L.A., i Capitol Studios chiudono la divisione mastering

Lo conferma UMG: ‘Calo complessivo di richieste’. Ma le sale non verranno dismesse
L.A., i Capitol Studios chiudono la divisione mastering

La divisione mastering dei leggendari Capitol Studios di Hollywood, storicamente siti nell’edificio di tredici piani progettato da Welton Becket all’incrocio tra Vine Street e Hollywood Boulevard, è stata chiusa: a darne conferma è stato lo stesso gruppo Universal, proprietario della struttura, attiva dalla metà degli anni Cinquanta. “Mentre la domanda di studi di registrazione rimane alta, c'è stato un calo complessivo delle richieste di servizi di mastering, al punto da portarci a chiudere la struttura di mastering dei Capitol Studios e concentrarci sulle altre fasi dei processi di produzione più richiesti dagli artisti, ha spiegato un portavoce di UMG, specificando come gli spazi fino a oggi occupati dalla divisione mastering verranno riconvertiti per ospitare nuove sale di ripresa.

UMG, che non ha ufficialmente annunciato licenziamenti come conseguenza dell’operazione, manterrà attivi senza tagli allo staff gli altri studi di masterizzazione che controlla tra Stati Uniti (a New York e Nashville), Canada e Messico. Tuttavia, al di là del prestigio storico accumulato negli anni dalla struttura, il reparto mastering dei Capitol Studios erano tornati molto in auge negli ultimi anni grazie al revival del vinile: gli strumenti d’epoca presenti al 1750 di Vine Street permettevano infatti di realizzare lacche per tutti i formati, dai 7 ai 12 pollici, soddisfacendo così una nicchia di mercato in piena espansione. A testimoniarlo furono, nel 2018, le dimissioni di Ron McMaster, veterano della divisione, che decise di andare in pensione dopo 38 anni di attività a causa dell’eccessivo volume di richieste accolte dagli studi.

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