USA, Guitar Center verso il fallimento

La storica catena di negozi americana, specializzata in chitarre e bassi fondata nel ‘59, ha depositato i documenti presso il tribunale fallimentare della Virginia
USA, Guitar Center verso il fallimento

Una storia lunga oltre mezzo secolo e un’indiscussa popolarità presso gli appassionati di chitarre e bassi non sono bastate a salvarsi dalla crisi che ha investito il settore musicale in seguito all’emergenza sanitaria globale: Guitar Center, storica catena americana di vendita al dettaglio di strumenti musicali, ha depositato presso il tribunale fallimentare della Virginia i documenti per andare in amministrazione controllata. A riferirlo è il New York Times, dopo le voci - riportate nei giorni scorsi anche dall’agenzia specializzata Bloomberg - relative a criticità ormai insanabili per l’azienda fondata nel 1959 da Wayne Mitchell.

La pandemia fa Covid-19 aveva costretto i vertici della società a chiudere - seppur temporaneamente - circa il 75% dei punti vendita fisici negli Stati Uniti: le prospettive ancora incerte riguardo l’andamento dell’epidemia oltreoceano ha costretto i vertici di Guitar Center a una misura drastica. Come comunicato in una nota ufficiale, la società “continuerà a rispettare i propri obblighi finanziari nei confronti di venditori, fornitori e dipendenti e intende effettuare i pagamenti per intero a queste parti senza interruzioni nel normale svolgimento dell'attività”.

“Questo è un passo importante e positivo nel processo avviato al fine di ridurre in modo significativo il nostro debito e migliorare la nostra capacità di reinvestire per sostenere una crescita a lungo termine", ha spiegato l’ad di Guitar Center: “Durante tutto questo procedimento, continueremo a servire i nostri clienti e ad adempiere alla nostra missione di mettere più musica nel mondo. Dato il forte livello di sostegno dei nostri istituti di credito e creditori, prevediamo di completare il processo entro la fine di quest'anno”. Secondo indiscrezioni di stampa l’azienda avrebbe raggiunto un accordo con i suoi creditori a sostegno di un piano che ridurrebbe i suoi circa 1,3 miliardi di dollari di debito a circa 800 milioni. Per aiutare a sostenere il procedimento fallimentare, Guitar Center si sarebbe assicurata nuovi finanziamenti da investitori che includono un fondo gestito dal suo attuale proprietario, la società di private equity Ares Management Corporation, oltre che da fondi gestiti dall'hedge fund Brigade Capital Management e dalla società di private equity Carlyle Group.

Vent’anni fa Guitar Center aveva acquisito per 50 milioni di dollari Musician’s Friend, una delle maggiori rivendite online di strumenti musicali operanti negli USA: successivamente, tra il 2005 e il 2007, l’azienda aveva incorporato anche la rivendita di didattica musicale Music & Arts, la catena di strumenti musicali texana Hermes e la società Dennis Bamber Inc, che raggruppava - tra le altre controllate - anche la Woodwind e Brasswind, società specializzata nelle vendite di strumenti bandistici. Sempre nel 2007 la società fu comprata dalla società di private equity Bain Capital per 1,9 miliardi di dollari. L'acquisizione, tuttavia, non risolse le criticità nei bilanci, che iniziarono a farsi via via più grandi in concomitanza con il boom della concorrenza online. Per ridurre il carico di passivo, parte del debito di Guitar Center fu convertito in azioni, rendendo Ares Management l'azionista di maggioranza nel 2014.

Nota anche per i clinic di alcuni dei virtuosi più illustri delle sei corte sul panorama mondiale, Guitar Center era popolare anche tra i batteristi, ai quali dal 1988 dedicava il “Drum-Off”, contest organizzato per cercare il miglior batterista dell’anno supportato nel corso delle diverse edizioni da giganti dei tamburi come Chad Smith, Questlove, Dave Lombardo, Taylor Hawkins e Carmine Appice.

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