Rockol Bubble alla MMW 2020: ‘La reale alternativa è phygital’, il resoconto. Video

Il panel ha ospitato gli interventi di Alex Petroni di i-Disc, il CFO di Universal Music Italia Daniele Demartini  e il CEO di Clockbeats Paolo Mantini per indagare sulle prospettive future relative ai formati dei supporti discografici.
Rockol Bubble alla MMW 2020: ‘La reale alternativa è phygital’, il resoconto. Video

Nel pomeriggio di oggi, venerdì 20 novembre, si è tenuto il quarto appuntamento previsto da Rockol Bubble, il format ideato da Rockol per l’edizione 2020 della Milano Music Week. All’incontro intitolato “La reale alternativa è phygital”, organizzato in collaborazione con i-Disc e moderato da Davide Poliani di Rockol, sono intervenuti Alex Petroni di i-Disc, il CFO di Universal Music Italia Daniele Demartini e il CEO di Clockbeats Paolo Mantini. Al panel, a differenza di quanto previsto, non ha potuto prendere parte il presidente dell’AFI Sergio Cerruti per motivi di salute.

L’incontro si è prefissato lo scopo di indagare sul phygital e sulle prospettive future relative ai formati dei supporti discografici, partendo dalla lettura dei dati di IFPI del 2019 - secondo i quali lo streaming occupa il 56.1% dei ricavi dell’industria discografica con un incremento, su base annua, del 22%; il CD nel 2019 occupava il 22% di porzione del mercato con un decremento, su base annua, del 5.3%. Stando ai dati FIMI, ovvero relativi all’industria musicale italiana, del terzo trimestre 2020 il CD è crollato del 40%, occupando solo il 10% delle quote di mercato, lasciando allo streaming il restante 80%. Dal 2022 l’industria cesserà la produzione del CD, formato che non è solo appannaggio del digitale: negli USA nel 2019 le vendite del vinile per la prima volta dal 1986 hanno superato quelle del compact disc - non in termini numerici ma di quote di mercato. Un fenomeno simile si sta osservando anche in Italia perché il vinile nel nostro Paese, nel corso dell’anno passato, è cresciuto del 7.3%. Potrebbe sembrare una contraddizione tra tendenze perché si sta facendo strada il concetto di phygital (unione dei termini inglesi physical e digital), che identifica un’esigenza sentita dalla fascia più giovane dei consumatori di musica - coloro che fanno parte della generazione dei millenials e delle successive - di superare la dicotomia tradizionale tra possesso del prodotto fisico e accesso a un catalogo digitale perché c’è bisogno di qualcosa di più del semplice acquisto, c’è bisogno di soddisfare il bisogno dell’emozione.

