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Il percorso di Patti Smith: dai reading di poesia a "Horses"

La musicista statunitense ricorda la sua prima esibizione nel 1971.
Il percorso di Patti Smith: dai reading di poesia a "Horses"

Quando Patti Smith pubblicò il suo primo album, "Horses", il 13 dicembre 1975, non era una ragazzina, aveva quasi 29 anni. Si presentò, senza tanto menare il cane per l'aia, con la dirompente prima strofa del primo brano del lato A del disco (una rilettura della "Gloria" scritta da Van Morrison e pubblicata con i suoi Them nel 1964): 'Jesus died for somebody's sins but not mine'. Con questo disco, prodotto dall'ex Velvet Underground John Cale, la ragazza di Chicago, fino ad allora conosciuta, a New York, per le sue performance di musica e poesia irrompe con un rock tirato e graffiante, preludio al punk che stava covando nella cenere e sarebbe esploso in tutta la sua potenza di lì a poco nella Grande Mela.

In un video realizzato nel 2014 per la rivista britannica NME, Patti Smith ha ricordato il suo primo spettacolo alla Saint Mark Church di New York il 10 febbraio 1971, quando ancora leggeva le sue composizioni poetiche supportata dalla immancabile chitarra del fido Lenny Kaye. Agli inizi degli anni Settanta non era ancora la rockstar in cui si sarebbe trasformata qualche anno più tardi dopo avere pubblicato i primi album. Quel luogo aveva un'aura speciale, lì si erano esibiti veri e propri giganti della cultura statunitense, come da lei spiegato: "Allen Ginsberg, William Burroughs e tutti i nostri poeti si sono esibiti lì."

Nonostante la sacralità di quel luogo, Patti non si accontentò di rimanere composta a leggere le sue poesie. Non era il suo stile. Questo il suo racconto: "Ero giovane, avevo poco più di venti anni e un'estrema quantità di energia. Volevo recitare la mia poesia nella maniera in cui avevo imparato da Jim Morrison, o Jimi Hendrix, o dai grandi poeti Beat. E un pochino mi piaceva anche cantare." Era perfettamente consapevole che avrebbe dovuto introdurre qualche piccolo accorgimento alla sua esibizione se la voleva rendere del tutto personale, quindi, per dirlo con le sue parole, pensò di "iniettarci una piccola canzone".

Per salire sul palco della chiesa newyorkese volle accanto a sé Lenny Kaye perché ci fosse anche la musica oltre alla poesia, come avrebbe poi replicato con successo nei club di New York dopo questa sua prima performance. Lenny aveva un piccolo amplificatore collegato alla chitarra elettrica, la qual cosa, con grande sorpresa dei due, suscitò parecchio scalpore. Non solo Patti Smith era entrata in una chiesa per declamare le sue poesie aggressive e provocatorie, ma queste erano supportate dallo strumento preferito di Satana. Tanto bastò per attirare su di lei l'attenzione della scena culturale.

"Ha attirato molta attenzione su quello che stavamo facendo, ma era così innocente. Non ho capitalizzato quella performance perché non avevo un progetto, ma volevo solo rendere la serata un poco più stimolante." Patti Smith avrebbe continuato ad esibirsi ancora per qualche anno e diventò un must culturale nella città che non dorme mai. L'interesse delle etichette discografiche verso di lei crebbe di pari passo con le sue esibizioni. A un certo punto sentì che era giunto il momento di provare a battere altre strade e di legare sempre di più le parole alla musica.

Una delle poesie eseguite quella sera, intitolata "Oath", inizia con le parole “Jesus died for somebody’s sins but not mine”, quello che poi sarebbe diventato l'incipit di "Gloria", una delle canzoni ancora oggi più significative del repertorio di Patti Smith. Come conferma lei stessa nel video: ""Horses" non è sbucato dal nulla, ma si è evoluto organicamente dal mio primo reading di poesie". E, ancora a proposito di quella prima esibizione alla Saint Mark Church di New York dell'inverno del 1971, conclude dicendo: "È stata un poco controversa perché avevamo in qualche modo profanato la casa della poesia con una chitarra elettrica, ma ebbe una buona accoglienza".

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