FAS: ‘La ripartenza dello spettacolo: necessaria e possibile’

Oltre sessanta tra società e organizzazioni della filiera creativa si appellano alle istituzioni: ‘La ripresa non è possibile senza una data certa. Noi proponiamo di…’
FAS: ‘La ripartenza dello spettacolo: necessaria e possibile’

Il Forum Arte e Spettacolo, progetto che aggrega oltre sessanta tra enti, società e associazioni operanti nella filiera creativa e dell’intrattenimento come ARCI, DocServizi, Emusa, Keepon, Note Legali e Slow Music, ha fatto appello alle istituzioni perché venga elaborata una road map di ripresa degli spettacoli dal vivo, sospesi - dopo una breve parentesi “controllata” la scorsa estate - a causa del perdurare della pandemia da Covid-19.

“Dopo mesi di attività spontanea e aggregante di molte componenti della filiera dello spettacolo colpite dall'emergenza, ribadiamo l’assoluta ed immediata necessità della ripartenza dell’attività produttiva”, ha fatto sapere il FAS, specificando - tra le altre cose - come la ripresa debba essere “disciplinata da un protocollo unico che definisca le modalità di partecipazione, le capienze delle strutture e i protocolli sanitari ed organizzativi da adottare” e riguardare non solo i grandi happening ma anche “tutto il resto degli eventi, che rappresentano il vero tessuto culturale e produttivo della grande filiera delle arti performative e dello spettacolo”.

“La progettazione, programmazione e promozione degli eventi non può prescindere da tempi certi, da una data precisa, senza la quale non sono realizzabili”, prosegue la nota: “Noi proponiamo quindi che questa data sia il 20 marzo prossimo in coincidenza dell’equinozio di primavera, che sia una nuova primavera della condivisione, della accessibilità e della rinascita del nostro settore”.

Il FAS ha elaborato un protocollo messo “a disposizione del CTS e delle Istituzioni per le necessarie e dovute considerazioni” che include, tra le altre indicazioni, “un nuovo modello di economia, più sostenibile e condivisa che alimenti e sviluppi le opportunità di lavoro per tutti”, e la moltiplicazione delle “repliche degli spettacoli anche in dimensione ridotta nelle stesse città e negli stessi spazi, riducendo la mobilità di alti volumi di persone, mezzi e strutture (che comprendiamo essere anche una legittima preoccupazione sanitaria), adottando la filosofia del “green deal” europeo, per offrire opportunità di lavoro locali, sviluppando così anche la politica dei territori, privilegiando quindi modalità produttive condivise che esaltino soprattutto l’essenza della rappresentazione”.

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