Introducendo e spiegando la soluzione rappresentata dal sistema i-Disc, Alex Petroni ha raccontato: “Con i-Disc ci siamo informati con precisione su questo fenomeno e sulle persone della generazione Z, i cosiddetti nativi digitali, che stanno scoprendo il fisico: comprano online i giochi, i film, ma vogliono anche la custodia”. Ha aggiunto: “C’è un bisogno di fisicità, c’è bisogno di manipolare un oggetto da avere, da possedere e da collezionare. Ci siamo chiesti come poteva essere questo declinato nella musica”. Ha poi spiegato: “C’è un bisogno di fisicità, noi ci siamo interrogati e molti brand si stanno interrogando e vogliono offrire un offerta phygital, quindi fisica ma con la praticità del digitale. Dopo una serie di ragionamenti, confrontandoci con tutti gli operatori del settore musicale, e da questa riflessione è nata una soluzione possibile che con il tempo è diventata concreta”. Ha continuato: “i-Disc è esattamente quell’esperienza phygital declinata nella musica: offriamo all’appassionato di musica, in particolare al fan e al collezionista, un’esperienza fisica - un prodotto bello, da toccare, sfogliare e guardare - ma con la praticità del digitale, quindi dell’ascolto con uno smartphone, soprattutto con una qualità audio migliore degli MP3 o di altri file audio”. Qual è la vera novità dell’i-Disc? Alex Petroni ha detto: “La vera innovazione è l’interazione: quello che non è mai esistito con un prodotto musicale. Ed è un qualcosa che non si può più negare, soprattutto a quelli della generazione Z - i nativi digitali - quindi la possibilità per la prima volta di interagire con un prodotto musicale. L’utente potrà interagire con i contenuti che l’artista potrà mettere su una piattaforma dedicata e specifica, e man mano che interagisce - commentando, andando a eventi dell’artista o acquistando merchandising o attraverso altre operazione - acquisirà un punteggio che lo avvicinerà sempre di più all’artista in termini di contenuti speciali, inediti ed esclusivi”. I vantaggi delle interazioni possibili grazie all’i-Disc possono essere - ha spiegato Petroni - “sconti sul merchandising, notizie in anteprima, possibilità di partecipare a eventi particolari o al soundcheck di un artista. Un’altra cosa, visto che siamo in tempi di pandemia, è la possibilità per gli artisti di esibire dal vivo con un compenso, potendo magari essere pagati da uno sponsor”. Proprio per questo, ha sottolineato Alex Petroni prima di mostrare il formato del prodotto che sarà simile a quello di un 45 giri e l’esempio di come apparirà la piattaforma digitale, l’i-Disc è un prodotto che “rimane vivo, pulsante. Non è solo qualcosa da collezionare e tenere sullo scaffale. È un prodotto con il quale interagire, che cambia in continuazione e che vive grazie all’esperienza dell’artista e dell’interazione dei fan”.

Il CFO di Universal Music Italia Daniele Demartini è poi intervenuto per spiegare che sul mercato c’è “spazio per i prodotti di nicchia”, come l’i-Disc. Ha aggiunto: “È il consumatore che guida il mercato. Siamo in una fase di sviluppo del business musicale dove facciamo molta più fatica rispetto a 20/25 anni fa a inserire quello che vogliamo noi in quanto discografici sul mercato”. Ha poi detto: “Adesso è un momento dove il consumatore guida quello che occorre produrre. Dobbiamo assolutamente investire nella musica che vogliono i più giovani e dobbiamo, anche,  investire anche in prodotti, in formati e in catalogo -soprattutto - che ci chiede, invece, un pubblico più adulto”. Ha continuato: “È un mercato che è ancora in crescita, che ha degli spazi. Questi spazi, dal punto di vista del prodotto fisico, possono essere occupati da prodotti molto più smart come diceva prima Alex, più interattivi e interessanti. Questo è sicuramente ciò che richiede il pubblico in questo momento. Universal sta investendo soprattutto nella canalizzazione di queste vendite, soprattutto con il D2C. Ovviamente ci sono le piattaforme di vendita di prodotto fisico dove ci sono possibilità di acquistare i prodotti in via continuativa e immediata. La questione del D2C è un ambito dove tutte le major discografiche stanno investendo. Si crede che prodotti più smart e più appetibili dal punto di vista fisico, siano veicolabili in modo altrettando vendibile in termini di velocità su queste piattaforme che noi abbiamo rilanciato in Italia da qualche tempo”.

Il CEO di Clockbeats Paolo Mantini, che anche un musicista, offrendo il proprio punto di vista su quali potenzialità può offrire un prodotto come l’i-Disc ha detto: “Come amministratore di Clockbeats, partirei dal problema derivante dalla quantità di musica che viene messa online ogni giorno. Darei più che altro un’occhiata al mercato indipendente e alla difficoltà di farsi ascoltare. Come azienda riceviamo ogni giorno molte richieste su come ci si può promuovere. La prima domanda e discussione e vorrei intraprendere con Alex sicuramente sarà quella di capire come l’utente indipendente, quindi in questo caso parlando anche da musicista, possa farsi ascoltare in modo da non fomentare di nuovo il mercato dei soliti artisti ma di dare importanza a tutte le persone che stanno facendo musica. Soprattutto in un momento in cui si può fare musica con pochissimi soldi e pochissime strumentazione e purtroppo anche con poca esperienza”. Ha aggiunto: “I-Disc l’ho conosciuto un anno fa, e in questo prodotto vedo grandi potenzialità anche per questo argomento perché sicuramente attraverso la possibilità di trasmettere sia un’esperienza fisica che digitale l’utente singolo avrà sicuramente più possibilità di farsi conoscere”.

