Un session man di nome Duane Allman

Lo sfortunato chitarrista ha molto suonato anche al di fuori della sua Allman Brothers Band.
Un session man di nome Duane Allman

Duane Allman non è riuscito ad entrare nel club dei 27, purtroppo la sua corsa si è arrestata un paio di anni prima di quel nefasto traguardo che per il rock sta a significare morte. Aveva infatti ancora da compiere 25 anni il 29 ottobre 1971, quando perse la vita in un incidente stradale a cavalcioni della sua motocicletta a Macon (Georgia). Duane era nato il 20 novembre 1946, è stato il chitarrista della Allman Brothers Band, formazione che aveva fondato con il fratello Gregg, ed è ritenuto, a tutt'oggi, uno dei chitarristi rock migliori di ogni tempo, fornito di tecnica e fantasia in egual maniera.

A ricordare Skydog, questo il suo soprannome, un paio di anni dopo la sua morte, nel 1973, pensarono i Lynyrd Skynyrd, band ‘sudista’, come gli Allman Brothers, dedicandogli nel loro primo album, "(Pronounced 'Leh-'nérd 'Skin-'nérd)", la celeberrima “Freebird”. Al momento della morte Duane stava lavorando all’album “Eat a Peach”, titolo che rimanda a una sua frase: Non si può aiutare la rivoluzione, perché esiste solo l'evoluzione... Ogni volta che sono in Georgia, mangio una pesca per la pace”.

Prima che Duane Allman diventasse un eroe della chitarra con la sua Allman Brothers Band, era un eccezionale chitarrista che metteva la sua sei corde al servizio di quanti ne avessero bisogno in studio di registrazione. E anche una volta formatisi gli Allman Brothers, Duane continuò a registrare con altri artisti, in particolare con i Derek and the Dominos di Eric Clapton.

La più celebre tra le collaborazioni di Duane Allman fu quella per "Layla", title track dell'unico album in studio dei Derek and the Dominos pubblicato nel 1970. Quel brano possiede uno dei più grandi riff di chitarra mai registrati. Ma sono gli assoli, come fosse una sfida a duello, tra Eric Clapton e Allman ad essere indimenticabili. Con la parte finale a carico di Duane.

Duane Allman suonò la sua slide guitar praticamente in ogni brano – tranne tre – di "Layla and Other Assorted Love Songs". Oltre a "Layla", è quanto meno degno di grande nota il suo lavoro sulla cover di Jimi Hendrix "Little Wing" e su "Why Does Love Got to Be So Sad?". Due brani che hanno fatto, fanno e faranno impazzire tutti gli amanti della chitarra rock.

Un'altra collaborazione di Duane Allman che ha fatto storia è quella per la cover di "Hey Jude" dei Beatles di Wilson Pickett. Fu proprio Allman a suggerire a Pickett di registrare, con il suo aiuto, una versione di "Hey Jude", canzone che i Beatles avevano pubblicato solo da qualche mese. All'inizio la proposta non venne presa sul serio da Pickett, ma poi, fortunatamente per entrambi, cambiò idea. I Beatles pubblicarono “Hey Jude” come singolo il 26 agosto 1968, la cover di Wilson Pickett uscì nel febbraio 1969.

Altra indimenticabile collaborazione è quella di Duane Allman con la 'regina del soul' Aretha Franklin sulla cover del classico della Band "The Weight" che si apre proprio con il suono della chitarra. Il brano scritto da Robbie Robertson venne pubblicato dalla Band nell'album d'esordio del 1968 "Music from Big Pink", la versione di Aretha Franklin è inclusa nel disco "This Girl's in Love With You" del 1970. Il chitarrista oltre a "The Weight" suona anche in "It Ain't Fair".

Nel maggio del 1969 per il suo secondo eponimo album solista il chitarrista Boz Scaggs, già membro della Steve Miller Band, si avvalse dei servigi di Duane Allman. Il blues di "Loan me a Dime" è tra i brani più gustosi dell'intero album registrato ai celeberrimi Muscle Shoals Sound Recorders di Muscle Shaols (Alabama).

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!
Scheda artista Tour&Concerti Testi
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.