Rolling Stones: la storia di "Out of time"

"Aftermath" ha compiuto 55 anni: lo ripercorriamo canzone per canzone
Rolling Stones: la storia di "Out of time"

L’interesse di Brian Jones per strumenti insoliti porta un tocco di novità negli arrangiamenti ma costringe Richards a raddoppiare gli sforzi, come ha spiegato Oldham: “Ci sorprendeva con la sua capacità di prendere uno strumento che fino a quel momento gli era ignoto e trovare quella gemma che caratterizzava registrazioni come 'Lady Jane', 'Out Of Time', 'Paint It Black' e molte altre. Mentre
Brian si dedicava a dulcimer, sitar, marimba, flauto dolce e altri strumenti, aveva smesso di suonare la chitarra, e Keith si ritrovava con un doppio lavoro: non solo doveva fare la sua parte ma anche quella di sostituto di Brian”.


"Out Of Time" è un esempio classico di questa situazione: Jones suona la marimba mentre Richards si occupa di tutte le parti di chitarra elettrica e acustica.


La combinazione comunque funziona bene e "Out Of Time" è uno dei pezzi migliori di "Aftermath", secondo Jagger. All’arrangiamento contribuiscono anche Ian Stewart all’organo e Jack Nitzsche al piano, e la canzone ha il potenziale per diventare un singolo, anche se il testo presta il fianco alle solite accuse di misoginia: il protagonista infatti scarica la fidanzata in modo abbastanza crudele.
Nel giro di qualche mese il pezzo diventa effettivamente un singolo di successo, non per gli Stones ma per Chris Farlowe, che lo porta al primo posto della classifica britannica.

Farlowe (vero nome John Henry Deighton) è un cantante ingaggiato dalla Immediate, etichetta fondata da Oldham. La sua versione di "Out Of Time" viene prodotta da Jagger e la base viene realizzata agli studi Pye di.
Londra fra il 27 e 30 aprile e il 6 maggio 1966. Il nuovo arrangiamento, curato dal pianista Art Greenslade, è più elaborato rispetto a quello degli Stones e prevede una parte di archi e cori femminili, oltre a una band che comprende il futuro leader dei Led Zeppelin Jimmy Page e Joe Moretti alle chitarre, Eric Ford alla batteria, Earl Guest al piano e Andy White, il turnista che ha suonato la
batteria nel primo singolo dei Beatles. Jagger registra una nuova parte vocale sulla base strumentale arrangiata da Greenslade, probabilmente per dare a Farlowe un’indicazione sul modo di cantare il brano. Sul singolo di Farlowe viene utilizzata esattamente la stessa base, e la versione cantata da Jagger resta negli archivi fino al 1975, quando viene pubblicata sulla compilation di provini e inediti intitolata "Metamorphosis" e uscita a nome dei Rolling Stones, anche se in parte dei pezzi Jagger è accompagnato da musicisti esterni al gruppo. Questa versione di "Out Of Time" viene anche pubblicata come singolo estratto dall’album, sia negli Stati Uniti che in Gran Bretagna (dove fa capolino in classifica, in quarantacinquesima posizione).


Nonostante il successo e la popolarità ottenuti della canzone, gli Stones non l’hanno più ripresa nei concerti dopo il 1966. Negli Stati Uniti, "Out Of Time" è stata esclusa da "Aftermath" e inserita successivamente nell’album "Flowers", una compilation di pezzi editi e non sul mercato americano. Rispetto alla versione pubblicata sull’edizione inglese di "Aftermath", quella americana è stata accorciata di oltre un minuto.

Paolo Giovanazzi

Il testo è tratto, per gentile concessione dell'autore e dell'editore, da "Il Libro Nero dei Rolling Stones", di Paolo Giovanazzi, pubblicato da Giunti, al quale rimandiamo per la storia di tutte le canzoni di tutti gli album dei Rolling Stones.


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