Gibson acquisisce Mesa Boogie

Il brand di Nashville prende sotto i proprio ombrello una delle più apprezzate manifatture di amplificatori di qualità
Gibson acquisisce Mesa Boogie

Randall Smith, da poco più di cinquant’anni fondatore e anima della Mesa Boogie, una delle più apprezzate manifatture di amplificatori che in mezzo secolo di attività ha avuto tra i propri clienti artisti del calibro di Carlos Santana e Ron Wood, è stato cooptato dalla Gibson e messo a capo di un programma per sviluppare amplificatori valvolari di alta qualità. Smith “proseguirà la sua passione per la tecnologia valvolare e la sua visione per la costruzione di amplificatori artigianali ad alte prestazioni che continuano a ridefinire il modo in cui sperimentiamo il suono tra Mesa Boogie e Gibson”.

Quello degli amplificatori rappresentava effettivamente un vulnus nel parco prodotti della Gibson, che - seppur vantando tra i propri classici autentiche icone come la Les Paul e la SG - vedeva la diretta concorrente, la Fender, offrire modelli storici di amplificatori come il Twin Reverb, il Super Reverb e il Deluxe Reverb: "Non avevamo amplificatori di produzione Gibson, quindi abbiamo iniziato a pensare a chi fosse il migliore in circolazione", ha spiegato l’ad di Gibson JC Curleigh: “La risposta era una sola: Mesa Boogie”.

Il prolungato periodo di lockdown ha giovato al mercato musicale USA: il ceo di Fender Andy Mooney ha fatto sapere come il 2020 abbia fatto segnare il record assoluto di vendite nella storia della leggendaria manifattura di Tele e Stratocaster. “Non avrei mai pensato che saremmo stati dove siamo oggi se me lo avessero chiesto a marzo", ha dichiarato il manager, “Le vendite di chitarre e altri strumenti musicali durante la pandemia sono schizzate alle stelle negli Stati Uniti e in tutto il mondo. A guidare il mercato sono stati adolescenti e donne adulte”.

Tuttavia Gibson lo scorso mese di aprile era stata costretta a sospendere la produzione in alcuni stabilimenti americani: solo alla fine dell’estate il marchio ha beneficiato del boom sperimentato dalla concorrenza qualche mese prima. “Non riuscivamo a tenere il passo con le forniture”, ha ammesso Curleigh: “Tutto quello che riuscivamo a produrre, lo vendevamo”.

Dall'archivio di Rockol - Dieci oggetti feticcio del rock
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.