The Voice Senior non è un talent show (per fortuna)

I concorrenti over 60 però hanno voci che si mangiano il 99% dei partecipanti ai talent "Normali"
The Voice Senior non è un talent show (per fortuna)
Credits: MARCO ROSSI per RAI1

Ieri sera ho passato una serata schizofrenica. Su uno schermo lo "Studio 2054 di Dua Lipa", sull’altro The Voice Senior. Da un lato il presente/futuro della musica: la più importante giovane pop star contemporanea nel formato più attuale che c’è, il livestream. Dall’altro un formato considerato ormai antico - il talent - per un mezzo e un pubblico senior, Rai1. 

Di Dua Lipa vi ha già parlato il collega Mattia Marzi - per quello che mi riguarda, se dovessi aggiornare la mia lista dei livestream, lo metterei tra i promossi, a pieni voti: un musical più che un concerto, davvero spettacolare.
Di The Voice Senior ero prontissimo a parlare male, viste le premesse: un format che in Italia è sempre andato male, in una versione adattata che sulla carta sembra forzatissimo. Un po’ di imbarazzo, confesso, lo avevo provato a sentirlo raccontato durante la conferenza stampa di questa settimana e vedendo i primi provini, fuori contesto: il rischio “Corrida” era dietro l’angolo, oppure in alternativa il racconto pietitstico (“Volevamo fare un programma per la categoria più colpita dalla pandemia, i Senior”).

Invece è stato un buon programma TV - poco a che vedere con i talent classici, ma con cantanti senior (over 60) che per voce si mangiavano il 99% del concorrente medio del talent.
Il fraintendimento di fondo, in “The voice senior” è il marchio.

quello del talent in onda negli anni scorsi su Rai2, quello di uno dei talent più noti al mondo, che in Italia non ha mai avuto fortuna. Il contenuto no, non è quello di un talent. Erano più storie di persone che, per una volta, volevano salire su un palco importante e prendersi una piccola rivincita: il cantante dei programmi sulle reti locali che finalmente ha un palcoscenico nazionale (e viene scambiato per Morandi); la maestra d’asilo che da giovane ha cantato con Mina, poi ha scelto la famiglia. Il sopravvissuto al Covid-19 che ringrazia i medici. Qualche momento più trash: la mamma che canta Elettrra Lamborghini vestita in glitter per gli occhi adoranti del figlio.

Invece, alla fine si è trovato un buon equilibrio tra le varie componenti - merito della rassicurante Clerici, che ha ovviamente un tono meno frenetico e urlato di un talent normale (o anche di certi spettacoli di prima serata della Rai).  I giudici hanno fatto il loro: Clementino è la componente “giovane” e più scanzonata; Loredana Berté e Gigi D’Alessio i veterani, Il team Carrisi conta su Al Bano mentre la figlia Jasmine non è pervenuta. Non ci sarebbero stati male giudici delle edizioni precedenti: Carrà, Cocciante, per dirne due. 

Ad uscire male da The Voice Senior non è il programma in sé, ma le “vecchie” versioni di The Voice, quelle “normali”, che ancora di più oggi mostrano tutta la loro debolezza: tono e racconto sbagliati, musica debole e né la forza né la patina di "Amici" e "X Factor". Da "The voice Senior" escono male soprattutto i giudizi iperbolici di  altri talent dove tutti sono bravissimi, pazzeschi, e poi hanno voci che stonano come se nulla fosse. I concorrenti di The Voice vogliono solo divertire e divertirsi, ma almeno sanno cantare… Ora torno a rivedere il livestream di Dua Lipa, però.
 

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