Il più grande errore di Jon Bon Jovi

Il frontman dei Bon Jovi in una intervista fa i conti con la sua vita.
Il più grande errore di Jon Bon Jovi

Il 58enne frontman dei Bon Jovi Jon Bon Jovi è stato intervistato da Big Issue per la serie 'Letter to My Younger Self'. E' stata l'occasione per volgere lo sguardo a ritroso, ripercorrere tutta la sua intera carriera, guardare ai tanti successi, ma anche ai fallimenti, inclusa una terribile performance da lui fornita la prima volta che i suoi genitori lo andarono a vedere esibirsi sul palco.

Questo il racconto della rockstar originaria del New Jersey: "Quando i miei genitori vennero a vedermi suonare per la prima volta fui davvero terribile tanto che loro avrebbero voluto strisciare sotto le loro sedie per l'imbarazzo. Ma videro la mia passione e il mio impegno. Quindi quando avevo solo 17 anni mi lasciavano andare a suonare nei bar fino all'orario di chiusura e dicevano sempre, 'Beh, almeno sapevamo dov'eri'... Potevo tornare a casa all'una o alle due del mattino e dovevo essere a scuola entro le otto. Loro commentavano solamente, 'Presentati in tempo per la scuola, sai che è una tua responsabilità... ma insegui il tuo sogno.'"

Bon Jovi ha continuato dicendo che i suoi genitori sapevano molto bene che non andava nei bar per "cazzeggiare" ma per "lavorare" e gli dimostrò presto il risultato di tutto il loro sostegno: "Quando avevo 20 anni ho scritto "Runaway" e passava in radio e a 21 anni avevo un contratto discografico. Quindi non c'era stato bisogno che i miei genitori si sedessero con il loro figlio 35enne che suonava ancora in un bar di Santa Barbara dicendo, 'Ce la farò'".

Nella sua chiacchierata il musicista statunitense ha insistito molto sul fatto che "per me non c'è mai stato un piano B" per merito dell'atteggiamento che gli hanno insegnato i genitori. "Quello che ho avuto dai miei genitori è stata la capacità di trasformare il sogno in realtà. Anche se non fossi stato bravo nel mio mestiere, se avessi creduto di esserlo, avrei potuto lavorarci sopra. Invecchiando ho capito che dai miei ho ricevuto un grande regalo. Loro credevano davvero nel mantra di John Kennedy dell'andare sulla luna. 'Sì, certo che puoi andare sulla luna. Vacci e basta, Johnny'. E ci sono andato."

Il rocker non ha tralasciato di ricordare di avere vissuto esperienze "profondamente buie" e "profondamente dolorose", ma ha anche commentato con molta filosofia che fanno "parte della vita": "Avrei voluto che tutto fosse bello, ma forse se fosse stato tutto bello non avrei avuto questa saggezza e questa profonda gratitudine per quello e per cosa sono oggi."

Ha poi continuato, parlando al Bon Jovi di tanti anni fa: "L'errore più grande che ho fatto nella mia vita è stato quello di non avere avuto abbastanza tempo per fermarmi, guardarmi intorno e godermela. Ero sempre concentrato sul passo successivo, poi su quello dopo e su quello successivo ancora, questo mi è costato un sacco di bei ricordi. E mi ha causato molte notti insonni che non erano giustificate. È il mio più grande rimpianto. L'unica cosa che direi al mio io giovane è: 'Divertiti di più, rilassati. Avrai alti e bassi, ma abbi fede.'"

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