L’ultimo saluto di Roby Facchinetti a Stefano D'Orazio: 'Sei stato davvero un grande uomo'

‘È stato un dono poter condividere anche con te l’avventura più bella della mia vita’, ha scritto il cantante e tastierista dei Pooh, condividendo su Facebook una lettera per Stefano D’Orazio.
L’ultimo saluto di Roby Facchinetti a Stefano D'Orazio: 'Sei stato davvero un grande uomo'

Dopo essersi chiuso in un rispettoso silenzio a seguito della morte di Stefano D'Orazio, i cui funerali hanno avuto luogo lo scorso 9 novembre a Roma, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo, Roby Facchinetti ha condiviso sul proprio profilo Facebook una lunga lettera indirizzata al batterista dei Pooh per rendergli omaggio e porgergli l'ultimo saluto.

Facendo seguito ai messaggi di colleghi, musicisti, amici e degli altri componenti della band di "Tanta voglia di lei”, come Dodi Battaglia che ha ricordato D’Orazio a margine di una intervista rilasciata all'Ansa e Red Canzian che ha affidato il suo ricordo alle pagine del Corriere della Sera, Facchinetti ha scritto sui social: 

“Carissimi amici,
quando il dolore è troppo profondo e ci devasta, è difficile fare altro che dar spazio a lacrime e silenzio. E infatti avrete notato, nelle ultime ore, quanto poco io abbia parlato, di questa tragedia della perdita del nostro amatissimo Stefano”.

Dopo aver scritto che è “giunto il momento di condividere con voi anche qualche parola e qualche riflessione, oltre al dolore”, il cantante e tastierista dei Pooh ha raccontato della giornata di lunedì, facendo sapere di essere stato “testimone d’un omaggio impareggiabile nei suoi confronti: e di riflesso un po’ anche nei confronti della storia dei Pooh”. Condividendo il proprio dolore per la scomparsa di Stefano D’Orazio, con il quale negli ultimi anni ha lavorato sul musical "Parsifal" e lo scorso marzo durante il lockdown ha pubblicato la canzone "Rinascerò rinascerai", Facchinetti ha scritto "Ancora oggi, comunque, faccio fatica a credere che ci hai lasciati, amico mio". Ha poi aggiunto: "Stefano, ci lasci poesie straordinarie. Ci lasci una lezione di impareggiabile generosità umana. Ci lasci la tua ironia: pure poco prima del tuo ricovero in ospedale, quando mi hai svelato che il tampone era purtroppo risultato positivo, non dimenticherò mai come hai cercato di cancellare dalla mia mente il gelo che improvvisamente la attanagliava". Ha continuato: "Sei stato davvero un grande uomo, Stefano. Una persona magnifica, forse la migliore che abbia conosciuto. Ed è stato un dono poter condividere anche con te l’avventura più bella della mia vita. Quello che mi hai insegnato lo terrò sempre nel cuore, e assieme alla tua arte sappi che ti rende immortale, ti rende sempre vivo, fa che tu sia continuamente con noi".

Attraverso il post pubblicato su Facebook il muscista nato a Bergamo nel 1944 ha condiviso una lunga lettera indirizzata all’artista mancato venerdì 6 novembre all'età di 72 anni, in cui si legge:

“Caro Stefano… Quante frasi delle canzoni che hai scritto mi tornano in mente in queste ore difficili, amico mio”, ha scritto la voce dei Pooh. Citando un passaggio del brano scritto insieme a D’Orazio e pubblicato a marzo per raccogliere fondi da destinare all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Roby Facchinetti ha aggiunto: “Soprattutto mi rimbomba nella memoria quel 'Siamo nati per combattere la sorte / ma ogni volta abbiamo sempre vinto noi'. E mi incazzo, sai?, per lo scherzo crudele di questa sorte. Tu che amavi la vita, tu che le hai dedicato un inno, e la vita che ti ha portato via. Però appunto sono momenti, questi, inevitabili momenti di smarrimento. Tu, Stefano, rimani e rimarrai”. 

Dopo aver scritto “ti prometto che lavorerò perché il nostro ‘Parsifal’, anch’esso rinviato dalla pandemia, possa andare in scena e andarci come tu lo volevi”, riferendosi nuovamente alla canzone "Rinascerò rinascerai”, Facchinetti ha concluso così la sua lettera per Stefano D’Orazio:

“Grazie d’aver scritto per noi anche quei versi magnifici, nei quali ho la certezza che hai anticipato il senso forte di questo periodo tremendo, che recitano “Quando tutto sarà finito / torneremo a riveder le stelle”. Perché sai, pensandoci su, trovo bellissimo pensare che adesso che per te tutto è finito, per quanto ciò ci addolori, le stelle tu le starai facendo ridere: rendendole ancor più luminose. Perché adesso la tua casa è proprio lassù fra le stelle. Quelle stelle per cui pure tu hai dovuto timbrare il passaporto.
Roby”.

Ecco il post con la versione integrale della lettera scritta da Roby Facchinetti a D’Orazio: 

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