Mario Lavezzi: Flora Fauna Cemento e... Lucio Battisti

La storia del gruppo, nel giorno della ristampa del primo album su etichetta Numero Uno
Mario Lavezzi: Flora Fauna Cemento e... Lucio Battisti

Torna nei negozi oggi, venerdì 20 novembre, l’eponimo album di debutto dei Flora Fauna Cemento, una delle prime band capitanate da Mario Lavezzi, autore, produttore e cantautore che ha attraversato da protagonista cinquant’anni di canzone italiana. Gruppo “nato in un periodo di spensieratezza, epoca hippy, figli dei fiori”, prima della svolta che Lavezzi sancì con la fondazione dei Il Volo, i Flora Fauna Cemento sono stati uno dei nomi di punta, a inizio anni Settanta, della Numero Uno, la celebre etichetta fondata da Mogol e da suo padre Mariano Rapetti - oggi rilanciata dalla Sony, proprietaria del marchio e del relativo catalogo - che, grazie al coinvolgimento di Lucio Battisti, divenne una delle più celebrate scuderie nel panorama dell’epoca. In occasione della ristampa di “Flora Fauna Cemento” - erroneamente identificato con il titolo "Rock" (anche la stessa Sony commette questo sbaglio) - Rockol ha chiesto a Lavezzi di ricordare la genesi del lavoro, e l’atmosfera che si respirava in uno dei periodi più vivaci e fecondi che la scena musicale italiana abbia mai attraversato.

Come è nata la formazione che poi ha registrato “Flora Fauna Cemento”?

All’inizio eravamo io, Bruno Longhi e Sergio Poggio. La Coca Cola chiese alla Numero Uno, che all’epoca era percepita come etichetta “giovane”, di registrare per una pubblicità una cover di “Superstar”, dalla colonna sonora del musical di Andrew Lloyd Webber “Jesus Christ Superstar”. Il testo in italiano venne scritto da Herbert Pagani, grandissimo autore, e venne registrata in prima battuta dalla PFM con alla voce Alessandro Colombini, che all’epoca era il direttore artistico della Numero Uno. Poi noi la "visualizzammo" per il video della Coca Cola. Ai tempi io ero già legato alla Numero Uno da un contratto da autore: avevo questo trio, con una formazione per così dire classica, ispirata a quelle dei Cream e della Jimi Hendrix Experience, ma Battisti era perplesso. Voleva che formassi un gruppo “vero”, dove ci fossero anche delle ragazze, così coinvolsi Barbara Michelin e Babelle Douglas, quest’ultima moglie di Victor Sogliani dell'Equipe 84: a Babelle si alternarono poi Mara Cubeddu (poi anche nei Daniel Sentacruz Ensemble) e Manuela Mantegazza.



Sull'altro lato del 45 giri c'era un'altra cover, "Il ponte", versione italiana con testo di Alessandro Colombini di "Bridge over troubled water" di Simon & Garfunkel.



Con Sergio Poggi alla batteria e Bruno Longhi e Damiano Dattoli al basso registrammo, rispettivamente nel 1971 e nel 1972, il secondo e il terzo singolo, “Un papavero” e “Mondo blu”, due canzoni di Lucio Battisti e Mogol.





Il 23 settembre 1971 avete partecipato a “Tutti Insieme”, uno speciale di Rai Due che fu un esperimento televisivo: artisti della Numero Uno e un paio di ospiti stranieri (Lally Stott e John Kongos) tutti dal vivo, senza presentatore, con collaborazioni incrociate [i dettagli in coda all'articolo]. Anche voi eravate presenti e avete cantato "Mondo blu". Che ricordo hai?

E’ stata una bellissima esperienza. Non credo che un’aggregazione creativa di quel tipo si sia più verificata: c’è stato uno scambio di energie fantastico. Oggi dove si verificano cose del genere? Ai Music Awards? Lì ognuno va per essere protagonista. Ai tempi, invece, la voglia di collaborare era reale, a qualsiasi livello: con quello spirito finii per fare i cori in “Il mio canto libero”.

Che origine ha avuto la collaborazione con Bruno Longhi, che è il coautore di quattro canzoni del vostro primo album, e poi sarebbe diventato telecronista sportivo?

Bruno era con me nei Trappers, un gruppo formato da compagni di scuola nato sulle panchine di Piazza Napoli, a Milano: eravamo dei ragazzi del Giambellino che provavano nelle sale dell’oratorio di via Tito Vignoli e suonavano per i propri coetanei per i matinée danzanti nelle sale da ballo. Longhi fu fondamentale per i Trappers, perché era in grado di trascrivere i testi dei Beatles in inglese corretto, permettendoci così di essere uno dei pochissimi gruppi italiani a cantare le canzoni dei Fab Four con i testi giusti, e non in inglese maccheronico.



Che ricordi hai delle session dell’album?

