Corey Taylor (Slipknot) ricorda Eddie Van Halen: ‘La sua musica ha colpito tutti noi’

‘Eddie è stato incredibile’, ha detto il frontman di Slipknot e Stone Sour, parlando del chitarrista e cofondatore dei Van Halen.
Corey Taylor (Slipknot) ricorda Eddie Van Halen: ‘La sua musica ha colpito tutti noi’

A seguito della morte del chitarrista e cofondatore dei Van Halen, diversi artisti hanno reso omaggio a Eddie Van Halen e hanno condiviso ricordi e pensieri legati al musicista scomparso lo scorso 6 ottobre all'età di 65 anni a causa di un tumore. Ospite di una recente puntata del podcast "Talk Is Jericho”, il frontman di Slipknot e Stone Sour ha parlato della sua ammirazione per Eddie Van Halen, definito da Corey Taylor un musicista “incredibile”.

Ricordando il momento in cui ha appreso la notizia della morte del cofondatore della band di “Jump”, il cantante della band di Des Moines, Iowa, ha raccontato: “La cosa triste è che la scomparsa di Eddie è avvenuta nel giorno del mio primo anniversario di matrimonio”. Corey Taylor, che  il 6 ottobre 2019 è convolato a nozze con Alicia Dove, componente delle Cherry Bombs, ha aggiunto: “Io e mia moglie Alicia ci stavamo preparando e poi all’improvviso abbiamo ricevuto la notizia. Così ho immediatamente contattato tutte le persone, tra quelle che conosco, che conoscevano Eddie. Io non l'avevo mai incontrato. Ma, ovviamente, la sua musica ha toccato tutti noi”. .

Chiacchierando con Chris Jericho, ideatore del podcast "Talk Is Jericho”, oltre che wrestler e cantante dei Fozzy, il frontman degli Slipknot su Eddie Van Halen ha poi detto:

“Eddie è stato incredibile. L’influenza che ha avuto non solo sui moderni virtuosi della chitarra ma sulle rock band degli Anni ’80, degli Anni ’90. Ha influenzato 40 anni di arte musicale. Nomina un'altra persona che è ancora viva che ha avuto quel tipo di impatto”. 

La morte del cofondatore dei Van Halen - a cui, come recentemente raccontato dal figlio Wolfgang, è stato diagnosticato nel 2017 un cancro ai polmoni al quarto stadio e due anni più tardi gli è stato trovato un tumore al cervello - ha toccato nel profondo musicisti, fan e colleghi di tutto il mondo. Raccontando il suo entusiasmo e la sua emozione per i tributi a Eddie Van Halen, prendendo a esempio il ricordo di Pete Townshend e l’intervista rilasciata dal chitarrista degli Who alla rivista statunitense Rolling Stone, Corey Taylor ha narrato: “Vedere tutti quegli artisti, provenienti da generi musicali diversi - tutti da Tom Morello a John Mayer - rendergli omaggio è stato pazzesco, tutti hanno una storia su Eddie Van Halen”.

Ha aggiunto: “Quello che ha detto Pete Townshend mi ha davvero mandato in estati. Ha detto che Eddie era un musicista fantastico, e non solo quello, ma anche che una grande persona. Era tipo: ‘Avrei potuto vederlo diventare presidente un giorno’. Io ho pensato: ‘Una cosa del genere da Townshend?’ Il livello di rispetto è fighissimo”. E ha continuato: “So che gli ultimi anni sono stati duri per Eddie, ed è stato molto triste. Ho sentito certe storie. Ma non voglio nemmeno pensarci. Amo il fatto che così tante persone si siano esposte, rendendogli omaggio con il loro amore".

Il 46enne musicista statunitense, che lo scorso 2 ottobre ha dato alle stampe il suo primo album solista, “CMFT” (leggi qui la nostra recensione), a proposito dei Van Halen ha detto:

“I Van Halen erano così diversi, eppure erano il modello per un milione di band.

Tutte i gruppi che conosco, anche quelli che non amano la musica dei Van Halen, rispettano la loro l'abilità, la diversità, la complessità che riescono a creare. Per suonare le canzoni dei Van Halen devi essere davvero bravo, non sono cose che puoi fare alla buona. Io non sono in grado di suonare un brano dei Van Halen, ci vado vicino, inizio il riff e poi continuo canticchiando con la bocca”. Corey Taylor, secondo il quale il gruppo di “Panama” è stata “la prima band a nei loro spettacoli dal vivo quell’atmosfera da party”, ha poi raccontato: "Ricordo di aver visto alcuni video del tour legato all’album '1984', e sembrava così bello che volevi essere lì. Poi ogni band degli Anni '80 hanno provato a imitare i Van Halen, ma non è mai sembrato qualcosa di genuino. In 'Mean Street' e 'Panama’ c'era quel qualcosa che ha creato quell’atmosfera da festa, che ti dava l’impressione che a quella festa avresti potuto sballarti, ubriacarti o fare sesso".

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