Willie Peyote, un rapper-cantautore sul palco di Sanremo

Da Torino con furore, l’artista calcherà il palco dell’Ariston con il pezzo “Mai dire mai (la locura)”.
Willie Peyote, un rapper-cantautore sul palco di Sanremo

Qualche settimana avevamo scritto “Willie Peyote fa bene alla salute perché fa penare” proprio per la capacità di questo artista di usare le parole come fruste. Sarà uno dei protagonisti del prossimo Festival di Sanremo con la canzone “Mai dire mai (la locura)”. Con cinque album all’attivo, l’artista negli anni ha ottenuto sempre più consensi da parte del pubblico, ma anche della critica. Nato nel mito del grande cantautorato, figlio della lezione di Giorgio Gaber, innamorato del rap più iconico e dissacrante, Guglielmo Bruno, questo il suo vero nome, ha 35 anni, si definisce orgogliosamente sabaudo e nichilista e la sua vita è cambiata per sempre nel novembre del 2014 quando si licenziò dal call center in cui lavorava per partecipare a un concorso per songwriter, “

Genova x Voi” - che vinse. Willie è il diminutivo di William, la traduzione inglese del suo nome, Guglielmo, e il primo Willie che gli è venuto in mente per coniare il suo pseudonimo artistico è il Coyote dei cartoni della Looney Tunes.

È considerato una delle figure più interessanti e innovative della scena rap contemporanea perché "anomalo" rispetto ai colleghi. Nel 2011 pubblica il suo primo album solista, “Il manuale del giovane nichilista”, che già dal titolo suggerisce la sua visione del mondo e il suo modo di comunicarlo ai suoi ascoltatori, condensato in un provocatorio mix di cinismo, autoironia e denuncia sociale.  Due anni dopo, nel 2013, esce “Non è il mio genere, il genere umano”, che sembra riconfermare il suo pseudo-pessimismo antropologico Nel 2015 pubblica per ThisPlay Music “Educazione Sabauda”, disco che lancia definitivamente Willie. L’album è costellato di citazioni più o meno dirette, rivolte ai grandi nomi del rap, del rock e della canzone d’autore (Cypress Hill, The Clash, Francesco Guccini), tanto che si chiude con un testo intenso e poetico “(E allora ciao)” in cui viene citato Luigi Tenco. Particolare attenzione ha suscitato la canzone contenuta nello stesso disco “Io non sono razzista ma…”.

Nel 2017 esce “Sindrome di Tôret”, prodotto da 451. Il disco, che secondo Willie è la coniugazione ideale dei suoi due istinti musicali, quello rock e quello hip-hop, è stato accolto molto positivamente e ha ottenuto la certificazione oro. Nel 2018 esce “8” dei Subsonica, contenente una collaborazione di Willie che canta nel brano “L’incubo”, pubblicato come singolo l’8 marzo 2019. Nell’ottobre del 2019 esce il suo ultimo progetto discografico in major, “Iodegradabile”, anticipato dal singolo “La Tua Futura Ex Moglie”, che ha ottenuto un ottimo. Il primo maggio 2020 pubblica “Algoritmo”, brano che vede la partecipazione della star internazionale Shaggy. A novembre 2020 esce “La depressione è un periodo dell’anno”, singolo che racconta con amarezza e lucidità il periodo di difficoltà dovuto al Covid-19.

 “La depressione è un periodo dell’anno” cristallizza un momento caotico e lo fa in modo divertente e spietato, .come per esempio ha fatto Zerocalcare con i suoi corti “Rebibbia Quarantine”, permettendo di guardarci allo specchio e intorno con disincanto. È lo stile di Willie Peyote all’ennesima potenza.

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