Gazzelle: "Dove ca**o stanno questi puristi?"

Il cantautore romano torna con due nuovi singoli. Dopo "Destri", anticipano l'album che dovrebbe arrivare all'inizio del 2021. Ne parla in anteprima in questa videointervista.
Gazzelle: "Dove ca**o stanno questi puristi?"
Credits: Sara Pellegrino

Alla fine, il fenomeno introverso - l'etichetta che scelse per farsi conoscere all'inizio della sua carriera, ai tempi del disco d'esordio "Superbattito": era il 2017 - si è riscoperto un Kurt Cobain de noantri: "Con le nuove canzoni ho recuperato i Nirvana: volevo fare qualcosa che fosse orientato verso una sorta di grunge, ma in chiave moderna. La nostalgia non mi piace. In questi pezzi che sono usciti e negli altri che usciranno ho cercato di tornare alle origini di quel suono, tra chitarre e atmosfere cupe", dice Gazzelle, che dopo "Destri" torna questa settimana non con una ma con ben due canzoni, "Lacri-ma" (pubblicata a sorpresa martedì) e "Scusa" (da oggi sulle piattaforme). Dopo aver scomodato il "Punk" e il "Post punk" - così si intitolavano gli ultimi suoi dischi, influenzati, figuratevi, più che dai Sex Pistols, dai Ramones e dai Clash, dal britpop Anni '90 e i suoi derivati - stavolta il 30enne cantautore romano tira in ballo la band di "Smells like teen spirit", che ha pure omaggiato nel video di "Destri". Non sarà mica rischioso citare riferimenti del genere, spesso considerati - soprattutto dai puristi - intoccabili, soprattutto se a farlo è un cantautore di nuova generazione che fondamentalmente scrive ballate d'amore? "Non me ne frega un cazzo dei puristi. Chi cazzo sono? Dove stanno? Non me ne frega niente in generale delle etichette". Gioca a fare l'antipatico, ma si fa volere bene. "Lacri-ma" e "Scusa" sono altre due anticipazioni del nuovo album di Gazzelle (vero nome Flavio Pardini), che non ha ancora né un titolo né una data d'uscita. Se tutto va bene dovrebbe arrivare all'inizio del 2021. Dipenderà anche dall'evolversi dell'emergenza epidemiologica: "Il disco è pronto al 90%. Si tratta di definire gli ultimi dettagli. Il fatto è che io concepisco gli album in funzione dei live. E se non sarà possibile tornare a suonare...", anticipa il cantautore a Rockol nell'intervista che trovate qui sotto.

Gazzelle ha iniziato a farsi largo nella nuova scena cantautorale italiana, quella del giro indie pop, tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017 con canzoni come "Quella te", "Nmrpm", "Zucchero filato", "Sayonara" e "Nero", influenzate dai suoni e dalle atmosfere delle produzioni de I Cani e di Calcutta, che in quel momento stava raccogliendo i consensi di "Mainstream", l'album simbolo del circuito.

A distanza di tre anni e alla vigilia del terzo album in studio, Flavio ci tiene a rivendicare di essersi ormai svincolato dagli stilemi del genere: "Mi intrufolai nella scena nel modo più rapido possibile. Poi il mio estro si è imposto su tutto il resto. Quello che faccio io, lo faccio solo io. Il cantautorato pop italiano in questo periodo è variegato. Ma quelli bravi si contano sulle dita di una mano". E tu sei tra questi? "Beh, sì".

Dall'archivio di Rockol - Concerto del Primo Maggio 2018 a Roma, Gazzelle: la videointervista
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