Boy George: "David Bowie si congratulò con me per avere vinto un talent"

L'ex frontman dei Culture Club impersonò Bowie in 'Stars in Their Eyes' nel 2001 e nel 2002.
Boy George: "David Bowie si congratulò con me per avere vinto un talent"

Boy George è stato ospite della rubrica dell'NME 'Does Rock'N'Roll Kill Braincells?' La cosa funziona che la rivista inglese intervista un artista facendogli delle domande sul passato, suo e di altri musicisti, così da verificare che questi abbiano mantenuto una buona memoria nonostante la loro turbolenta vita da rock o popstar che, come da titolo della rubrica, è notorio spesso fa a pugni con le cellule del cervello.

All'ex frontman dei Culture Club è stato chiesto se qualcuno dei colleghi che aveva coverizzato durante la sua carriera avesse mai avuto modo di dargli un'opinione sul lavoro da lui svolto. George allora ha rivelato che David Bowie una volta si è congratulato con lui: "Ho vinto 'Stars in Their Eyes' due volte come Bowie, un'altra cosa per la quale il mio manager mi disse: 'Chi cazzo ti ha detto di farlo?!' Di nuovo, sono stato pagato una fortuna. Quando cenai con Bowie nel 2005 a New York, mi disse, 'Ho sentito che hai vinto 'Stars in Their Eyes'?' L'ho guardato e gli ho risposto, 'No, non l'ho vinto una volta, l'ho vinto due volte', lui allora mi rispose: 'Bravo ragazzo, non mi sarei aspettato niente di meno!' La seconda volta che lo vinsi, la presi molto seriamente e lavorai con un vocal coach".

Tempo addietro Boy George ha raccontato della sua totale passione e devozione per David Bowie, il suo indiscusso idolo musicale: "Era il 1972 quando vidi per la prima volta David Bowie. Apparve all'Old Grey Whistle Test e pensai 'Ooh, fantastico!' La mia nonna irlandese che allora stava con noi, disse: 'È una grande checca! Gira!' Io ero un bambino che veniva su in periferia. Sapevo di essere gay e mi chiamavano sempre con dei nomi, ma all'improvviso c'era questa persona con cui mi identificavo al 100%. Sentivo che le sue canzoni mi parlavano. Penso che ognuno abbia una persona che ha su di lui un grande effetto, lui lo faceva a me. Sarebbe venuto nel sud di Londra a fare un concerto e ci volevo davvero andare. Mia nonna non voleva che ci andassi perché pensava che mi avrebbe corrotto, ma a mio padre è sempre piaciuto prendere in giro la nonna, quindi mi comprò un biglietto. Fu fantastico e diventai un fan sfegatato."

E continua ancora: "Andavo a sedermi fuori da casa sua a Beckenham, nel Kent, insieme agli altri fan. Una volta mio fratello Richard mi diede dei soldi per far sviluppare un rollino fotografico, ma io li usai per prendere l'autobus ed andare a casa di Bowie, non tornai a casa fino all'una di notte. Mi cacciai nei guai per questo. Penso che la mia voce sia molto influenzata da Bowie e faccio le sue canzoni nei miei concerti. Cerco di evitare di imitare la sua voce ma è difficile quando canti una canzone di Bowie non cadere nella trappola di fare quella voce. Ho incontrato Bowie per la prima volta nel 1996. Il mio amico Paul, che è un truccatore, aveva lavorato con David e mi procurò dei biglietti per vederlo a New York e lo incontrai. Era strano perché da ragazzino avevo passato tanti anni a cercare di avvicinarmi a lui e all'improvviso ero lì con lui. Era molto affascinante e sa che sono un fan. Conosco praticamente ogni testo che ha scritto. Dovrei avere un livello A in conoscenza di Bowie. Non sono mai diventato amico di Bowie. Ad essere sincero penso che potrei spaventarlo un po'! Ma mi piacerebbe lavorare con lui, scrivere una canzone con lui o per lui, oppure fare un duetto sarebbe fantastico".

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