Anche David Crosby vende il suo catalogo: ‘Non ho altra scelta’

Dopo Stevie Nicks e Bob Dylan, anche lo storico sodale di Graham Nash, Stephen Stills e Neil Young cede i suoi diritti editoriali: ‘Lo streaming sta rubando i miei soldi’
Anche David Crosby vende il suo catalogo: ‘Non ho altra scelta’

Quello della cessione di cataloghi importanti a prestigiose - e ricche - società di edizioni è il fenomeno dell’anno, sul panorama discografico internazionale: solo ieri Bob Dylan, il premio Nobel titolare di un corpus di oltre 600 canzoni, ha fatto sapere di aver ceduto alla sezione publishing del gruppo Universal tutti di diritti sulle sue opere, che una cifra che - secondo i bene informati - si aggirerebbe sui 300 milioni di dollari americani.

La mossa di Dylan, anticipata solo il giorno precedente da Stevie Nicks, che ha ceduto a Primary Wave la quota di maggioranza sul suo catalogo, è stata seguita anche da un’altra figura di spicco del rock classico, David Crosby, già sodale di Graham Nash e Stephen Stills nei Crosby, Stills & Nash. Commentando sul suo canale Twitter la scelta del collega, il cantautore losangelino ha commentato:

“Anch’io sto vendendo”, ha spiegato Crosby: “Non posso lavorare, e lo streaming sta rubando i miei soldi. Ho una famiglia e un mutuo da pagare: devo prendermi cura dei miei cari, quindi questa è la mia unica opzione. Sono sicuro che anche altri siano nella mia stessa situazione”.

Seppure con la sua consueta vis polemica, Crosby ha fotografato con una certa lucidità la situazione di una buona parte di artisti legacy, che - impossibilitati all’attività dal vivo, loro principale fonte di reddito, dalla pandemia da Covid-19 - sono costretti a monetizzare il loro patrimonio artistico cercando canali diversi da quello delle grandi piattaforme digitali, i cui corrispettivi non si avvicinano nemmeno minimamente a quelli che maturavano sul “vecchio” mercato fisico.

Al momento Crosby non ha rivelato la società con la quale è in trattativa per la cessione. L’unico indizio fornito riguardo il procedimento è stato dato a un fan che augurava all’artista di ottenere le medesime condizioni - molto favorevole - ottenuto da Bob Dylan:

“Non c’è rischio”, ha replicato laconicamente Crosby. E a un altro ammirato che, incredulo, gli ha chiesto stupito “Quindi non vali milioni?”, il cantautore ha risposto:

“No”.

Al di là delle branche editoriali delle tre major - Universal, Sony e Warner, sul panorama internazionale del publishing si stanno affermando agguerrite società come Hipgnosis Songs Fund, Concord e Primary Wave, che supportate dagli investimenti di fondi di investimento speculativi stanno facendo manbassa di cataloghi: tra queste l’entità più lanciata pare essere quella di Merck Mercuriadis, che nonostante l’acquisizione monstre del catalogo di Kobalt ha toccato il miliardo e 600 milioni di sterline di capitalizzazione.

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