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NEWS   |   Industria / 24/06/2005

La finanza americana critica la Warner: 'Investe poco sugli artisti'

La finanza americana critica la Warner: 'Investe poco sugli artisti'
La Warner di Edgar Bronfman Jr. ha intenzione di tirare i remi in barca riducendo drasticamente i suoi investimenti in artisti e in registrazioni musicali, stando ad un dettagliato e poco lusinghiero rapporto sulle prospettive finanziarie dell’azienda redatto da Jessica Reif Cohen, quotatissima analista per conto di Merrill Lynch.
Gli strali della Cohen, come Rockol aveva già accennato nei giorni scorsi (vedi News), si indirizzano principalmente alle politiche artistiche della major discografica, che nei primi sei mesi del 2005 avrebbe tagliato per una cifra corrispondente a 80 milioni di dollari i suoi investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi talenti e che per l’anno intero conta di spendere in musica registrata 155 milioni di dollari, meno della metà di quanto messo in budget dalla EMI e meno di un terzo di quanto preventivato da Sony BMG (le cui dimensioni sono tuttavia notevolmente superiori). Sulla base di queste considerazioni la Cohen, come altri osservatori, si chiede se una crescita a lungo termine dell’azienda sia l’obiettivo primario del management: dubbio sollevato anche da un articolo apparso sull’edizione del Los Angeles Times di mercoledì, 22 giugno.