Di quando Dave Grohl dormiva nelle case occupate in Italia

Il frontman dei Foo Fighters racconta come si è avvicinato alla musica e ricorda le sue prime esperienze
Di quando Dave Grohl dormiva nelle case occupate in Italia

Ieri, 14 gennaio, in occasione del 52esimo compleanno di Dave Grohl, il Guardian ha pubblicato un’intervista in cui il frontman dei Foo Fighters ha raccontato come si è avvicinato alla musica, narrando quali sono stati gli artisti che lo hanno maggiormente influenzato, e ha ricordato le sue prime esperienze, tra cui i primi concerti in Italia e in Europa.

“Prima di essere adolescente, ho iniziato a suonare da solo nella mia camera da letto”, ha narrato il già batterista dei Nirvana che - come dichiarato da Grohl - dopo essersi “innamorato dei Beatles” e aver scoperto la musica dei Kiss, dei Rush e degli AC/DC, all’inizio degli Anni Ottanta ha “scoperto la musica punk rock grazie a un cugino di Chicago”. 

“La mia introduzione alla musica dal vivo è avvenuta quando mio fratello mi ha portato a un concerto punk in un piccolo bar di Chicago”, ha spiegato il leader della band di “In your honor”. Ha aggiunto: “Ho semplicemente visto quattro tizi punk rock sul palco, suonare questa musica veloce di tre accordi, con circa 75 persone tra il pubblico che si arrampicavano l’una sull’altra. Mi ha cambiato la vita”. Ha continuato: “Tutto quello che volevo fare era lasciare la scuola, saltare su un furgone e andare in tour suonando in locali di merda con la mia band punk”. 

Dave Grohl, che ha “imparato a suonare la batteria disponendo dei cuscini sul pavimento e sul letto per formare un set di batteria” e che quando aveva 13 o 14 anni aveva “una visione ristretta per cui tutto poteva essere solo punk rock”, ha successivamente raccontato di quando ha scoperto la musica dei Led Zeppelin e di come è “diventato ossessionato da John Bonham”. Il frontman dei Foo Fighters - che ieri hanno pubblicato il singolo “Waiting on a war”, terza anticipazione del loro nuovo album, "Medicine at midnight”, in uscita il prossimo 5 febbraio - ha detto: “È difficile da spiegare, ma la sua sensibilità e il suo suono sono inconfondibili e indefinibili”.

Ha continuato: “Sono diventato come un monaco, ascoltando quei dischi e memorizzandoli. Per me era come una poesia. Sono diventato così ossessionato che mi sono tatuato i tre cerchi intrecciati di John Bonham sul braccio con un cazzo di ago da cucito e dell'inchiostro. Ormai ero marchiato a vita”.

Prima di entrare a far parte dei Nirvana nel 1990, prendendo il posto di Chad Channing, Grohl suonava la batteria con gli Scream, girando con loro i palchi di tutto il mondo e registrando due album, "No more censorship” e “Fumble”. Ripensando ai primi live e alle prime tournée intraprese con il gruppo punk originario di Washington DC, il frontman dei Foo Fighters ha raccontato: “Come la maggior parte dei musicisti che suonavano musica punk e underground negli anni '80, non aspiravo a fare carriera. Quando ero adolescente, la ricompensa era solo una sorta di apprezzamento da parte del pubblico. Al massimo, speravo che un giorno non avrei più dovuto lavorare nel magazzino di mobili in cui lavoravo allora, e che avrei avuto il mio appartamento”. Ha poi narrato: “Andare in giro a quell’età è un momento molto bello nella vita di chiunque. Stai scoprendo l'identità, trovando un po' di libertà e stai diventando quello che sei. Era il momento perfetto per lasciare casa e iniziare a vagare per il pianeta”.

Ricordando le prime tournée e la serie di concerti che - tra le altre cose - portarono Dave Grohl a esibirsi in Italia e in altre città d’Europa quando era ancora molto giovane, il già addetto ai tamburi della band di “Nevermind” ha detto:

“Ho iniziato a fare tournée a 18 anni: tenevo le mie cose in una borsa, dormivo sul pavimento e, se ero fortunato, ricevevo sette dollari al giorno, giusti per sigarette e Taco Bell. Ero aperto alle esperienze. Se suonavamo nelle case occupate in Italia, apprendevo il loro senso di comunità, le loro idee politiche e il loro linguaggio. Poi ad Amsterdam finivamo ogni sera in un coffee shop. Ho visto l'America per la prima volta attraverso il finestrino di un vecchio furgone Dodge”.

Come dichiarato al Guardian da Dave Grohl, il frontman dei Foo Fighters prima di unirsi ai Nirvana si era prefissato uno schema quinquennale da seguire, che prevedeva “studiare musica, diventare un batterista da studio, andare al college con i soldi guadagnati e diventare un graphic designer”. Le cose però andarono diversamente. “Quando i Nirvana sono diventati famosi, tutta quella merda venne gettata fuori dalla finestra. Non riesco ancora a leggere la musica”, ha detto l’artista.

Riflettendo su “quanto fossi fortunato ad essere circondato da persone creative e davvero straordinarie da adolescente", Grohl - che con i Foo Fighters ha presentato dal vivo il brano “Waiting on a war” a margine della più recente puntata dello show televisivo statunitense “Jimmy Kimmel Live!” - ha infine spiegato che da ragazzo ha “realizzato che poteva registrare musica da solo”. Ha concluso dicendo: “Ho imparato a scrivere e registrare, e questo si è trasformato nei Foo Fighters”.

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