Alex Petroni, rispondendo alla questione sollevata da Paolo Mantini ha fatto sapere: “Assolutamente i-Disc è alla portata degli artisti indipendenti. Per due ragioni precise: la prima è l’enorme fiducia che si tornerà a suonare dal vivo e i-Disc potrà essere un elemento da vendere ai concerti, come si faceva prima con il compact disc ma con un’incredibile serie i opportunità in più perché permette al fan di entrare in contatto con l’artista. Secondo l’artista può guadagnare di più e terza cosa c’è effettivamente un mercato dei concerti in streaming”.

La promozione di i-Disc incomincerà da lunedì prossimo, 23 novembre, quando verrà aperto il sito web e i canali social su cui saranno disponibili tutti i dettagli relativi al prodotto. Come spiegato da Petroni l’i-Disc avrà un costo pari a quello di un’edizione speciale di un compact disc, essendo un prodotto diretto agli appassionati, ai collezionisti e ai fan, ma proporrà molti contenuti in più di un CD.

Daniele Demartini, in merito agli artisti legacy e su come si coniuga con loro i-Disc, ha evidenziato le potenzialità del prodotto e ha detto: “Vedo la potenzialità dell’i-Disc di andare a raccogliere in modo ordinato, dal punto di vista cronologico e artistico, tutta la produzione musicale”. Ha aggiunto: “Con un artista che ha un catalogo sostanzioso sentiamo la necessità di andare a raggruppare tutto quanto. Su questo, secondo me, l’i-Disc può avere delle potenzialità perché potrebbe raccogliere sia la parte più visual e tangibile sul prodotto di un artista che uno segue, andando a contenere tutto il catalogo o buona parte del catalogo che un artista ha prodotto fino a questo punto della sua carriera”.

A proposito della qualità della fruizione musicale, Paolo Mantini ha detto che “la qualità è un aspetto primario in i-Disc”. Ha aggiunto: “Sicuramente una delle vie su cui spingerò di più sarà andare verso la via della qualità, ma soprattutto dell’audio in 3D. Sicuramente la qualità è un aspetto essenziale ma non solo perché porta l’artista e il musicista ad avere più dimensioni e quindi più idee, quindi i generi si possono intersecare più facilmente e quindi finalmente nasceranno anche nuovi generi e nuovi mood”. Concentrandosi sul fatto che sarà un prodotto dall’ampia capienza, Mantini ha spiegato: “Essendo un dispositivo, con capienza ampia, oltre al file audio ci saranno altri formati tra cui il video, si potranno vedere contenuti esclusivi, collegando altri fattori come l’emotività”.

Oltre a spiegare che la dashboard dell’i-Disc sarà gestita direttamente dall’artista, decidendo quali contenuti inediti ed esclusivi mettere a disposizione, Alex Petroni ha sottolineato: “i-Disc ha l’intenzione di riportare l’artista al centro della sua musica, non solo Vasco Rossi o altri artisti minori di Vaso, ma quelli che sono a casa e registrano e fanno quei pochi concerti che ovviamente devono continuare a usare le loro piattaforme per promuoversi”. Ha detto poi: “i-Disc è alla portata di tutti perché si occupa della realizzazione, farà a 50% della rendita della vendita, al netto delle spese, quindi nella maggiore giustizia possibile per consentire anche agli artisti emergenti di fare la propria musica, immetterla in un prodotto di qualità, che può essere venduta durante le loro esibizioni, da cui loro possono attingere delle economie”.

“Il lancio di i-Disc è previsto per i prossimi mesi”, ha concluso Alex Petroni: “Per i prossimi mesi intendo la fine di quest’anno o la fine del prossimo anno. Dipende tutto, indovinate un po’, dalla pandemia che blocca alcuni meccanismi. Ma ci stiamo lavorando tantissimo”.

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