzoni veniva invece considerato un prodotto, una pop star per teenager, un sex symbol. Tre anni più tardi, decise quindi di non promuovere e di non apparire in nessuno dei video del secondo album "Listen Without Prejudice Vol. 1", entrando così in rotta di collisione con la sua casa discografica.

Rese palese la sua posizione con la clip di "Freedom! '90", dove riprese due tra i simboli più evidenti del video di "Faith", il giubbotto di pelle e il jukebox e, rispettivamente, gli dà fuoco e lo fa esplodere.

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