L'album solista di Dave Grohl che uscì come Foo Fighters

All'indomani della morte di Kurt Cobain i Nirvana si sciolsero. Allora Dave Grohl...
L'album solista di Dave Grohl che uscì come Foo Fighters

Il 5 aprile 1994 il frontman dei Nirvana, Kurt Cobain, decide di lasciare il nostro mondo con un colpo di fucile. Venne scritta così la parola fine - dopo avere pubblicato tre album - per la band di Seattle che, dopo avere mostrato la via maestra al rock, senza il suo leader non aveva più ragione di continuare ad esistere. I due componenti ancora in vita dei Nirvana, il bassista Krist Novoselic e il batterista Dave Grohl, orfani della loro band, rimasero nell'ambito musicale.

E se Novoselic non ha lasciato un segno profondo con la sua attività post Nirvana, non altrettanto si può dire di Grohl che, nel volgere di una manciata di mesi ha messo insieme una delle rock band di maggior successo degli ultimi venticinque anni: i Foo Fighters.

In una intervista concessa al magazine statunitense Rolling Stone nel 1995, quando venne pubblicato il primo eponimo album dei Foo Fighters, chiestogli del suo stato d'animo dopo la morte di Cobain e lo scioglimento dei Nirvana, Dave Grohl rispose: "Questa è l'unica cosa che faccio, davvero, l'unica cosa per cui ho un'estrema passione.

È bello sapere che alle persone piace quello che faccio". Al mensile Mojo rivelò invece: "Come posso spiegarlo? Se hai qualcuno che ti è vicino, un membro della famiglia o qualcuno che ami e questo scompare o muore. Immagina di entrare ogni giorno nella sua camera da letto piena di cose. Questo è esattamente come mi sentivo a suonare, perché quello era tutto il mio mondo. Era difficile ascoltare musica, che fosse la colonna sonora di Ry Cooder di "Paris, Texas" oppure "Ride the Lightning" (album dei Metallica, ndr). Dovevo disconnettermi. Non riuscivo a immaginare di andare lassù e di suonare la batteria con qualcuno, senza pensare ai Nirvana. Penso ai Nirvana ogni volta che mi siedo per suonare una batteria".

Il viaggio di ritorno alla musica di Dave Grohl, dalla profonda disperazione causata dalla morte di Cobain venne agevolato dall'aiuto di alcuni amici. Primo fra tutti Mike Watt, che - dopo Minutemen, Dos e Firehose – in quel periodo era al lavoro sul suo primo album solista, "Ball-Hog o Tugboat?" e gli chiese se se la sentisse di dargli una mano. Oltre a Watt, anche Tom Petty lo contattò per invitarlo a sostituire Stan Lynch alla batteria nei suoi Heartbreakers per suonare al Saturday Night Live. Quelle furono le prime spinte per tornare ad occuparsi di musica a tempo pieno.

Dave aveva nel cassetto alcuni demo di materiale sul quale aveva iniziato a lavorare ancora ai tempi dei Nirvana.

Kurt Cobain li aveva ascoltati e apprezzati. Ripensando a uno dei primi brani disse: "Kurt lo sentì e mi baciò in faccia, mentre era in bagno. Era entusiasta. Mi disse, 'Ho sentito che hai registrato alcune cose'. E io, 'Sì.' Lui allora mi chiese, 'Fammele sentire.' Io avevo timore di stare ad ascoltarle nella stessa stanza con lui". Aperto il cassetto, nell'ottobre del 1994 prenotò uno studio vicino casa a Seattle per una settimana e completò rapidamente le registrazioni per un album occupandosi praticamente di tutto, sia di cantare che di suonare, tranne che per la parte di chitarra di "X Static" che venne suonata da Greg Dulli degli Afghan Whigs. Tuttavia, non voleva che fosse riconosciuto come un suo album solista – cosa che di fatto era - così fece circolare in giro una manciata di copie della cassetta con il nome di una band inventata, Foo Fighters.

Sul suo immediato ritorno alla musica disse al settimanale britannico Melody Maker: "Non posso stare seduto sul mio culo e non fare nulla, ho passato quasi un anno seduto sul mio culo a non fare nulla e mi sono reso conto che dovevo uscire e fare qualcosa altrimenti sarei rimasto seduto sul mio culo per sempre. Posso guardare indietro al passato e pensare a tutte le cose belle che sono successe ed anche a quelle brutte, ma non c'è più nulla che si può fare, non c'è nulla che si può fare per cambiare ciò che è accaduto e questa è la morale della favola."

Destino volle che uno dei destinari di quei primi nastri dei Foo Fighters fu il frontman dei Pearl Jam Eddie Vedder.

