Dario Franceschini: 'Investimenti su cultura strategici per il futuro'

Il Ministro dei Beni Culturali: 'L'industria culturale è una parte essenziale del nostro pil'
Dario Franceschini: 'Investimenti su cultura strategici per il futuro'

Il Ministro dei Beni Culturali è intervenuto nella mattina di oggi, lunedì 16 novembre, all'apertura istituzionale dei lavori per l'edizione 2020 della Milano Music Week. "Gli investimenti in cultura sono una voce essenziale per il nostro Paese, non solo per il nostro passato ma perché l'industria culturale è una parte essenziale del proprio P.I.L., e che rende unici i nostri prodotti manufatturieri nel mondo", ha spiegato Franceschini: "Le nostre città senza cinema e musica sono città più tristi: le scelte strategiche del futuro avranno al centro gli investimenti sulla cultura".

"La pandemia da Covid-19 ha avuto ovviamente un impatto significativo sull’industria musicale globale. Alcuni settori – come la musica dal vivo – sono stati colpiti molto duramente. Ciò che è stato incoraggiante vedere è come la comunità si sia unita per supportarsi a vicenda e raccogliere fondi per risorse e assistenza dove più necessarie", ha dichiarato Frances Moore, ceo di IFPI, l'associazione di categoria internazionale dell'industria discografica, anche lei presente all'incontro: "Nonostante la situazione attuale, rimango ottimista sullo stato dell’industria musicale globale. Nell’Aprile di quest’anno abbiamo annunciato una crescita globale pari all’8.2% di un settore che oggi è prevalentemente digitale e dove la maggior parte della crescita proviene dallo streaming: l’Italia stessa ha registrato una crescita simile. Il Covid-19 ha avuto un impatto importante, ma l’industria sta lavorando sodo, investendo in persone e infrastrutture per ripartire quando il momento sarà opportuno. Sappiamo quanto sia preziosa la musica nelle nostre vite – è lì sia nei momenti positivi che in quelli negativi ed è fondamentale per il nostro benessere. Inoltre, fornisce un enorme contributo alla nostra economia. Durante un panel di questa settimana, condotto da Xenia Manning, Global Director of Trade di IFPI, si parlerà del nuovo report di Oxford Economics che quantifica l’impatto economico del settore musicale in Europa. I numeri sono impressionanti: la musica contribuisce per 81.9 miliardi di euro nell’economia europea e sostiene 2 milioni di posti di lavoro. Sarà una discussione affascinante e un ulteriore reminder di quanto la musica sia importante per l’Europa".

"L'intervento pubblico in questa fase dell'emergenza è determinante", ha dichiarato il presidente di NUOVOIMAIE Andrea Micciché, anche lui tra i relatori: "Le azioni del governo potrebbero essere di due tipi: sul mercato e normativo. Il primo deve essere urgente, di aiuto all'industria, agli autori e artisti, che stanno soffrendo, ma in modo che diventi un intervento strutturale: abbiamo una grande occasione di procedere a investimenti importanti per consentire a chi opera di scommettere su digitale e internazionalizzazione di prodotto. Il secondo, di tipo normativo: va allargata la gamma dei diritti e rafforzati gli strumenti di tutela, sia per gli autori che per gli enti intermediari".

Sempre per rimanere in tema di collecting, Paolo Franchini - vipresidente della commissione di vigilanza di SIAE - ha osservato: "La chiusura della cultura è stata uno tsunami devastante per il nostro settore: il mondo della musica è sempre stato marginalizzato. SIAE ha stanziato 110 milioni di euro in sussidi per far fronte all'emergenza, ma da soli non bastano: bisogna cogliere l'opportunità di uscire da questa crisi con la consapevolezza che il diritto d'autore sia un diritto al lavoro, il nostro settore richiede professionalità complesse ma non ancora riconosciute. Dobbiamo cogliere questa occasione: la musica ha un grandissimo margine di crescita, ha bisogno solo di essere sostenuta in modo adeguato".

Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustra Cultura Italia, ha dichiarato: "Questo settore è un'industria, e come tale deve essere trattato: ci piacerebbe che venga considerato anche dal ministero dei beni culturali come un'industria, e che all'interno di questo ministero venga creata una direzione apposita. Come Confindustria Cultura stiamo cercando di portare avanti una proposta di legge di settore affinché ogni comparto - dalla musica al cinema - abbia un riferimento legislativo. Auspichiamo la creazione di un fondo di investimento che faccia crescere il settore, magari favorendo le fusioni tra imprese, gli investimenti nel capitale delle imprese stesse e nella crescita del settore tecnologico. Perché quello della musica ha una grande potenzialità di crescita".

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