Mina, "Cassiopea" e "Orione": incontro via Zoom con Massimiliano Pani

Usciranno venerdì i due nuovi dischi, intitolati con i nomi di due costellazioni
Mina, "Cassiopea" e "Orione": incontro via Zoom con Massimiliano Pani

Si è da poco conclusa la "digital press conference" organizzata per presentare i due nuovi album di Mina in uscita venerdì 27 novembre. All'incontro ha partecipato Massimiliano Pani.
Alla sensazione di straniamento indotta dai meeting via Zoom, alla quale ci stiamo abituando, si è aggiunta stavolta - ma si sarebbe aggiunta anche in un incontro tradizionale "di persona" - la bizzarra situazione per la quale Massimiliano, che di Mina è figlio e collaboratore, viene considerato dalla cosiddetta stampa musicale come una sorta di pupazzo da ventriloquo, e gli vengono rivolte domande come se lui potesse rispondere al posto di Mina.

Ma tant'è, Massimiliano lo sa, e se la circostanza lo mette a disagio non solo specifica di non potere e di non volere parlare in vece di lei ("Io non parlo di mia madre, non lo farei nemmeno sotto tortura: parlo dell'artista Mina con la quale lavoro"), ma lo fa con il suo consueto garbo e senza mostrare irritazione.

Comunque il progetto di "Italian Songbook"  iniziato con i due album di canzoni italiane in uscita, dei quali abbiamo già dato qui i dettagli e abbiamo riferito qui degli inediti è destinato a continuare, fino a comprendere almeno sei dischi; non sarà, né nelle ambizioni né nella sostanza, una "enciclopedia della canzone italiana"; sarà semmai, come ha detto Massimiliano (ammesso che qualcuno abbia colto il riferimento letterario) "la versione di Barney" - con Mina nella parte del personaggio del romanzo di Mordecai Richler - del repertorio della canzone italiana, filtrato attraverso le sue preferenze e i suoi gusti personali, che la vedono riprendere canzoni famose facendole sue, scoprendo e facendo scoprire in un pezzo quello che altri non hanno visto ascoltandolo, e forse nemmeno l'aveva ancora visto chi quel pezzo l'ha scritto. Come ha pazientemente spiegato Massimiliano Pani, "Mina per questa operazione non voleva realizzare un 'best of' da discografia, ma mettere insieme grandi successi suoi, grandi successi italiani, e perle sparse in vari suoi dischi che, per una o per l'altra ragione, non avevano brillato abbastanza; ha scelto le cose che le piacciono, del resto lei ha sempre fatto quello che le andava di fare".


L'incontro via Zoom ha toccato svariati temi, senza purtroppo poterne approfondire nessuno, per via della modalità, per via dei tempi stretti e per via dell'eccesso di partecipanti.

Si è appreso, ma già lo si sapeva, che Mina riceve circa tre/quattromila nuove canzoni ogni anno, e che al momento è "in ritardo" di due anni, rispetto ai suoi ascolti sistematici ("A lei non piacciono i pezzi 'da Mina', quelli scritti 'per la voce'.

Sceglie per i suoi dischi le cose che la divertono, le piace la varietà, le piace cambiare registro, uscire dalla sua comfort zone"). Si è appreso che ascolta di tutto, anche scambiandosi opinioni con i nipoti, che apprezza Billie Eilish e Bruno Mars ma anche Fabio Concato e la sua "L'umarell" e anche musicisti sconosciuti a noi comuni mortali, chitarristi flamenco sperimentali che scopre via Internet. E che la promessa fatta a Danilo Rea a al suo trio di fedeli jazzisti ("magari se una volta suonate a Milano capito lì senza dirlo a nessuno e canto con voi") non è detto che venga mantenuta, ma non è detto nemmeno che non lo sarà (Massimiliano: "Spero di saperlo prima, così vado a sentirla!"). .


Mina non ha in progetto esibizioni in streaming (ne ha già fatta una prima di chiunque altro, nel 2001, mandando in tilt i server dell'epoca

 

"...un'apparizione estemporanea non avrebbe senso, ci vorrebbe una grande idea - però se arrivasse un'idea forte, nuova, originale, chissà, potrebbe pensarci", butta lì Pani.
Ma adesso smettiamo di mettere insieme parole e andiamo ad ascoltare Mina che canta in questi suoi due nuovi dischi. Ne riferiremo.

 

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