Così Dave Grohl ricorda cosa accadde ai taccuini della rivista Kerrang!: "Eddie Vedder fece un programma radiofonico pirata e suonò un demo della canzone "Exhausted". Ricordo che disse, 'Adoro questa canzone, mi fa venire voglia di buttarmi in un burrone', o qualcosa del genere. Quindi, Eddie mi diede la mia prima grande occasione! Poi improvvisamente le case discografiche mi chiamarono a casa". Quelle telefonate portarono Grohl a firmare un accordo con la Capitol Records. Per pubblicare il disco il musicista nato a Warren (Ohio), che proprio oggi compie 52 anni, fondò la Roswell Records*, sia l'etichetta discografica che il nome Foo Fighters sono legati alla sfera dei fenomeni UFO che tanto lo appassionano. Il primo album dei Foo Fighters venne pubblicato il 4 luglio 1995 e, come Grohl immaginava, venne immediatamente paragonato con i lavori dei Nirvana. In una intervista al Melody Maker ha ammesso: "Sapevo sin da quando stavo registrando l'album che la gente avrebbe detto, 'OK, quella canzone ha delle chitarre distorte, una batteria pesante e una melodia forte, deve essere come i Nirvana'. Nell'istante in cui me ne sono reso conto ho pensato, 'Fanculo, non me ne frega niente!' Cos'altro devo fare? Questo è proprio quello che mi piace fare. La roba che faccio a casa sul mio otto tracce, che sia acustica o solo rumore, non è il genere di cose che mi piace fare sul palco. E' divertente saltare su questo genere di musica davanti alla gente.".

Ovviamente, per salire sul palco, nelle intenzioni di Dave Grohl i Foo Fighters dovevano essere una band.

Così reclutò l'ex bassista dei Sunny Day Real Estate Nate Mendel, il batterista William Goldsmith e l'ex chitarrista aggiunto dei Nirvana, Pat Smear. Così commentò Grohl la sua nuova formazione a Big O: "Questa band esiste davvero solo per il suo amore per la musica. Noi quattro eravamo in band che si erano sciolte e ci mancava lo stare in una band, ci mancava l'andare in tour con il furgone. (.) In qualche modo aiuta le persone a rendersi conto che le cose continuano a muoversi". E le cose presero a muoversi davvero rapidamente per i Foo Fighters: l'album fece il suo ingresso nella Top 40 e tre singoli - "This Is a Call", "I'll Stick Around" e "Big Me" – ebbero buoni riscontri. "Big Me" raggiunse la posizione numero 11 della classifica dei singoli negli Stati Uniti. Tra le altre cose, il video della canzone era attraversato da una vena umoristica che chiarì immediatamente come la nuova band di Dave Grohl non avesse l'identico peso esistenziale che contraddistingueva i Nirvana. Dopo la precedente esperienza Grohl era molto meglio equipaggiato emotivamente per gestire lo stare sotto i riflettori con i Foo Fighters. Conversando con Rolling Stone disse: "Questa band dà la sensazione di essere fresca ed entusiasta. Non sai esattamente dove ti porterà. Questa era una delle sensazioni più grandi che si aveva nel 1991, non avevamo idea di cosa sarebbe successo. Durante il tour di ."Nevermind" sembrava che tutto sarebbe scoppiato. Ogni giorno avevo numerosi attacchi di panico. Voglio dire, sudorazione, batticuore, attacchi di panico da seduto. Era davvero bello essere così vicini all'impazzire, ma per certi versi non lo era. Pensavo davvero ogni volta che mi sedevo sullo sgabello della batteria che quella sarebbe stata la sera in cui sarei svenuto sul palco. Era tutto così divertente. Non doveva succedere e così accadde. Una delle cose più tristi è che non potrà mai più succedere, ma la cosa più bella è che sia successo."

In molti hanno cercato di leggere tra le righe dei testi del primo album dei Foo Fighters per trovare significati nascosti o cercare messaggi sulle conseguenze emotive causate dalla morte di Kurt Cobain, ma Dave Grohl ha sempre dichiarato che la maggior parte del disco era già stata scritta tempo prima della scomparsa del frontman dei Nirvana. La band e l'album volevano rappresentare il trionfo sulla tragedia, non un modo per rifletterci sopra. Era l'infinito potere redentore del rock 'n' roll.

*Roswell è una località dello stato del New Mexico dove si verificò un incidente Ufo nel 1947. Mentre il nome del gruppo deriva dal termine 'foo fighter', espressione usata per indicare, durante la seconda guerra mondiale, strani avvistamenti aerei riferiti da alcuni piloti alleati, simili a quelli che generalmente vengono chiamati UFO.

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