All’epoca non avevo la consapevolezza di cosa volesse dire fare un disco: quella arrivò più tardi, coi Il Volo. “Flora Fauna Cemento” fu registrato così, per divertirsi. Solo coi Il Volo, invece, abbiamo iniziato a sviluppare tutti insieme le canzoni, in studio.

La copertina del disco realizzata da Cesare Monti, il grafico storico della Numero Uno, che è l'immagine di questo articolo, secondo te riflette lo spirito del disco? Ti piace?

Sì, mi piace, perché rappresenta bene l’abbondanza di elementi messi insieme, senza un ordine preciso. Monti era solito ascoltare i dischi, prima di crearne la copertina. Oggi non sempre succede: io non faccio così, ma so che tanti si rivolgono ai grafici solo per aver delle copertine in grado di attirare l’attenzione del pubblico, a prescindere dal contenuto dell’album.

Perché nell'album non ci sono canzoni scritte da Mogol e Battisti?

Diciamo... per un errore: io nel disco avrei messo anche “Un papavero” e “Mondo blu”, ma l’idea, nel pubblicare l’album, era di andare oltre e superare quella fase, quindi non successe. Tuttavia mi sarebbe sembrato doveroso: Lucio e Mogol avevano scritto quelle due canzoni, che erano stati dei grandi successi, e che quindi avevano pieno diritto di finire nel disco. Il singolo tratto da quell'album fu "La nostra piccola canzone".



Sarebbe stato possibile inserire i primi due singoli nella ristampa del 2020?

Io l’avrei fatto, certo: le avrei messe come bonus track oltre alle canzoni presenti nella scaletta originale [riportata in chiusura di articolo]. Paolo Maiorino [responsabile del catalogo di Sony Music Italia, etichetta che detiene i diritti su tutte le registrazioni della Numero Uno] mi aveva accennato già prima dell’estate alla ripubblicazione dell’album, poi però la conferma della ristampa l’ho avuta circa un mese fa. Penso, però, che nella prossima edizione i brani verranno inseriti.

Quindi eri al corrente, della riedizione?

Sì, lo sono venuto a sapere da Maiorino, che mi spiegò come l’operazione sarebbe stata da inquadrare nel rilancio della Numero Uno. Mi ha fatto piacere, anche - non lo nascondo - dal punto di vista del ritorno economico: gli album ormai vendono poco, ma ormai si vive di streaming.

Come si è verificato il breve passaggio di Gianna Nannini nei Flora Fauna Cemento, nel 1974?

All’epoca non era ancora una femminista militante, era una ragazza che voleva uscire dal contesto provinciale di Siena dove era cresciuta. Lei arrivò subito dopo la mia uscita dal gruppo, nel 1974, e registrò solo un singolo, “Stereotipati noi”. Quel periodo ce lo ricordiamo bene entrambi, ci siamo visti spesso negli uffici della Numero Uno. Lei, pur giovanissima, era già una rocker, una ribelle.



Dopo il primo album hai lasciato il gruppo; ma è vero che ne sei rimasto il produttore, per il secondo (e ultimo) album "Disamore", uscito per la CBS nel 1975?

No, definirmi produttore è esagerato, però ho dato qualche consiglio. Subito dopo l’uscita dai Flora Fauna Cemento formai Il Volo, conobbi Loredana Berté e ci fidanzammo: dopo il successo di “Sei bellissima” io produssi il suo secondo album, “Normale o super”, nel quale suonarono praticamente tutti i componenti dei Il Volo, tranne Alberto Radius. Ero troppo impegnato su altri fronti per fare loro da produttore...


Flora Fauna Cemento, il primo album: la tracklist

La nostra piccola canzone
(Lavezzi, Mogol)
Come bambini
(Longhi, Lavezzi)
Morena
(Lauzi, Longhi)
Magia nera
(Lavezzi, Mogol)
Forse domani
(Lavezzi, Mogol)
Libertà nell'amore
(Salerno, Lavezzi, Mogol)
Maria Teresa Rigamonti
(Longhi, Mogol)
È l'ora
(Longhi, Lavezzi)

* "Tutti Insieme", con la regia di Francesco Dama, andò in onda sulla Rete Due registrato il 31 luglio 1971 e trasmesso il 23 settembre 1971 sul Secondo canale RAI. Ecco la scaletta, tratta dal sito luciobattisti.info

Tutti insieme: "Let the Sunshine In"
Dik Dik: "Vendo casa"
Flora Fauna Cemento: "Un papavero"
John Kongos: "He’s Gonna Step On You Again"
Premiata Forneria Marconi: "La carrozza di Hans"
Lucio Battisti: "…e penso a te"
Lally Stott: "Jakaranda"
Mia Martini: "Padre davvero"
Adriano Pappalardo: "Una donna"
Lucio Battisti, Franz Di Cioccio, Sergio Poggi, Tony Cicco e Sergio Panno: assolo con cinque batterie
Bruno Lauzi: "Amore caro, amore bello"
Formula 3: "Eppur mi sono scordato di te"
Lucio Battisti: "Pensieri e parole"
Tutti insieme: "Proud Mary"

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