David Bowie, cinque canzoni dedicate a cinque donne della sua vita

Fidanzate, prime e seconde mogli, assistenti, flirt...
David Bowie, cinque canzoni dedicate a cinque donne della sua vita

Perché quelle dedicate alle donne e non quelle dedicate agli uomini? Perché le seconde sono troppe. L’argomento è intricatissimo: la bisessualità di Bowie è certamente un aspetto importante della sua vita, ma le sue relazioni maschili sembrano sempre contenere una componente di calcolo carrieristico (Lindsay Kemp era tra i primi ad ammetterlo).

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Dedicò molte esplicite canzoni-tributo ad artisti maschi, si spese molto meno in omaggi ad artiste donne. E le canzoni dedicate in modo trasparente a una delle donne della sua vita non sono moltissime. Scartando Janine (un ambiguo sfogo contro la fidanzata del vecchio amico George Underwood), queste sono le dichiarazioni d’amore più esplicite.

 

"Letter to Hermione" (da "Space Oddity")

 

Nell’estate 1969, Bowie convive con la giornalista Mary Finnigan nella di lei casa, salvo invitarvi spudoratamente la futura moglie Angela Barnett.

E tuttavia pensa sempre al suo primo vero amore, Hermione Farthingale, conosciuta grazie agli spettacoli con Lindsay Kemp, molto bene educata, culturalmente superiore al comunque curioso ed entusiasta Bowie. Secondo molti amici comuni erano una coppia ideale. “Quando ci lasciammo ne fui devastato”, avrebbe poi detto lui; “fu con quell'umore che scrissi 'Space Oddity'”. In questa lettera cantata ci sono sentimento e ri-sentimento: in un crescendo che potrebbe inserirsi in un'antologia di cantautori italiani sconsolati, mormora: "Lui ti fa ridere, ti porta in posti raffinati, ti tratta bene (.) Ma hai mai fatto per sbaglio il mio nome?". Anni dopo, lui si prese le responsabilità per la fine del legame. “Ero completamente infedele e non riuscivo a tenerlo nei pantaloni. Se fossi stato un bravo ragazzo sarebbe durata parecchio". Alla morte della rockstar, la signora fu scovata dal "Sun" nella sua casa di Bristol: “Non ho nulla di negativo da dire sul periodo passato con Bowie, e preferisco non aggiungere nulla per rispetto alla famiglia”. Ma aggiunse che la canzone che secondo lei descriveva la fine del loro rapporto è "An occasional dream", su "Space Oddity" (1969).


"The Prettiest Star" (singolo pubblicato nel 1970)

 

L’incontenibile Angela Barnett, 20enne americana incontrata da meno di un anno, era in visita alla famiglia a Cipro quando si sentì cantare per telefono questa ode composta sulle cadenze dell'hasapiko (ballo folk greco, meno inflazionato del sirtaki ma musicalmente più malleabile) seguita da una proposta di matrimonio, che fu accettata.

La canzone era, prima ancora che una canzone d’amore, una proposta di complicità ("Io e te sorgeremo insieme, grazie a ciò che sei"), e il rapporto tra David e Angie fu soprattutto di questo tipo. Il 6 marzo 1970 la canzone uscì come singolo: malgrado gli apprezzamenti delle riviste specializzate, il pubblico la ignorò. E dire che per l'occasione si era realizzata una collaborazione fatidica, quella con Lady Stardust in persona, il vecchio amico/rivale Marc Bolan. “Se ricordo bene quel giorno non ci rivolgemmo parola”, ha poi ricordato Bowie. “Non saprei dire perché, ma in studio l'atmosfera si poteva tagliare con il coltello”. Era presente anche June, moglie di Bolan, che se ne andò dicendo che Marc era stato fin troppo buono a suonare in un pezzo del genere. Il brano venne poi reinciso per "Aladdin Sane", ma il matrimonio era già in parabola discendente, e verrà sepolto pochi anni dopo in "Be My Wife" ("Low", 1977).
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Lady Grinning Soul (da "Aladdin Sane")

 

La traccia che chiude "Aladdin Sane" è un omaggio alla cantante soul americana Claudia Lennear, già ispiratrice di "Brown Sugar" dei Rolling Stones, corista eternata anche nel film "Mad Dogs & Englishmen" di Joe Cocker (…oltre che su "Playboy"). Fu una delle tante ragazze afroamericane con cui Bowie ebbe una relazione appena scoperta l’America, e nemmeno una delle più importanti: lei stessa fu sorpresa quando Bowie molti anni dopo le confessò di aver scritto il brano per lei. In generale la canzone è un’apologia di un nuovo tipo di donna indipendente e affermata, ma con un suo stile di vita alternativo, molto anni 70 - femminista con un tocco chic.  

 

"Never Let Me Down" (da "Never Let Me Down")

Corinne “Coco” Schwab è stata la donna che ha frequentato David Bowie in modo praticamente ininterrotto dal 1973, anno dell’ingresso nel suo entourage.

Diventata sua assistente personale, diede un enorme contributo alla sua disintossicazione da cocaina. Qualcuno sospetta che prima o poi i due abbiano anche – come dire – consumato, visto anche che Bowie difficilmente si lasciava scappare una donna nel raggio di 10 chilometri, ma lui garantì che il loro rapporto era platonico, “Anche se immagino esista un sottofondo di romanticismo tra due persone completamente a proprio agio per così tanto tempo, senza aspettative reciproche, ma sempre pronte a esserci se l’altro ha bisogno. Non si trovano molte persone così nella vita”. Alla Schwab ha lasciato due milioni di dollari e questa canzone, che ha dato anche il titolo a uno degli album che più hanno “let down” i fan e i critici.

 

"The Wedding Song" (da "Black Tie White Noise")

 

Di solito la durata di un matrimonio tra una rockstar e una top model è pari a quella di certi telefonini molto costosi. Invece l’incontro con Iman sistemò tantissime cose nella vita di Bowie, dando inizio al periodo realmente maturo della sua carriera, aperto dall’album "Black Tie White Noise". Un disco in cui si intuisce la presenza della seconda moglie, e di una volontà di vivere il legame con una partecipazione e impegno del tutto estranei alle nozze con Angie vent’anni prima. "The Wedding Song" è il brano strumentale che apre il disco del suo ritorno alla carriera solista; Bowie lasciò che a parlare fossero il ritmo, la melodia e il suo sax, lo strumento che da sempre suonava con una timbrica non impeccabile ma riconoscibilissima, forse più personale della sua stessa voce. E per quanto possa sembrare strano, "The Wedding Song" potrebbe essere la sua canzone d’amore più credibile dopo "Letter to Hermione".


Paolo Madeddu è l'autore di "David Bowie - Changes, la storia dietro le canzoni", Giunti Editore.

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