Sanremo 2021, Enzo Mazza (FIMI): ‘RAI dia indicazioni su sicurezza di artisti e staff’

Il ceo della Federazione Industria Musicale Italiana: ‘La situazione è grave, stiamo aspettando indicazioni dagli organizzatori. Impossibile pensare a un ritorno alla normalità per il prossimo festival’
Sanremo 2021, Enzo Mazza (FIMI): ‘RAI dia indicazioni su sicurezza di artisti e staff’

Un’immagine simbolo il Festival della Canzone Italiana 2021 l’ha già, prima ancora di prendere il via: è la nave da crociera che, secondo alcuni, dovrebbe ospitare la “bolla” entro la quale accogliere il pubblico dell’Ariston perché la competizione canora si tenga rigorosamente in presenza, come da tradizione.

“L’idea della nave la propose FIMI anni fa per risolvere il problema dei costi esorbitanti degli hotel che le case discografiche erano costrette a sostenere per artisti ed entourage al festival”, osserva Enzo Mazza, ceo della Federazione Industria Musicale Italiana: “Fu respinta da tutti a causa dell’impossibilità di gestire una soluzione del genere: il pescaggio del porto di Sanremo è troppo basso. Quando l’ho risentita ho pensato a una boutade, ma se dovesse essere presa in considerazione ben venga”.

La volontà di organizzare un festival in presenza nonostante l’emergenza sanitaria da Covid-19 sia tutto meno che finita pone però interrogativi che vanno ben oltre la platea: “Tutti si aspettano che il festival abbia luogo”, prosegue Mazza, “Sarebbe anche un messaggio di positività in un periodo in cui ancora non disponiamo di una data certa per la ripartenza della musica dal vivo. Perché succeda, però, è indispensabile che vengano affrontate certe tematiche, specialmente quelle riguardanti la presenza di artisti e staff a Sanremo”.

Come accade per tutti gli show, la “macchina” di Sanremo è mossa da un motore non visibile al pubblico ma che, durante la settimana della manifestazione, marcia a pieno regime: “Quando ospita il festival, il teatro Ariston è ai limiti della capienza anche in un contesto di assoluta normalità: è una struttura costruita negli anni Cinquanta”, osserva Mazza, “Per Sanremo 2021 stiamo parlando di 26 artisti, più i giovani, con i relativi entourage, che si alterneranno sul palco non solo per lo spettacolo ma anche per le prove. La loro sicurezza deve essere garantita dalla RAI, e su questo tema, purtroppo, siamo ancora in alto mare, perché alle etichette in merito non sono ancora state date indicazioni precise”.

In effetti a tenere banco, almeno presso il pubblico generalista, è stata la nave-bolla. L’idea piace ad Amadeus, ma non al sindaco di Sanremo, che in questi giorni non ha mancato di ricordare come il concorso canoro rappresenti “un appuntamento fondamentale” per l’economia locale.

“Leggo, sui giornali, che uno dei temi forti è l’economia della città di Sanremo, ma è impossibile pensare a un ritorno alla normalità che preveda hotel e ristoranti pieni, troupe televisive in giro per gli alberghi, interviste fatte praticamente ovunque e stand delle radio nei negozi della città”, taglia corto Mazza: “Sono tutte cose che quest’anno ci dovremo scordare. La situazione è di una tale gravità da non poter pensare di concentrarsi solo sugli interessi del Comune e della RAI. Anche perché le classifiche pubblicate ieri relative ai .dischi più venduti l’anno scorso in Italia sono state molto chiare: dal punto di vista commerciale, Sanremo 2020 è stato un mezzo flop”.

Cosa serve, quindi, a chi Sanremo letteralmente lo fa, muovendo il relativo indotto? “Ci aspettiamo una road map che chiarisca in modo molto dettagliato quali saranno le misure di sicurezza che verranno adottate per gli operatori del prossimo festival”, spiega il CEO di FIMI: “La sicurezza delle maestranze deve essere garantita da una bolla di sicurezza. La responsabilità di crearla spetta alla RAI. Sottovalutare questo aspetto sarebbe gravissimo anche perché manderebbe un pessimo messaggio a tutto il settore: come si potrebbe giustificare l’apertura dell’Ariston, in un contesto simile, con tutti i cinema e i teatri d’Italia chiusi per le misure anti-contagio?”.

Case discografiche, artisti e management sono quindi in attesa di delucidazioni in merito: “Le aziende hanno già opzionato gli hotel, non possiamo più permetterci di perdere tempo”, conclude Mazza, “Le tre associazioni di categoria dei discografici hanno già inviato alla RAI una serie di domande. Ci aspettiamo che entro fine gennaio al massimo tutto venga definito nel dettaglio, e ci vengano date le indicazioni del caso in tema di procedure e prassi sanitarie: non vogliamo che la sicurezza delle maestranze venga derubricata a problema secondario”.

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