Streaming: in UK rallenta la crescita dei ricavi dagli abbonamenti

Nonostante la crescita del 20% del numero degli stream nel 2020, il volume di ricchezza generato dal digitale registra un significativo rallentamento
Streaming: in UK rallenta la crescita dei ricavi dagli abbonamenti

Il consuntivo del 2020 relativo al mercato discografico nel Regno Unito diffuso lo scorso 4 gennaio dalla British Phonographic Industry ha ribadito quello che insider e addetti ai lavori sanno da tempo: a sostenere artisti, etichette ed editori nell’anno della pandemia è stata la fruizione in streaming di musica registrata. In Gran Bretagna, lo scorso anno, il comparto del digitale ha fatto segnare 139 miliardi di passaggi, circa il 20% in più rispetto a quelli rilevati l’anno precedente.

Eppure, benché lo streaming nel Regno Unito occupi ormai una quota di mercato pari a circa l’80%, c’è un parametro che pare non tenere il passo degli altri. Secondo i rilevamenti effettuati dalla Entertainment Retailers Association, consorzio che raggruppa - tra gli altri - i maggiori operatori del settore tra i quali Amazon, Deezer, SoundCloud, Spotify e YouTube, i ricavi dagli abbonamenti a pagamento sottoscritti dal pubblico nel corso dei dodici mesi appena passati sarebbero cresciuti “appena” di 162 milioni di sterline nel 2020.

Detto che la crescita ai mercati è sempre gradita, è la tendenza pluriennale fatta registrare negli incrementi a essere osservata speciale dagli osservatori: nel 2019 i ricavi da abbonamento erano cresciuti 233,8 milioni di sterline. Nel 2018 di 2010, e nel 2017 di 196. Per trovare un valore più basso nella crescita occorre tornare al 2016, quando l’incremento dei ricavi dalle subscription a pagamento era stato di 153 milioni di sterline. In sostanza, su base annua, la tendenza alla crescita ha fatto segnare una flessione di oltre 30 punti percentuali.

Il dato, ovviamente, non toglie allo streaming a pagamento il merito di aver sostenuto per oltre il 77% il mercato britannico nel corso di un autentico annus horribilis per il mondo della musica, generando ricavi quattro volte più grandi di quelli generati da tutti i formati fisici. Tuttavia, l’appiattimento nella curva di crescita dei ricavi dagli abbonamenti premium in concomitanza al costante incremento nel volume degli stream preoccupa soprattutto il comparto del publishing, già provato dallo stop globale alla musica dal vivo e dal sensibile rallentamento delle attività commerciali pubbliche utilizzatrici come bar, ristoranti, discoteche e palestre.

Dall'archivio di Rockol - 1991, l'ultimo anno d'oro del rock
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.