Genesis, "A trick of the tail" - la storia dell'album

Il settimo album in studio dei Genesis, il primo senza Peter Gabriel, è uscito il 13 febbraio del 1976, 45 anni fa. Lo abbiamo ripercorso nei giorni scorsi canzone per canzone, oggi presentiamo l'album.
Genesis, "A trick of the tail" - la storia dell'album

Banks: “Dopo il 'Lamb tour' ci prendemmo un paio di mesi di pausa. Quindi ci riunimmo per iniziare a lavorare, anche se per qualche giorno senza Steve, che stava finendo il suo album solistico. Un paio di canzoni arrivarono subito. Ricordo in particolar modo il feeling mentre scrivevamo la prima parte di 'Dance On A Volcano': avvertimmo qualcosa di molto forte, quasi di magico”.
Già: nonostante la partenza di un musicista del livello di Peter Gabriel, sul piano dell’intesa musicale nulla è cambiato.

Anzi, la mancanza di un vocalist titolare, almeno inizialmente, sembra incoraggiare l’ulteriore sviluppo delle capacità strumentali di ciascuno.
Rutherford: “Abbiamo sempre lavorato tutti alla scrittura delle canzoni e, da quel punto di vista, ognuno è importante allo stesso modo. Anche Peter, quindi, era solo un quinto del team compositivo. Chiaro però che, quando qualcuno lascia, si cerca di coprire la sua area: lui forniva molti elementi umoristici e quindi tutti noi abbiamo fatto uno sforzo in quella direzione”.


Quando però in agosto Gabriel ufficializza la fuoriuscita, i media si tuffano a pesce sul clamoroso divorzio e preannunciano la prematura fine del gruppo, non potendo dar credito a una band privata del suo elemento di maggior spicco. Per quanto il quartetto sia tranquillo, resta pur sempre il grande rebus su chi dovrà occuparsi delle parti cantate.
Collins: “Mettemmo un annuncio anonimo su un giornale e arrivò una montagna di nastri di aspiranti cantanti, vagliati dal nostro ufficio, mentre noi ne sentimmo personalmente circa 50.

Trovammo un tizio chiamato Mick Stickland, che portammo in studio. Era bravo ma nervoso e la canzone che gli chiedemmo di cantare, 'Squonk', non era nella tonalità giusta per lui”.
A quel punto è già in piedi l’ipotesi che un paio di canzoni possa cantarle Phil. Ma, visti i risultati insoddisfacenti delle audizioni, il batterista finisce col registrare un pezzo dopo l’altro, fin quando l’album è praticamente completo.
Per meglio rimarcare il cambio di passo, per la prima volta nei crediti vengono indicati i veri autori delle canzoni. 
Rutherford: “Se anche nei dischi precedenti tutti avessero potuto leggere chi ha scritto cosa, avrebbero appreso che gran parte della composizione era nostra e non di Peter. E forse, quando lui ha lasciato, non ciavrebbero considerati finiti”.


E così, in barba allo scetticismo della stampa musicale, il primo disco dei Genesis senza Gabriel si rivela un successo incredibile: arriva al terzo posto in classifica inglese ed entra persino nella Top 40 americana, fermandosi al n. 31. Un successo certo agevolato dalla struttura del disco: dopo il complicato "The Lamb", il nuovo album è infatti un ritorno alla formula canzone, per quanto molto elaborata.
Certo, non si può nascondere un leggero ripiegamento verso atmosfere che l’ultimo lavoro con Gabriel sembrava aver rottamato, come il ritorno delle 12 corde acustiche e l’incremento del mellotron, ma soprattutto una forte componente melodica, quella dolcezza tipica di tanta musica dei Genesis. Insomma è come se il gruppo, nell’affrontare una prova così dura e tanto più nelle aspettative di pubblico e critica, senta il bisogno di tornare ad atmosfere più confortevoli. E tuttavia i quattro appaiono in splendida forma, con una svolta ritmica imposta da Collins, che è impeccabile anche alla voce, e il suono reso più brillante dalla perizia del tecnico David Hentschel, promosso co-produttore.


Gabriel: “Penso che la mia partenza abbia fatto loro molto bene poiché, sebbene si risentissero della mia posizione di frontman, in realtà si rifugiavano ancora dietro di me. Quando me ne sono andato, si sono caricati di quell’energia che era necessaria per dimostrare che potevano farcela senza di me. Dopo la mia partenza sono stati capaci di ottenerne dei suoni migliori e su 'A Trick Of The Tail' hanno provato a ritrovare ciò che la gente amava nei vecchi Genesis, evidenziando che sono perfettamente in grado di cavarsela da soli”.

Estromessa per motivi di spazio dall'album, "It’s Yourself" è introdotta da una successione di accordi di chitarra ritmica che Rutherford aveva già composto durante le prove per "The Lamb", sui quali Collins canta dolcemente una piacevole melodia dall’andamento quasi West Coast. Verso il finale arriva quella che diventerà l’introduzione a Los Endos. Dopo un minuto circa, però, viene sostituita da una lunga ed eterea coda strumentale con intrecci di chitarre e tastiere.
Ai fan italiani il privilegio di ascoltare questa canzone prima di chiunque altro, quando esce come lato b del singolo "Ripples". Il resto del mondo la scoprirà solo nel febbraio 1977 nel retro del 45 giri "Your Own Special Way".

Mario Giammetti

Il testo è tratto da "Genesis - Tutti gli album tutte le canzoni" di Mario Giammetti, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell'editore.

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