M¥ss Keta: “Possiamo trasformare le nostre camerette in un club”

La cantante pubblica il nuovo ep “Il cielo non è un limite”: “Oggi la mascherina è un presidio per la salute. Festival di Sanremo? Non sarò in gara”
M¥ss Keta: “Possiamo trasformare le nostre camerette in un club”

M¥ss Keta è tornata. Onirica e un po’ folle, come nel suo stile. Anticipato dai singoli “Giovanna Hardcore” e “Due”, “Il cielo non è un limite” è il titolo del suo nuovo ep in uscita, solo in digitale, il 13 novembre: sette tracce nuove di zecca prodotte da Riva, con interventi compositivi di Populous e Unusual Magic, un featuring di Priestess e un cameo di Lilly Meraviglia.

“È un progetto che si focalizza sull’aria e sul cielo, cerco sempre con i miei collaboratori di partire da un elemento – racconta la cantante – tutto prende vita dalle atmosfere di Wipeout, gioco della PlayStation Uno: aerei che volano fra i palazzi, suoni futuristici. Il mio sguardo verso il cielo, dalla prospettiva di un grattacielo di vetro e acciaio, cerca di catturare quei mezzi. È un mix di spazi e visioni, in un momento storico in cui questi ultimi sono limitati”. Ma tutto questo come si traduce in musica? “Suoni house, jungle, deep house – dice M¥ss Keta, la “queen di Porta Venezia” - possiamo trasformare le nostre camerette in un club, proprio oggi in cui gli spazi per andare a ballare sono chiusi. Ci sono canzoni più morbide, altre più estreme come “Rider bitch”, in cui a mio modo provo a raccontare anche la figura del rider e la sua condizione di sfruttamento. Sperimento suoni sferzanti come le folate ad alta quota, fresche, quasi glaciali, con deviazioni a volte repentine come i cambi di direzione di un jet”.

In questo progetto ci sono tante supereroine: “La mistress felina di “Gmbh”, immersa in un rituale di seduzione scandito da un beat deep house alla moda di Chicago - la moderna dea “Diana”, in compagnia di Priestess, a capo di una Magna Grecia futurista dalle atmosfere fatate e sognanti, musicalmente disegnata dal maestro Populous: tutte “Miss” che lottano per la loro libertà e per il proprio futuro”. 

M¥ss Keta, recentemente, è stata intervistata anche dal New York Times sull’uso della mascherina, il tratto distintivo del suo personaggio, ma anche simbolo contemporaneo della lotta alla pandemia. “Quando uscendo di casa vedevo tutte le persone con le mascherine rimanevo stupita anche io – ricorda la cantante milanese - ma sono felice perché è un presidio di salute. All'inizio di questa pandemia la mascherina ci spaventava. Ora non ci spaventa più, anzi ci rassicura. Non so se questo agli occhi degli altri abbia depotenziato la mia mascherina. Secondo me no. Mi ha offerto tanti spunti di riflessione: per esempio mi sono resa conto di quanto metta in difficoltà le persone, parlare con mascherina e occhiali rende indecifrabile ogni espressione del volto. Portarla, nel mio caso, è anche un modo per mostrare di più il mio lato interiore rispetto all’apparenza. Un messaggio che dovrebbe essere universale". Dopo l’esperienza al DopoFestival e il duetto con Elettra Lamborghini la vedremo in gara al Festival di Sanremo 2021? La risposta, fra verità e ironia: “Purtroppo no, non credo – conclude – sinceramente non ho presentato un pezzo, però magari lo condurrò, vedremo”.

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