Di quando Eddie Van Halen e Brian May si scambiarono le chitarre

Cosa succede quando due grandi chitarristi si scambiano gli strumenti
Di quando Eddie Van Halen e Brian May si scambiarono le chitarre

Il 21 e 22 aprile 1983 l’addetto alle sei corde dei Queen, il chitarrista Eddie Van Halen, il batterista Alan Gratzer, il bassista Phil Chen e il tastierista Fred Mandel si ritrovarono presso i Record Plant Studios di Los Angeles per una jam session.

Il risultato di quei due giorni fu l’Ep “Star fleet project”, originariamente pubblicato il 31 ottobre 1983 a nome Brian May + Friends, contenente tre tracce: “Star fleet”, con il batterista della band di “Bohemian Rhapsody” Roger Taylor alla seconda voce, “Let me out” e “Blues breaker”. La fonte che ispirò il progetto fu la serie televisiva di fantascienza “Star fleet”, di cui il figlio di May (Jimmy) era un grande appassionato, tanto da far venire al chitarrista dei Queen l’idea di creare una versione rock del tema principale, tratto dalla colonna sonora con le musiche di Paul Bliss.

A margine di un’intervista rilasciata a "Guitar world” e recentemente pubblicata, Brian May ha ricordato il chitarrista e cofondatore dei Van Halen - scomparso lo scorso 6 ottobre all'età di 65 anni - e quei due giorni passati insieme a suonare e a realizzare “Star fleet project”. “Un paio di giorni dopo aver appreso la notizia della scomparsa di Eddie, sono andato a riascoltare ‘Star fleet’", ha narrato May. "Ho iniziato a rivivere tutti i sentimenti che provai quando eravamo in studio a farlo, e in qualche modo ha guarito un po’ la mia anima. Ho pensato: ‘Sì, questo è quello che dovrei fare in questo momento”.

Ripensando al lontano aprile 1983, il 73enne musicista britannico ha raccontato di quando, durante le registrazione dell’Ep, lui e Eddie Van Halen si sono scambiati gli strumenti musicali, rispettivamente la “Red special” e la “Frankenstrat”. Il risultato? “Io suonavo come al mio solito con la sua chitarra e lui come al suo solito con la mia chitarra”, ha detto May. Ha aggiunto:

“Questo ci ha rassicurato sul fatto che alla fine sta tutto praticamente nelle dita. Non importa quale chitarra avesse tra le mani Eddie, suonava come lui. L’ho visto suonare anche il basso di Phil Chen, e suonava come Eddie Van Halen al basso di Phil Chen! Quindi si, sta tutto nelle dita”.

Parlando nello specifico della chitarra creata dal cofondatore della band di “Jump”, la famosissima “Frankenstrat”, Brian May ha raccontato della sua esperienza con lo strumento di Eddie Van Halen e ha detto: “Non mi sembrava familiare, perché il suo tremolo è completamente diverso dal mio, è sciolto e ciondolante. Il mio è sul punto di essere immobile, e ovunque lo metta, rimane. È molto diverso. Sono sicuro che avrei potuto abituarmi dopo un po', ma fondamentalmente abbiamo continuato a suonare”. 

Durante la chiacchierata con Chris Bird per "Guitar world", il chitarrista dei Queen ha avuto anche modo di dire la sua su Eddie Van Halen.

Oltre a raccontare che la canzone della band un tempo guidata da Freddie Mercury preferita dal chitarrista dei Van Halen è stata “Now I’m here” - di cui in rete circola da tempo una demo della cover incisa dal gruppo di “Panama” - e di come abbia “rammarico di non essergli stato vicino negli ultimi anni”, Brian May ha dichiarato: “Eddie Van Halen era il migliore. Non c’era nessuno che potesse eguagliarlo, nessuno che potesse avvicinarsi. Non ci sarà mai un altro come lui”. Ha aggiunto: "Non ho ancora elaborato affatto la sua scomparsa. Quando ci penso, ho questo tipo di shock fisico. Mi ha lasciato un grande buco nel cuore”. .

Rispondendo alla domanda di come ricorderà Eddie Van Halen, il chitarrista dei Queen ha narrato:

“Lui sorrideva sempre. Sappiamo tutti che era un prodigio a livello tecnico, ma quello che ha fatto, lo ha fatto con tanta leggerezza e umorismo. Non aveva bisogno di prendersi sul serio. Eddie era sempre generoso, sempre divertente,. Mi manca la sua energia. Sono grato di aver avuto la possibilità di condividere dei momenti con lui, ma mi sento così triste che non sia più qui. Tutto quello che posso dire è che mi manca. Mi manca la sua presenza nel mondo”.

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