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Mauro Pagani: ‘Il progressive è stata l’unica musica rock che abbiamo esportato’

Il musicista clarense ricorda il periodo con la PFM e racconta le canzoni inedite, da lui originariamente scritte negli anni Settanta, destinate alla colonna sonora del prossimo film di Davide Ferrario, ‘Tutto qua’
Mauro Pagani: ‘Il progressive è stata l’unica musica rock che abbiamo esportato’

“Una commedia su rocker sessantenni”: così, intervistato dal Corriere della Sera, il regista Davide Ferrario ha descritto il suo prossimo film. Finito di girare nel corso delle scorse settimane, prodotto da Lumière & Co. con Rai Cinema e Film Commission Torino Piemonte, il lungometraggio, intitolato “Tutto qua”, racconterà la storia di un gruppo di amici (interpretati da Neri Marcorè, Marco Paolini, Giovanni Storti e Giorgio Tirabassi), accomunati dalla passione per la musica e componenti del gruppo prog rock The Boys. 

La pellicola porta lo stesso titolo di uno dei brani inediti di Mauro Pagani, inclusi nella colonna sonora del film, firmata dallo stesso musicista clarense. Come riportato dal quotidiano milanese, a margine dell’articolo a firma di Stefania Ulivi, le canzoni sono state scritte da Pagani dopo aver lasciato la Premiata Forneria Marconi, di cui ha fatto parte fino al 1977.

Oltre a ricordare il periodo con la PFM e il suo percorso artistico, che all’inizio degli anni Ottanta lo ha visto, tra le altre cose, dare il via alla sua collaborazione con Fabrizio De André, con il quale ha - per esempio - realizzato l’album del cantautore genovese del 1984, “Creuza de mä”, Mauro Pagani ha raccontato al Corriere della Sera i suoi brani inediti per il film “Tutto qua”.

“Abbiamo vissuto il rock ad altissima intensità, cinque tournée inglesi, tre in Usa, con 300 concerti. Poi tutto si è un po’ fermato. E io ho scoperto il mio grande amore per la musica del mondo, la world music”, ha spiegato il musicista. Ha aggiunto:

“Lavoravo con De André e scrivevo pezzi rock che poi non finivo. Complice lo stop dettato dal Covid, mi sono messo a rovistare nel portabagagli e ho trovato una ventina di brani. Li ho proposti a Lionello e Davide e sono diventato come il membro scomparso. Nei pezzi emerge l’atmosfera di quegli anni, le fatiche e le meraviglie, la voglia di pensare a un mondo diverso”. 

A proposito del periodo in cui sono state originariamente scritte le canzoni, ora destinate alla colonna sonora del prossimo film di Davide Ferrario, Pagani ha detto: 

“Inglesi e americani ci ascoltavano con rispetto, c’erano centinaia di gruppi prog rock con nomi assurdi. Il progressive è stata l’unica musica rock che abbiamo esportato”.

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