Elvis Costello attacca Steve Albini: 'Di produzione non sa nulla'

L’artista britannico demolisce il produttore simbolo dell’alternative: ‘Ha fatto suonare di merda un disco di PJ Harvey, è il secondo peggior producer della storia dopo…’
Elvis Costello attacca Steve Albini: 'Di produzione non sa nulla'

A partire dagli anni Novanta in poi Steve Albini - in ambito rock, specie se alternativo - è stato considerato una sorta di istituzione: del tutto estraneo a ogni logica commerciale, apertamente nemico dell’establishment discografico, insofferente alla definizione di “produttore” - almeno nel senso convenzionale del termine - il chitarrista, cantante e fondatore di Big Black, Rapeman e Shellac fu consacrato come producer nel 1993, quando i Nirvana di Kurt Cobain - affascinati dai suoi lavori in studio su due capisaldi dell’indie americano, “Sufer Rosa” dei Pixies (1988) e “Pod” delle Breeders (1990) - lo vollero per le session di quello che sarebbe stata la loro ultima prova in sala di ripresa, “In Utero” del 1993. Insomma, un mostro sacro.

A ridimensionare il mito, nelle ultime ore, è arrivato Elvis Costello. Il cantautore britannico, intervistato da Pitchfork, ha sparato a palle incatenate sul titolare degli Electrical Audio Studio di Chicago: “Ricordo di aver visto PJ Harvey al Tonight Show: ha suonato ‘Rid of Me’ accompagnandosi solo con la chitarra. E’ stato come vedere Howlin’ Wolf a ‘Shindig!’ [il programma della ABC che nel 1965 ospitò il leggendario bluesman]: fantastico. Solo in un secondo momento ho ascoltato il disco, e non era per niente buono, ma fa niente. Per me, quel disco suona di merda”.

“Il tizio che l’ha prodotto [Steve Albini] non sa niente di produzione”, ha proseguito Costello: “Potrebbe essere il secondo peggior produttore di sempre dopo Jimmy Iovine, che ha mandato a puttane ‘Darkness On The Edge Of Town’, un disco che suona come suonerebbe Bruce Springsteen ficcato in una cazzo di scatola di scarpe piena di carta velina”.

Albini, per il momento, non ha ancora replicato, ma - nel caso abbia intenzione di farlo - e probabile che non vada troppo per il sottile: nel 2012, nel corso di un acceso dibattito con Amanda Palmer, il produttore definì la già leader dei Dresden Dolls “un’idiota” e “un’ignorante”. L’anno prima, commentando un’esperienza in compagnia degli Odd Future in occasione di un trasferimento all’aeroporto di Barcellona, bollò il collettivo rap di Tyler the Creator come dei “cazzoni” e degli “stronzi impegnati a fare musica che parla di essere stronzi”.

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