Lucio Battisti e il suo eterno conflitto con i discografici

In questo articolo di Michele Bovi per Rockol: il passaggio dal vinile al CD, il taglio delle copertine, l’ultimo album inedito. Videointerviste esclusive con i tre dirigenti che lo hanno seguito.
Lucio Battisti e il suo eterno conflitto con i discografici

Un articolo di Michele Bovi per Rockol ricostruisce con interviste esclusive il conflittuale rapporto fra il cantautore e le discografia.


Le eccezioni di Lucio: Francesco Fanti e gli americani

Un solo discografico ha lasciato segni tangibili nella produzione di Lucio Battisti, ovvero è stato citato dall’artista nei ringraziamenti sulle copertine dei suoi lavori: Francesco Fanti, vicedirettore generale della RCA Italiana. In due album compare il suo nome, "Io tu noi tutti" del 1977 ed "E già" del 1982: Lucio lo ringrazia per il sostegno manageriale ricevuto nel corso della trasferta americana e addirittura per averlo introdotto al tema dell’Illuminismo. Fanti è stato l’eccezione alla regola del “Nun c’è trippa pe’ quei gatti affamati”, la frase con cui beffardamente liquidava la categoria che pure gli aveva consentito di diventare un protagonista del pop italiano. 

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Sopra, due foto scattate a Los Angeles nel 1976: a sinistra, Lucio Battisti con il presidente della RCA Kenneth Donald Glancy; a destra, Lucio Battisti con Francesco Fanti, tra il vicepresidente della RCA Jack Kierman e consorte. Sotto, una foto scattata nel 1975 a New York: da sinistra, il musicista-produttore Van McCoy, il direttore della sezione R&B della RCA Tom Draper, Lucio Battisti e il manager Don Hunter.

 

Don Giovanni, lo scontro per il compact-disc

Battisti non si fidava dei discografici. A raccontarlo sono proprio loro, in queste esclusive testimonianze video. A cominciare da Franco Reali, amministratore delegato e presidente della BMG Ariola/Ricordi. Il primo lavoro di Lucio Battisti con Franco Reali al vertice dell’azienda che comprendeva l’etichetta Numero Uno fu "Don Giovanni", l’album che nel 1986 siglava - dopo il divorzio da Mogol, testimoniato da "E già", con i testi firmati Velezia - l’inizio della collaborazione con Pasquale Panella. E fu subito conflitto.

Franco Reali, amministratore delegato e presidente BMG Ariola/Ricordi (intervista esclusiva):


 

La frattura con "La sposa occidentale"

Nonostante i contrasti, Reali e Battisti due anni dopo "Don Giovanni" trovarono nuovamente l’accordo per realizzare "L’apparenza". La frattura arrivò invece nel 1990: per il terzo album con i testi di Pasquale Panella, "La sposa occidentale", Lucio si affidò alla CBS, il cui direttore artistico era Claudio Buja, oggi presidente della Universal Music Publishing Ricordi. Buja conferma le difficoltà nei rapporti contrattuali: il passaggio dal vinile al compact disc era per Battisti origine di persistenti controversie. 

Claudio Buja, presidente Universal Music Publishing Ricordi (intervista esclusiva):

 

“Lucio aveva le sue ragioni: noi ci marciavamo”

L’irriducibile avversione di Lucio Battisti per il compact disc non era di natura concettuale o estetica. Fu il primo dei cantanti italiani a ribellarsi alle imposizioni dei discografici nel passaggio tra supporti. E aprì per tutti i colleghi il fronte di rinnovate trattative. Come ci confessa Roberto Gasparini, all’epoca direttore della BMG Ricordi.

Roberto Gasparini, direttore della BMG Ricordi dal 1996 al 2004 (intervista esclusiva):

 

“Bisticciavamo con Battisti anche per le copertine”

Va detto che fino alla seconda metà degli anni Settanta il potere contrattuale dei discografici nei confronti degli artisti risultava pressoché assoluto. Con Battisti - ma anche con Claudio Baglioni, che nel 1979 aveva lasciato la RCA per incidere l’album "E tu come stai?" con la CBS - stavano cambiando schemi e condizioni. Lucio apriva discussioni su tutto, persino sui particolari delle copertine dei dischi (l’idea di Battisti di utilizzare per il cd solo un dettaglio del disegno utilizzato per il vinile si rivelò comunque geniale).  Come ci racconta Claudio Buja.

Claudio Buja, presidente Universal Music Publishing Ricordi (intervista esclusiva):

La copertina di "La sposa occidentale"

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“L’ultimo album: c’erano le idee, non le incisioni”

Il difficile rapporto tra Battisti e i discografici è la ragione di fondo del mistero che circonda ancora oggi il suo ultimo album, quello che avrebbe dovuto registrare, come da consuetudine a Londra, nell’autunno del 1998. Erano trascorsi quattro anni dall’ultima sua fatica discografica: "Hegel", pubblicato ancora una volta con la BMG di Franco Reali. Nella sua abitazione di Molteno Battisti aveva allestito uno studio di registrazione all’avanguardia: le tracce che era pronto a incidere a Londra erano già sostanzialmente strutturate? 

Claudio Buja, presidente Universal Music Publishing Ricordi (intervista esclusiva):

 

“Lucio stava esagerando: lo dirottai sul direttore artistico”

A condurre la trattativa per l’ultimo album fu ancora una volta Franco Reali. E anche in tale occasione le scintille ebbero la meglio sui convenevoli.

Franco Reali, amministratore delegato e presidente BMG Ariola/Ricordi (intervista esclusiva):

 

“Ci accordammo per l’ultimo album: il via a settembre”

La trattativa passò quindi al direttore artistico Roberto Gasparini, più paziente e accomodante del presidente Reali. L’artista e il discografico raggiunsero l’accordo, ma neanche a Gasparini fu consentito l’ascolto preventivo delle tracce da incidere.

Roberto Gasparini, direttore della BMG Ricordi dal 1996 al 2004 (intervista esclusiva):

 

“Per Lucio Battisti l’ideale era l’esemplare unico”

Lucio Battisti, sempre rigorosamente puntuale, per la prima volta non riuscì a mantenere l’impegno: il 9 settembre del 1998 se ne andò per sempre. Roberto Gasparini, l’ultimo dirigente a raccoglierne le impressioni, percepì quella che secondo lui era la volontà dell’artista: una sorta di ideale del rapporto tra lui e il mercato discografico.

Roberto Gasparini, direttore della BMG Ricordi dal 1996 al 2004 (intervista esclusiva):

 

Michele Bovi

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