Spotify, in arrivo un software anti plagio

Il servizio di streaming ha sottoposto il progetto all’ufficio brevetti europeo
Spotify, in arrivo un software anti plagio

L’intelligenza artificiale sarebbe pronta a mettersi al servizio degli artisti per evitare controversie relative a somiglianze sospette tra brani: sfruttando il suo immenso database, Spotify avrebbe approntato un software in grado di avvisare preventivamente autori e compositori circa eventuali corrispondenze tra le proprie opere inedite e altre già pubblicate. Secondo diverse fonti di stampa, la soluzione informatica sarebbe già stata sottoposta all’ufficio brevetti europeo.

Il Plagiarism Risk Detector And Interface sarebbe in grado di analizzare gli spartiti e confrontarli con le opere già presenti nel catalogo del servizio: analizzando melodie e armonie delle canzoni già edite e confrontandole con quelle indicate sul pentagramma il software sarebbe in grado di emettere un avviso indicando diversi livelli di rischio, seguendo una sorta di scala di “valori di somiglianza”, dai più bassi - inerenti corrispondenze parziali solo in frammenti di canzone - ai più alti, come la sovrapposizione di una melodia portante.

Lo strumento, ovviamente, potrebbe essere utilizzato in due modi: in chiave preventiva, in modo da permettere agli autori di sincerarsi della totale originalità delle proprie canzoni, e in chiave difensiva, ovvero come “vedetta” - da parte di chi abbia un repertorio disponibile su Spotify - in perenne ricerca di eventuali nuovi plagi. Il sistema, assicura la bozza di brevetto consegnata da Spotify all’European Patent Office, funzionerà in tempo reale, e permetterà agli utenti di ascoltare le opere già presenti in archivio nelle quali siano state rivelate eventuali corrispondenze.

Come indicato nei documenti depositati tra i due architetti della nuova soluzione c’è François Pachet, scienziato e compositore esperto di intelligenza artificiale “strappato” da Spotify al Sony Computer Science Laboratory e già sviluppatore del progetto Flow Machines, che ha portato alla composizione dei primi brani interamente assemblati dall’intelligenza artificiale.

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