Queen, la storia di “These Are the Days of Our Lives”

Trent'anni fa usciva "Innuendo", l'ultimo album pubblicato dai Queen con Freddie Mercury ancora vivente. Lo raccontiamo canzone per canzone
Queen, la storia di “These Are the Days of Our Lives”

"These Are The Days Of Our Lives" è il perfetto esempio di una canzone nata con un significato ma che le circostanze hanno trasformato in qualcosa di completamente diverso. Taylor la compose vedendo i propri figli che stavano crescendo e diventando grandi: cominci ad accorgerti che gli anni passano e allora che fai? Ti volti indietro e guardi quello che è stata la tua vita, con un misto di dolcezza e di malinconia. Ma quando è arrivato il momento di proporre il brano alla band, è stato subito chiaro che l’interpretazione sarebbe stata inevitabilmente un’altra.


May: “Roger ha scritto questa canzone pensando ai propri figli, alla vita e ai ricordi, ma ovviamente all’epoca ha assunto un significato diverso”. Taylor: “Penso di essermi trovato in uno stato d’animo particolarmente riflessivo. Me ne stavo seduto a casa mia, e sapevo che Freddie era malato. Penso che di tanto in tanto mi prendesse una specie di malinconia. Ero di
umore riflessivo e questo mi ha portato a scrivere in modo riflessivo. È una canzone sulla reminiscenza. Credo che stessi solo cercando una maniera per trovare uno spiraglio di ottimismo".


"These Are The Days Of Our Lives" è una struggente ballata con percussioni latineggianti, impreziosita da un’eccellente performance di Freddie, voce solista – naturalmente – con armonizzazioni vocali nei ritornelli.

Le tastiere sono state programmate da tutti i membri della band in studio e le congas sono state registrate e programmate da David Richards (la versione LP della canzone omette, fra le altre cose, l’introduzione con queste caratteristiche percussioni). Il singolo, con "Bijou" come lato B, uscì per il solo mercato USA il 5 settembre 1991, giorno del quarantacinquesimo compleanno di Mercury. In Gran Bretagna venne invece pubblicato come doppio lato A con "Bohemian Rhapsody" nel dicembre 1991, dopo la scomparsa di Freddie, per supportare la causa del Terrence Higgins Trust: la ricerca contro l’HIV/AIDS. .


"These Are The Days Of Our Lives" è stata accompagnata da un delicato videoclip, girato dai soliti Dolezal e Rossacher, che assume un valore storico in quanto è l’ultima apparizione al pubblico di Mercury, di sicuro l’ultima di fronte a una macchina da presa.  Quando il video è stato realizzato era ormai impossibile nascondere lo stato di salute di Mercury. Per questo il filmato è stato girato a colori e poi convertito in bianco e nero per nascondere il più possibile l’aspetto sofferente di Freddie. Anni più tardi, quando vennero diffuse le immagini a colori del backstage, apparve chiaro quanto fossero gravi le condizioni del frontman in quel momento. Se ne era reso conto molto bene il manager Jim Beach, il quale commissionò delle scene di animazione da utilizzare (per la seconda volta, dopo "Save Me" nel 1979) come riempitivo in caso di eventuali forfait di Mercury per motivi di salute. Alla fine una versione con queste scene venne comunque pubblicata. Circolano anche riprese
alternative sul vero set, talvolta ancora più mozzafiato di quelle ufficiali.


Per l’addio ai suoi fan Freddie si fece cucire un gilet con le immagini di tutti i suoi amati gatti, poi si mise davanti alla telecamera cercando di essere il più disinvolto e leggero possibile, ma allo stesso tempo molto teatrale. Un’interpretazione alla Mercury. Infine c’è la frase conclusiva. Il penultimo “I still love you” cantato con gli occhi rivolti al cielo, come sul palco del Live Aid durante gli “ay-ho”; poi l’ultimo – secondo Jim Hutton indirizzato a lui – abbassando la testa, con un sorriso rassegnato e un sussurro guardando direttamente in camera, “I still love you”. Vi amo ancora. Chi non si è commosso vedendolo?

Roberto De Ponti

Domani scriveremo di “Delilah”.

I testi sono tratti dal libro di Roberto De Ponti “Queen – Opera omnia”, pubblicato da Giunti, per gentile concessione dell’autore e dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Innuendo” e di tutti gli altri album dei Queen.


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