Musica e listini: volano Warner Music e Tencent

L'industria musicale in borsa nella settimana dal 7 all’11 dicembre. Della major di Blavatnik e della piattaforma cinese le migliori performance
Musica e listini: volano Warner Music e Tencent

Quella conclusasi venerdì 11 dicembre è stata una settimana che ha consolidato alcune tendenze e ha visto brillare due titoli musicali.

Sul fronte del consolidamento, le big tech coinvolte nell'industria musicale (Alphabet, Amazon e Apple) non si scuotono più di tanto, ma ciascuna resta calma a modo proprio. Mentre la casa madre di Google e la Mela restano vicine ai propri massimi assoluti, il gruppo di Jeff Bezos continua a scivolare verso il basso da alcune settimane, allontanandosene. Vedremo i dati dello shopping natalizio ma, nel frattempo, continuiamo a constatare come certo gran rumore mediatico corrisponda spesso al fastidio di un moscerino sulla spalla di un gigante (le inchieste sulle condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi dei suoi cointractors per Cupertino, ad esempio, sul mercato contano meno dell'autonomia che Apple si sta conquistando sui chip).

Brillano invece una label e una piattaforma, pur in assenza di notizie e comunicazioni specifiche che ne giustifichino i balzi verso l'alto. 

Tencent Music sale del 10%, facendo meglio di Spotify (che continua ad andare molto bene) nella settimana in cui la holding che la controlla festeggia un anno a +60%.

Warner Music fa addirittura molto meglio, con un +20% in una settimana.

E' probabile che stiano concorrendo due fattori, in questo caso: uno di più ampia portata (il tasso di interessi che resta infimo a livello globale, grazie alle politiche espansive e di sostegno volte a contenere gli effetti nefasti della pandemia su imprese e famiglie, con ricaduta positiva sulle azioni come unica tipologia di investimento redditizio); e l'altro più verticale (il buono stato di salute della musica nella settimana in cui il business sui cataloghi si è arroventato).

Non particolarmente degni di nota nè il comparto live, in cui CTS Eventim non rimbalza e Live Nation pare avere esaurito la spinta recente verso l'alto, dopo essersi riavvicinata ai livelli pre-covid; nè il resto della discografia, in cui Sony Corp. (casa madre di Sony Music) veleggia tranquilla mentre Vivendi (casa madre della futura quotanda Universal Music Group) è soprattutto impegnata a ricorrere contro la sentenza europea che favorisce Mediaset nella ormai atavica battaglia legale italo-francese

Di seguito, i itoli i cui movimenti sono stati degni di nota proposti in ordine alfabetico. 

  • Spotify: quotata al Nyse americano, la piattaforma svedese resta in stato di grazia: dopo lo strappo della scorsa settimana guadagna un altro 7% con il titolo ora a $ 341 e la capitalizzazione dell’azienda superiore ai 64 miliardi di dollari.
  • Tencent Music: la piattaforma di streaming controllata da Tencent Holdings e quotata al Nyse americano sale del 10% con il titolo a $ 18,72 e la capitalizzazione dell’azienda che aumenta a 31,4 miliardi di dollari.
  • Warner Music Group: grande prestazione per il gruppo guidato da Len Blavatnik, che balza in alto del 20% con il titolo a $ 33,16 e l’azienda che ora vale circa 17 miliardi di dollari.
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