Morgan: "La mia esclusione dal prossimo Festival di Sanremo è un pacco di Natale"

Il cantante si sfoga sui social: "Una goliardica motivazione annessa ufficiosamente, ovvero per 'scelta artistica'".
Morgan: "La mia esclusione dal prossimo Festival di Sanremo è un pacco di Natale"

Un lungo sfogo sui social. Morgan, che ha partecipato ad AmaSanremo e sarà in giuria a Sanremo Giovani per decretare i ragazzi che comporranno la categoria “Nuove proposte", protagonista del "caso Bugo" andato in scena nella scorsa edizione della kermesse, sarebbe stato escluso dal Festival 2021 con motivazioni ufficiose che non gli sono andate giù. A raccontarlo è lo stesso componente dei Bluvertigo che, sotto un post con la notizia riportata da Rolling Stone, ha spiegato la sua versione dei fatti. Da Amadeus, per il momento, nessun commento. I due saranno fra i protagonisti della puntata di Sanremo Giovani di domani sera, giovedì 17 dicembre. L'argomento uscirà fuori? Ecco intanto che cosa scrive Morgan: 

All’indomani dell’annuncio della mia esclusione dalla gara del festival di Sanremo, che battezzeremo ‘il pacco di Natale’, o “la balla di Mozart’, per via della goliardica motivazione annessa ufficiosamente, ovvero per “scelta artistica”, che scatena grande ilarità in quanto parole proferite da chi artista non lo è ma soprattutto non accompagnate da alcuna motivazione nel merito delle canzoni che sono state proposte, anche se ciò è logico perché tale commissione innanzi tutto non ha competenze in ambito musicale quindi non potrebbe argomentare ma soprattutto perché credo che le canzoni non siano state ascoltate. E tutto questo è decisamente comico".

 

Poi l'idea di pubblicare un nuovo album tributo alla musica dal periodo barocco di Vivaldi e Scarlatti: 

Infatti il mio buon umore mi ha fatto venire voglia di compiere a mia volta una scelta artistica ovvero di pubblicare gratuitamente un album inedito al pubblico che ha sete di musica, in questo caso si tratta del mio lavoro di riarramgiamenti e di interpretazione in chiave moderna del repertorio della musica dal periodo barocco di Vivaldi e Scarlatti fino all’impressionismo francese di Ravel e Satie, passando ovviamente per Bach e Beethoven che non devono mai mancare quando si tratta di scelte di grandi capolavori, ma questo credo che uno che si chiama Amadeus lo sappia. O no? Che ridere. Questo album è stato realizzato in nove anni di lavoro e di costruzione sonora. Ho l’entusiasmo e l’onore di condividerlo in questo giorno ironicamente e paradossalmente nemico di ogni scelta che possa dirsi artistica. Ma quando ci troviamo di fronte al vuoto non spaventiamoci e sempre ricordamoci che si può riempirlo con i sonetti di Shakespeare.

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