L'elettronica scura e minimale di Gold mass

Un progetto italiano dal sound internazionale. Dopo il primo album con Paul Savage (Mogwai, Franz Ferdinand), in arrivo un EP autoprodotto
L'elettronica scura e minimale di Gold mass

Succede ancora che ascolti una canzone, un album e ti chiedi da dove arriva, e non sai rispondere.

 Gold Mass è un progetto italiano che suona come musica della Mute d’annata: elettronica scura minmale melodica. È il progetto di Emanuela Ligarò, laureata in fisica, un lavoro nel reparto di ricerca e sviluppo di una multinazionale tedesca dove si occupa di acustica. Il resto del tempo dedicato alla musica: “Vengo da anni di ascolto di musica classica, lirica, rock anglosassone, latina tradizionale, ho passato inverni in compagnia di Dylan, del progressive inglese, ho apprezzato i cantautori italiani e sono stata travolta dell'elettronica. Il mio impegno è stato da subito quello di non fare un album di "debutto", nel senso di musica ingenua, mon sono improvvisata”. Un impegno premiato, tanto che l’album di debutto “Transitions” (2019) è stato prodotto da Paul Savage (Mogwai, Franz Ferdinand). “Si è letteralmente innamorato del progetto semplicemente sulla base dei demo che avevo inviato tramite mail”, racconta. E' stato molto gratificante per me perché io non ho contatti o conoscenze particolari. Ho semplicemente cercato online i nomi dei produttori che avevano prodotto album che adoro da sempre e ho inviato il mio materiale ai loro siti.


Gold Mass ha un EP di 4 canzoni in uscita a breve, questa volta autoprodotte (con la collaborazione Federica Ferracuti e, per il mixaggio, Federico Nosari). Il primo singolo “SAFE”  è uscito pochi giorni fa.  “Per questo nuovo lavoro, ho voluto occuparmi personalmente della produzione artistica delle canzoni e lavorare interamente agli arrangiamenti e ai suoni, senza appoggiarmi ad un produttore esterno. Questo aspetto, che nel primo disco mi aveva vista coinvolta solo nella fase di pre-produzione, è stato veramente interessante e stimolante per me”.

L’immaginario dell’EP è legato allo spazio, al cosmo, spiega: “Alla nostra vita che è da sempre spettatrice della meccanica celeste e che di questa ha sempre subito un grande fascino. La contemplazione è uno degli stati d’animo del disco, i versi e i suoni sono sparsi e rarefatti come la materia nel cosmo. In questa riflessione senza tempo, ogni nostra preoccupazione quotidiana viene ridimensionata, mettendo a fuoco quelli che sono invece i nostri veri bisogni primordiali, ossia essere visti, riconosciuti per quello che siamo, amati, protetti e confortati". 

“La mia storia di ascolti è piuttosto lunga”, racconta, per inquadrare invece l'immaginario musicale. “Ho iniziato ascoltando musica classica, compresa l’opera lirica che adoro tuttora. Successivamente mi sono spostata verso musica più moderna e ho apprezzato moltissimi autori. Le influenze più grosse sono arrivate da artisti quali Nick Cave, Lou Reed, Patti Smith e Blonde Redhead che credo abbiano letteralmente formato il mio universo sonoro. Negli ultimi anni, ho iniziato ad ascoltare prevalentemente musica elettronica e gli artisti che ascolto maggiormente oggi sono James Blake, Sevdaliza, Jamie XX, FKA twigs, Howling giusto per citarne alcuni dei più famosi”.
 

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