Album più venduti in Italia nel 2020: in testa Marracash, sul podio solo rap

Nella classifica dei dischi la top ten è tutta italiana: solo tre stranieri in quella dei singoli. Per cambiare musica bisogna buttarsi sui vinili, dove trionfano (tanto per cambiare) i Pink Floyd
Album più venduti in Italia nel 2020: in testa Marracash, sul podio solo rap

La FIMI ha reso note le classifiche relative ai titoli più venduti sul mercato italiano tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2020. Nella chart degli album più venduti a conquistare il primo posto è “Persona” (uscito alla fine di ottobre del 2019) del rapper milanese di origini siciliane Marracash, seguito da “Famoso” di Sfera Ebbasta e “23 6451” di tha Supreme.

La top ten è completata da “DNA” di Ghali e “Mr. Fini” di Gué Pequeno, che fanno scivolare nella seconda parte del gruppo di testa “Gemelli” di Ernia (sesto), “Accetto miracoli” di Tiziano Ferro (settimo), “Fuori dall’hype” dei Pinguini Tattici Nucleari (ottavo), “Il fantadisco dei Me contro te” dei Me contro te (nono) e “Vita vera mixtape: aspettando la Divina Commedia” di Tedua (decimo).

“Karaoke” di Boomdabash & Alessandra Amoroso si è rivelato il singolo più venduto nel 2020 in Italia: alle sue spalle, sul podio, si sono piazzati “A un passo dalla luna” di Rocco Hunt & Ana Mena (secondo) e “Mediterranea” di Irama (terzo), che hanno superato sulla linea del traguardo “Superclassico” di Ernia (quarto) e “Good times” di Ghali (quinto). “M’ manc” di Shablo, Geolier & Sfera Ebbasta, al sesto posto, capeggia il gruppo degli inseguitori, composto da “Hypnotized” dei Purple Disco Machine con Sophie and the Giants (settimo), “Blinding Lights” di The Weeknd (ottavo), “Roses” di Saint Jhn (nono) e “Chico” di Gué Pequeno, Rose Villain & Luchè.

Se rap/trap e tormentoni spadroneggiano rispettivamente nelle top ten di album e singoli, nella classifica degli album in vinile più venduti a farla da padrone è il rock: “The Dark Side of the Moon”, il classico dei Pink Floyd pubblicato nel 1973, risulta essere il titolo più venduto.

“Famoso” di Sfera Ebbasta (secondo) precede il più recente album degli AC/DC, “Power Up” (terzo), che si lascia alla spalle la raccolta del 1981 “Greatest Hits” dei Queen (quarta) e il più recente album di Bruce Springsteen “Letter To You” (quinto). Fuori dalla top five restano “Nervermind” dei Nirvana (sesto), uscito nel 1991, “The Wall” dei Pink Floyd (settimo, uscito nel 1979), la versione rimasterizzata di “Legend” di Bob Marley (ottavo, pubblicato in origine nel 1984), “Bohemian Rhapsody” dei Queen (nono, uscito nel 1975) e “Gemelli” di Ernia (decimo).

Da un punto di vista discografico, nella top 10 degli album più venduti in Italia nel 2020 a farla da padrona è Universal, che “occupa” la metà esatta delle posizioni, quattro delle quali attraverso la sua consociata Island, con le prime due posizioni - Marracash e Sfera Ebbasta - e la quinta e la sesta, con Gué Pequeno ed Ernia. Sony, rispettivamente con Epic e RCA, piazza due artisti (Tha Supreme e Pinguini Tattici Nucleari) al terzo e ottavo posto, mentre Warner - con Sto/Atlantic - vede Ghali attestarsi quarto.

Nella top ten dei singoli Universal si prende quattro posizioni, la prima attraverso Polydor (coi Boomdabash) e la quarta, la sesta, la nona e la decima con Island (rispettivamente con Ernia, Shablo, The Weeknd e Gué Pequeno): Sony, con RCA e Columbia, piazza Rocco Hunt e Purple Disco Machine rispettivamente al secondo e settimo posto, mentre Warner conquista la terza piazza, con Irama, e la quinta (via Sto/Atlantic) con Ghali.

Secondo i dati GfK - elaborati, è bene ricordarlo, combinando le vendite dei formati fisici e i download alla conversione degli stream registrati sui servizi premium della piattaforme digitali - quest’anno lo streaming a pagamento ha dominato il mercato con una crescita del 31,8% su base annua, di oltre tre volte superiore a quella fatta segnare dagli accessi supportati dalla pubblicità, il cui incremento si è fermato al 9%. Nelle ultime settimane del 2020 in generale lo streaming è arrivato a lambire il record storico del miliardo di ascolti alla settimana. Viceversa le misure di confinamento adottate per arginare l’emergenza sanitaria da Covid-19 – e la relativa chiusura di molti esercizi, insieme all’assenza dei firmacopie nei negozi – ha frenato il formato fisico, di per sé già in difficoltà: dopo aver toccato picchi negativi nelle vendite pari 70% in meno del venduto rispetto all’anno precedente, CD e vinili hanno chiuso il 2020 segnando una flessione del 27,8 % su base annua.

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