L’energia luminosa dei Son Lux

Ryan Lott, Rafiq Bhatia e Ian Chang presentano una nuova anticipazione tratta dall’album “Tomorrows II” di prossima uscita.
L’energia luminosa dei Son Lux
Credits: Djeneba Aduayom

“Tomorrow will not wait / You’re out of time to tell yourself / What you need to hear / That you are not less / You don't deserve less”, canta Ryan Lott nel brano “Prophecy”, seconda anticipazione tratta dall’album di prossima uscita dei Son Lux, progetto del 41enne musicista statunitense. Il nuovo lavoro discografico del trio capitanato da Lott, e che attualmente conta in formazione anche Rafiq Bhatia e Ian Chang, si intitolerà “Tomorrows II” e arriverà sui mercati il prossimo 4 dicembre. Il disco, già anticipato lo scorso ottobre dal brano “Live Another Life”, è il seguito dell’album “Tomorrow I” uscito lo scorso 14 agosto ed è la seconda parte di un trittico che arriverà sui mercati in formato fisico con tutti e tre i volumi il prossimo anno.

Il singolo “Prophecy”, pubblicato il 18 novembre, propone quell'energia luminosa e quel ritmo cadenzato che da sempre contraddistinguono i brani dei Son Lux. Per il suo progetto Ryan Lott ha sempre guardato con rispetto alle produzioni di J Dilla (in particolar modo alle sue collaborazioni con D’Angelo come - per esempio - l’album “Voodoo” del 2000) tanto quanto ai lavori dei Radiohead e Thom Yorke, senza presunzione e senza imitarli però. L’eleganza dei Son Lux, infatti, sta nella loro voglia di sperimentare, mischiare generi come l’elettronica con il rock o il pop o il soul o l’hip hop, e dare forma, consapevolmente, a un mondo di suoni tutto loro.

La sfida personale di Ryan Lott

Dopo aver studiato composizione alla Jacobs School of Music della Indiana University, Ryan Lott - nato il 24 gennaio 1979 a Denver (Colorado) - ha dato il via alla propria carriera di compositore collaborando con compagnie di danza moderna o altri musicisti, sperimentando vari generi musicali. Dal desiderio e dal bisogno di dare forma a una propria dimensione sonora, Lott ha plasmato il suo personale progetto, Son Lux, visto inizialmente come un esperimento e una sfida creativa personale. Buttando fuori e articolando le proprie idee sonore liberamente, Ryan Lott ha lavorato per diversi anni al suo primo album che ha poi visto la luce l’11 marzo 2008. Il lavoro discografico di debutto del progetto personale di Lott, pubblicato a nome Son Lux, è “At War with Walls & Mazes”, un disco innovativo con brani che si basano sul piano, su campionamenti orchestrali ma che si costruiscono su suoni elettronici freddi. La sensibilità e la compostezza della voce di Ryan, unite alla sua fragile respirazione, sono disarmanti, anche quando in un pezzo come “Stand” ripete in loop una sola frase (“You stand between me and all my enemies”) - che è ciò che  in alcuni casi rende pulita ed elegante la sua scrittura.

La formazione del trio

Al debutto discografico di Ryan Lott come Son Lux hanno fatto seguito altri due album prima che il progetto venisse trasformato in una vero e proprio trio nel 2015 con l’uscita del disco “Bones”, quando il chitarrista Rafiq Bhatia e il batterista Ian Chang si sono uniti al musicista di Denver come componenti della sua band. Nella quarta prova sulla lunga distanza del progetto di Lott si ritrova la tendenza del compositore ad accumulare le sue influenze, tessendo idee e sonorità che trovano il loro principale punto di riferimento in Thom Yorke, a cui si aggiungono i suoni frenetici della sezione ritmica e il tocco di Bhatia. Tutti questi aspetti si ritrovano, per esempio, nella traccia “Flight”, in cui Ryan si chiede: “Are we now what we'll be? / Are we fixed or free?”.

Il domani dei Son Lux

Nel 2018 Ryan Lott - il quale nel corso della sua carriera ha collaborato con, tra gli altri, Lorde e Sufjan Stevens - Rafiq Bhatia e Ian Chang insieme hanno pubblicato l’album dei Son Lux “Brighter Wounds”, confermando ancora una volta la forza di questo progetto, che in ogni lavoro sembra apparentemente muoversi verso la prevedibilità ma riesce sempre a sorprendere l’ascoltatore con esplosioni strumentali, effetti vocali e l’uso di strumenti acustici insieme a sintetizzati, tastiere e drum machine. Per il disco i tre musicisti non hanno compiuto solo un viaggio introspettivo ma hanno tenuto un occhio fisso sul mondo, senza mai distogliere lo sguardo per fissare la propria visione sull’esterno anche nella loro più recente fatica discografica, “Tomorrows I”, uscito il 14 agosto 2020. Il disco è la prima parte di un trittico, “Tomorrows”, che sarà completato da “Tomorrows II”, in arrivo il 4 dicembre, e da un terzo capitolo. Questo lavoro, che in formato fisico con tutti e tre i volumi sarà pubblicato il prossimo anno, è il più ambizioso proposto finora da Ryan Lott, Rafiq Bhatia e Ian Chang. I tre artisti hanno sperimentato nuovi linguaggi musicali per dare forma alla trilogia, mettendosi in discussione e ricostruendo la propria identità per trovare un equilibrio tra emotività e costruzioni elettroniche. Il primo capitolo di “Tomorrows” ha rivelato la forza dei Son Lux nel singolo “Plans We Made” mentre i brani strumentali "Into Wind" e “Involution" hanno confermato la capacità del trio di unire il suono dei synth a momenti dal sapore orchestrale.

Di “Tomorrows II”, che includerà 10 brani, finora sono stati offerti solo tre assaggi: i singoli “Live Another Life” e “Prophecy”, e il brano strumentale “Molecules” (disponibile solo su Soundcloud a questo indirizzo). La prima anticipazione del secondo capitolo della trilogia dei Son Lux vede Ryan Lott interrogarsi sul tema delle relazioni e indagare sull’identità personale mentre le percussioni seguono come una scia la voce del compositore di Denver, sostenuta da un coro, e la musica del trio ricorda all’ascoltatore la necessità di mettersi in discussione.

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