Apologia di Morgan, o di quel che ne rimane

La dichiarazione di stenti del cantautore, a cui (nonostante tutto) non puoi non volere bene, affidata a "Il senso delle cose", uno dei brani esclusi da Sanremo, ora pubblicato in rete: il genio incompreso si guarda allo specchio e racconta cosa non va.
Apologia di Morgan, o di quel che ne rimane

La vera notizia è che Morgan è tornato a pubblicare una nuova canzone, "Il senso delle cose". Non lo faceva da tempo, ormai. Come noto, il suo ultimo album di inediti "Da A ad A", ideale successore di quel gioiello che era e che resta "Canzoni dell'appartamento" ("Altrove" e "Amore assurdo", tra le canzoni italiane più belle degli ultimi vent'anni, sono contenute in quel dittico), risale al 2007, tredici anni fa. Cosa è successo dopo si sa: nel 2008 Morgan compare tra i giudici della prima edizione di "X Factor" e l'eclettico frontman di una delle band simbolo della scena indipendente italiana, i Bluvertigo, si trasforma in un personaggio televisivo a suo modo rivoluzionario, condannato a restare intrappolato in quel ruolo e in tutto ciò che quel ruolo comporta.

Se negli ultimi tempi provavi a domandargli perché avesse smesso di pubblicare canzoni ti rispondeva che nell'universo musicale di oggi non ci si ritrovava, che le cose a cui stava lavorando erano fuori dagli standard e che si sentiva un po' Stockhausen, che gli interessava quel tipo di indagine musicale (e infatti basti ascoltare il suo audiolibro per rendersene conto: 5 ore e 22 minuti in cui, senza soluzione di continuità, si spazia da Bach riarrangiato alla rumoristica).

La seconda notizia è che questa canzone è bella. Molto bella. Così bella che ti spinge, nonostante tutto, a volergli bene. E per certi versi anche spiazzante. Comincia così: "Io ho perso / ho perso l'occasione della vita / ho perso tempo dietro a una svitata / ho perso abilità di calcolo / ho perso il filo del discorso / ho perso un anno l'anno scorso". Una dichiarazione di intenti? Piuttosto, una dichiarazione di stenti.

Il genio (o l'ingenuo?) incompreso, l'artista autodistruttivo che arriva a farsi escludere da Sanremo con un capolavoro come "La sera" lasciandosi andare in un'intervista, a pochi giorni dall'inizio del Festival, a dichiarazioni sul consumo di stupefacenti, e che non riesce a non farsi odiare, l'ex bambino smarrito e ragazzo impreciso oggi uomo sbagliato (così cantava ne "Le ragioni delle piogge", altro gioiello contenuto in "Canzoni dell'appartamento") si guarda finalmente allo specchio e racconta ciò che non va.

Le occasioni sprecate solo per il gusto di sprecarle, il filo del discorso perso chissà dove e chissà come recuperarlo, l'idea di farla finita: "Io ho perso il denaro in cose vuote / perso il lavoro da imbecille / e la voglia, la voglia di essere ribelle / io ho perso i progetti di vita / l’ordine alfabetico / memoria e spirito critico / ho perso eleganza e gusto estetico", si sfoga sopra un'orchestra, in un crescendo tra il tragicomico, il patetico (nel significato etimologico del termine) e il drammatico - questo pezzo è così teatrale che non sfigurerebbe in un'opera rock - che sembra ripercorrere a ritroso la sua interminabile caduta. "E avevo perso libidine e dolcezza / educazione e compostezza / ho perso amici, genitori, figli e cani / ho perso tutto quello che potevo / anche se non volevo".

Provi a chiudere gli occhi e a immaginartela sul palco dell'Ariston, questa canzone (tra le cinque che Morgan dice di aver proposto ad Amadeus e alla commissione musicale, tutte scartate per "scelta artistica"), con Morgan pronto a dare spettacolo, prima al pianoforte e poi, chissà, sopra, o seduto sulle scalette che dividono la scena dalla platea a raccontare, con lo sguardo assorto i suoi errori: "Ho perso sia il trucco che l’inganno". Fino alla chiusura, un barlume di speranza: "Io ho perso la forza nelle mani / e non ancora il senno / perché ho l'istinto di creare / e vedo il senso del domani".

C'è una terza notizia: pubblicando in rete "Il senso delle cose" Morgan ha dato il via a un progetto, "Il fronte di liberazione di Morgan", che consiste in una raccolta fondi. In sostanza, al raggiungimento della soglia minima di 5 mila euro attraverso donazioni volontarie con bonifico bancario, Morgan rilascerà in formato digitale il secondo brano inedito scartato da Sanremo 2021 e l'operazione si ripeterà per il terzo, il quarto e il quinto brano. Alla fine, se tutto andrà bene, avrà raccolto 20 mila euro. Cosa ci farà non l'ha ancora reso noto. Noi gli auguriamo che si liberi del suo personaggio e che non smetta più di sorprenderci, proprio come ha fatto con questa canzone. Per riprendersi tutto quello che si è tolto.

Dall'archivio di Rockol - Sanremo 2020 Morgan: "Bugo voleva solo il successo, so che cosa vuol dire fare spettacolo"
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