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David Bowie, un singolo con due cover in uscita venerdì 8 gennaio

Una canzone di Bob Dylan e una di John Lennon
David Bowie, un singolo con due cover in uscita venerdì 8 gennaio

Uscirà venerdì 8 gennaio, nel giorno in cui David Bowie avrebbe compiuto 74 anni, un singolo 7 pollici in vinile in edizione limitata (8147 singoli numerati, i primi 1000 in vinile color crema e i restanti 7147 in vinile nero; nella foto, la copertina) con due cover cantate da David Bowie.
Una facciata del disco contiene "Tryin' to get to heaven", di Bob Dylan; l'altra "Mother", di John Lennon.

(Il 10 gennaio, quinto anniversario della morte di David Bowie, Rockol dedicherà al musicista britannico il palinsesto dell'intera giornata)

Ecco la storia delle due registrazioni.

Bowie, Reeves Gabrels e Mark Plati nelle prime settimane del gennaio 1998 si preparavano all'Earthling Tour lavorando al materiale che nei programmi sarebbe dovuto essere un disco provvisoriamente intitolato "Live and well", che poi non fu pubblicato perché la Virgin non riteneva potesse essere commercialmente un successo.
In studio di registrazione, in quei giorni, i tre avevano registrato delle potenziali bonus tracks per l'album (una delle quali era una versione di "Fun"). Di punto in bianco Bowie decise di registrare "Tryin' to get to heaven", una canzone di Bob Dylan inclusa nell'appena pubblicato "Time out of mind". Nella sua versione Bowie (che a Dylan aveva dedicato una canzone di "Hunky Dory", "Song for Bob Dylan") accorciò il testo del brano, che venne pubblicato nel 1999 in versione semi-ufficiale in un CD promozionale che conteneva anche un remix di "Funhouse".


In un'intervista del 1973, Martin Hayman descriveva Bowie, al Château d’Hérouville durante le registrazioni di "Pin-Ups", che stava ascoltando ad occhi chiusi "Mother", la canzone di John Lennon che apre il suo primo album da solista "Plastic Ono Band".

Venticinque anni dopo, Bowie registrò una sua versione del brano, destinata a un album-tributo che sarebbe dovuto essere pubblicato in coincidenza con quello che sarebbe stato il sessantesimo compleanno di Lennon, nell'ottobre 2000. E Bowie, che nella sua carriera ha registrato di Lennon anche "Across the universe", "Imagine" e "Working class hero", oltre a "Fame", questa incisa insieme a John, del quale era diventato amico, avrebbe dovuto interpretare "Mother". Ne registrò un demo a Nassau in agosto o settembre del 1988, con Reeves Gabrels, Andy Newmark e un organista non accreditato, e portò il nastro a New York per affidarlo alle cure del produttore Tony Visconti. Visconti tenne buona la voce del provino, con qualche sistemazione, aggiunse il pianoforte di Jordan Rudess (che cita "Watching the wheels", dall'ultimo album pubblicato in vita da Lennon), suonò il basso e cantò i cori con Richard Barone. Ma il progetto dell'album-tributo fu cancellato da Yoko Ono, e la "Mother" di Bowie restò (almeno ufficialmente) inedita.


 
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