Roisin, Kylie e le altre: la dance contro la pandemia

In pochi mesi sono usciti una serie di dischi dance cantati da donne che utilizzano il genere a fini “politici”, dall'escapismo alla protesta fino alla consapevolezza di sé
Roisin, Kylie e le altre: la dance contro la pandemia

Nel bel mezzo della pandemia, e quindi con i locali e i club chiusi, si sta creando un fenomeno interessante e in un certo senso anche bizzarro: stanno infatti uscendo una serie di dischi (da Dua Lipa a Kylie Minogue, da Roisin Murphy a Sophie Ellis Bextor) con una fortissima impronta dance, a volte più traslati sull'elettronica, altre volte sul revival disco, altre ancora più sulla house, ma tutti uniti dal comune denominatore della cassa dritta. La cosa interessante è che si tratta di canzoni e dischi usciti negli ultimi due mesi, realizzate da donne e con un intento programmatico piuttosto chiaro e in un certo senso politico. 

Dua Lipa

Ha iniziato Dua Lipa che, non contenta del suo disco uscito nella scorsa primavera (“Future Nostalgia” grande successo di pubblico e critica, candidato anche ai 'colti' Mercury Prize), ha realizzato un remix album ancora più dance (“Club Future Nostalgia” ) coinvolgendo Madonna, Mark Ronson, Masters of Work, Missy Elliott e la dj The Blessed Madonna come producer per un disco che è molto più di una semplice raccolta di remix e che non fa restare immobile nessuno.  

Roisin Murphy

Poi è arrivata Roisin Murphy, una vera e propria autorità nel mondo di certa dance sofisticata fin da quando militava negli anni '90 con i Moloko, che nei primi giorni di ottobre ha fatto uscire “Roisin Machine”, una raccolta di alcuni singoli pubblicati nei quattro anni precedenti qui con nuovi arrangiamenti e arricchiti da altri brani molto carichi quasi in versione 12” per i deejay. Scelta che parrebbe azzardata, anche qui, considerando che i club e le discoteche saranno forse tra le ultime realtà a riaprire i battenti. “Game Changer” con la sua atmosfera anni '80 suona come un classico ritorno al passato, mentre “Murphy's law” con la frase “Pretty soon I'll be breaking loose/And the scenery'll be changing” si candida ad essere uno degli inni da quarantena. Una dance ipnotica, opulenta e decadente, molto sullo stile di “I feel love” di Donna Summer, con un edonismo così sfrenato da essere più di qualcosa di liberatorio, ma la dance viene vista come un processo di conoscenza profonda e matura di sé, considerando anche i suoi 47 anni. 

Sophie Ellis Bextor

Infine è arrivata circa una settimana fa la versione di Sophie Ellis Bextor, altra icona della dance, del classico degli Alcazar “Crying at the discoteque” contenente il celebre campionamento di “Spacer” di Sheila & B. Devotion. La canzone è accompagnata da un video girato in una serie di club e discoteche, teatri e palazzetti tutti vuoti che, sebbene con le luci e strobo accese e il ritmo allegro della canzone, creano un atmosfera piuttosto decadente. 
Ecco quindi che la dance si carica di senso e riflessioni su quanto mai potrà durare la situazione che stiamo vivendo. 

Kylie Minogue

A chiudere, in bellezza, arriva anche Kylie Minogue in uno dei suo tanti progetti di rinascita. “Disco” è il titolo della sua ultima fatica uscita lo scorso week end in cui si reinventa ancora una volta pescando a piene mani dalle atmosfere degli Chic e degli Abba strizzando l'occhio anche a Lady Gaga e al revival iniziato dai Daft Punk, anche nell'estetica, come si è potuto notare nello special trasmesso in streaming per i fan della cantante australiana. 



Quattro indizi non solo fanno una prova, ma permettono anche di scoprire il movente. Sembra quindi che la dance riprenda in qualche modo quella che fu la disco alla sua nascita, una musica e un movimento destinato alle persone più emarginate per trovare uno spiraglio di gioia e di evasione. Oggi quelle persone emarginate dalla normalità forse siamo tutti noi costretti dall'emergenza a non uscire e non poter stare insieme come un tempo. Quindi, in attesa che tutto questo finisca, nelle nostre case e nelle nostre camerette non ci resta che ballare. 


 

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