PMI, le proposte al governo per uscire dalla crisi

L’associazione di categoria degli indipendenti non risparmia critiche all’esecutivo: ‘Alla luce dei provvedimenti adottati finora, viene da chiedersi se la Cultura in Italia sia davvero considerata un settore strategico’
PMI, le proposte al governo per uscire dalla crisi

Qual è la distanza effettiva che separa le aspettative del comparto discografico, fiaccato da un annus horribilis la cui fine pare ancora lontana, e i provvedimenti di aiuto presi dal governo italiano, che non ha mai fatti mistero - nelle dichiarazioni di intenti - di considerare la filiera creativa un “settore strategico” per l’economia del Paese?

Tra gli interlocutori del MiBACT al Tavolo Permanente dello Spettacolo convocato lo scorso 30 novembre c’era anche PMI, l’associazione di categoria che rappresenta parte della discografia indipendente italiana.

Il consorzio presieduto da Mario Limongelli ha portato all’attenzione delle istituzioni le istanze segnalate dai propri soci, che rappresentano quote di mercato pari al 24% sul mercato fisico e al 35% su quello digitale. Le richieste sono state ordinate in due macro-filoni: nel primo, dove sono stati raccolti i suggerimenti relativi ai provvedimenti più urgenti, figurano un perfezionamento nel processo di erogazione dei ristori, un programma di agevolazioni fiscali e un ampliamento nell’accesso allo strumento del Tax Credit, del quale - secondo le disposizioni attuali - non possono beneficiare le aziende nate dopo il 2012.

Nel secondo trovano spazio le proposte di provvedimenti a medio-lungo termine, tra le quali figurano “l’approvazione (definitiva) e implementazione” della direttiva europea sul Copyright, l’abbassamento al 4% dell’Iva su tutti i prodotti musicali - la cui aliquota verrebbe equiparata a quella dell’editoria libraria, l’ampliamento della base di beneficiari della Card Cultura e la creazione di una Sezione Musica all’interno del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

C’è margine per sperare in qualcosa di buono? “Oggi, nella situazione in cui ci troviamo, con le limitazioni dovute alla pandemia da Covid-19, l’intero settore Turistico e Culturale è ancora in grave difficoltà”, osserva il presidente di PMI Mario Limongelli: “Da più parti in Europa, e per voce della stessa Commissione, è stato sottolineato come il Settore Culturale sia e debba essere considerato strategico per lo sviluppo di ogni Paese Europeo, perché direttamente connesso al settore dell’istruzione, settore altrettanto strategico, e in diversi paesi  non ancora valorizzato da politiche distratte che negli anni non ne hanno compreso l’importante valore culturale ed economico”.

“Adesso siamo davvero a una svolta, perché - se è vero che il Sistema Cultura in Europa fa la differenza - allora in Italia dovremmo porre la massima attenzione”, ha proseguito Limongelli: “Da un lato siamo il Paese con  maggiori margini di crescita del settore cultura anche in termini economici, dall’altro il nostro territorio dispone di un patrimonio materiale e immateriale superiore a quello degli altri paesi  europei. Il settore cultura in Italia è dotato di un capitale umano che ci viene invidiato da tutto il mondo per capacità e inventiva, al quale - però - corrisponde un sistema di leggi e di attenzioni spesso carente”.

“Nel leggere le notizie circolate ultimamente sui media in merito al Recovery Fund – Next Generation EU, dobbiamo purtroppo constatare che sono esigue le risorse stanziate per l’intero settore del Turismo e della Cultura: appena 3,1 miliardi di euro, circa l’1,4% dell’intero Recovery Fund”, conclude Limongelli: “Ci chiediamo quindi quale sia la strategia e se davvero il nostro sia considerato un settore strategico e fondamentale nel nostro Paese da chi ci governa”.

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2021 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.